Rim come ecosistema?
Si è discusso sulle ragioni che hanno portato la Rim a dare in licenza il suo software per la comunicazione mobile divenuto famoso con il successo del suo Blackberry. Che cosa significava: Rim smette di affaticarsi con la produzione di hardware e si dedica del tutto al software?
Ho parlato, qui a Orlando, con il fondatore della Rim, Mike Lazaridis.
Dice che il loro software è buono e apprezzato perché la Rim sa fare anche lo hardware e dunque conosce le problematiche dei costruttori che sono diventati i clienti del suo software. Insomma: tra la ricerca e il prodotto finale, cioè il software, c'è un elemento intermedio che ha caratteristiche funzionali sia della prima che del secondo, cioè lo hardware.
Sta di fatto che Rim non molla il Blackberry. Anche se per adesso lo mantiene posizionato sui clienti business, senza fronzoli di moda.
Il suo punto debole? Il servizio di webmail, necessario ai clienti che non hanno una grande corporation alle spalle. Ma su questo ci potrebbero essere novità (entro l'anno): una serie di accordi con Google, Yahoo! e Aol (quest'ultimo in parte già annunciato).
Il tutto però mantenendo la barra diritta sulla scommessa originaria della Rim: il primo cliente e il referente strategico fondamentale è l'insieme degli operatori mobili. Con loro non si combatte: ci si adegua alle loro scelte.
Questo riduce le possibilità della Rim di aspirare a diventare un grande ecosistema? Non necessariamente, nel momento in cui, almeno per competere sui grandi clienti, gli operatori rendono l'utilizzo del Blackberry meno costoso.
6:36:37 AM
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