A che servono i profitti delle aziende tecnologiche
Vincenzo Cosenza ha contribuito a migliorare la qualità della domanda che mi ero posto in relazione al senso dei profitti nell'industria della tecnologia. Ho promesso di rispondere un po' meglio. Ci provo qui.
1. Ogni tecnologia che si pone come piattaforma tende a diventare monopolista, a causa dell'effetto-rete (legge di Metcalfe) che valorizza le soluzioni più usate fino a farle diventare molto più usate di tutte le altre (quasi le sole usate, come Windows e Office).
2. Come conseguenza, se le piattaforme sono di proprietà privata, producono per chi le possiede un grande margine di profitto. Microsoft e Intel sono esempi lampanti di questo fenomeno.
3. Con la loro forza finanziaria, queste aziende possono investire nell'innovazione più delle altre e quindi mantenere a distanza la concorrenza. Ma quando le innovazioni buone vengono da altri, finanziati da altre fonti di capitale (venture capital o altro), queste aziende dominanti possono investire non nell'innovazione ma per difendere le loro posizioni monopolistiche. E' il caso della Microsoft che investe 4 miliardi di dollari (di perdite) nella xBox per contrastare la Sony che con la sua PlayStation sognava di diventare la centralina digitale della famiglia (al posto del pc). L'effetto finale è una deviazione di risorse dall'investimento in innovazione in spesa per la difesa. Il che rallenta l'innovazione nel suo complesso.
4. Ma proprio il successo clamoroso delle aziende che vincono con l'effetto-rete attrae enormi capitali in cerca di analoco successo verso l'industria della tecnologia. Il che accelera l'innovazione nel suo complesso.
5. In conclusione, posto che l'effetto-rete non si ferma, il grande successo delle varie Microsoft, Intel e simili, tenderebbe ad essere neutro-positivo: perché l'innovazione è frenata dalla necessità delle aziende suddette di difendersi, ma è accelerata dalla scommessa del venture capital. Ma il venture capital segue le congiunture, le mode, lo hype. Nei casi peggiori, come durante la bolla, segue una logica di breve termine, con conseguenze sostanzialmente negative. La logica industriale, quella secondo la quale il capitale si remunera con il valore aggiunto e non con la riventita di titoli finanziari segue una logica - teoricamente - di più lungo termine, avrebbe effetti migliori. Ma è tendenzialmente frustrato nei settori come quello dominato dalla Microsoft. Riesce a funzionare meglio nei settori nei quali la piattaforma fondamentale è uno standard pubblico, non proprietario e favorevole alle applicazioni interoperabili, sul quale quindi tutti possono puntare al profitto generato solo dall'innovazione (che dura solo fino al momento in cui arriva un'ulteriore innovazione che supera la precendente).
Ecco. Sono arrivato fin qui. Sicuramente ci vorrà un altro approfondimento. Ne riparliamo alla prossima puntata...
12:04:41 AM
|