<?xml version="1.0"?><!-- RSS generated by Radio UserLand v8.2.1 on Wed, 06 Aug 2008 10:49:29 GMT --><rss version="2.0">	<channel>		<title>Luca De Biase: Braudel</title>		<link>http://blog.debiase.com/categories/braudel/</link>		<description>Un mondo con i confini aperti non sopporta le menti chiuse. C&apos;e&apos; un percorso comune che sta cambiando, insieme, economia, tecnologia, cultura e societa&apos;? Sono sicuro che non vi aspettate delle risposte da questo blog...</description>		<language>it-it</language>		<copyright>Copyright 2008 Luca De Biase</copyright>		<lastBuildDate>Wed, 06 Aug 2008 10:49:29 GMT</lastBuildDate>		<docs>http://backend.userland.com/rss</docs>		<generator>Radio UserLand v8.2.1</generator>		<managingEditor>luca@debiase.com</managingEditor>		<webMaster>luca@debiase.com</webMaster>		<category domain="http://rpc.weblogs.com/shortChanges.xml">rssUpdates</category> 		<skipHours>			<hour>3</hour>			<hour>2</hour>			<hour>4</hour>			<hour>5</hour>			<hour>1</hour>			<hour>6</hour>			<hour>0</hour>			<hour>13</hour>			</skipHours>		<cloud domain="xmlstoragesystem.it" port="80" path="/RPC2" registerProcedure="xmlStorageSystem.rssPleaseNotify" protocol="xml-rpc"/>		<ttl>60</ttl>		<item>			<title>Diritto alla ricerca della felicita&apos;</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/08/06.html#a1961</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Diritto alla ricerca della felicit&amp;agrave;&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;img src=&quot;http://blogs.it/0100844/immagini/gvh.gif&quot;&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Da &lt;a href=&quot;http://www.google.com/trends?q=growth%2C+happiness&quot;&gt;Google Trends&lt;/a&gt;: il volume delle ricerche su Google della parola growth (crescita; in blu nel grafico) a confronto con il volume delle ricerche della parola happiness (felicit&amp;agrave;; in rosso nel grafico). Si vede che i due andamenti vanno in direzioni opposte. (Inoltre si vede che mentre da anni cresce il numero di riferimenti alla parola growth nei giornali, le persone cercano sempre meno la parola growth con il motore di ricerca). La felicit&amp;agrave; non &amp;egrave; collegata all&apos;economia nella mente delle persone nemmeno se si confrontano altri termini come economic growth, economy, Pnl, industry, globalization... &lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;a href=&quot;http://www.anobii.com/books/0160b46f59d731c60e/&quot; title=&quot;Per saperne di pi&amp;ugrave; su Il diritto alla felicit&amp;agrave;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=1&amp;amp;item_id=0160b46f59d731c60e&amp;amp;time=1207320186&quot; title=&quot;Per saperne di pi&amp;ugrave; su Il diritto alla felicit&amp;agrave;&quot; alt=&quot;Immagine di Il diritto alla felicit&amp;agrave;&quot; style=&quot;padding: 5px;&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;/a&gt;Il libro di Antonio Trampus racconta l&apos;evoluzione storico-filosofica dell&apos;idea di felicit&amp;agrave;. Il legame con l&apos;economia &amp;egrave; storicamente molto scarso: anche perch&amp;eacute; il paradigma economicista &amp;egrave; relativamente recente (la questione dell&apos;economia della felicit&amp;agrave; si oppone agli eccessi economicisti per recuperare una prospettiva di pi&amp;ugrave; lunga durata e costruire una prospettiva per il futuro meno schiava degli schemi ottocenteschi e novecenteschi). In effetti, nel pensiero dei filosofi e pensatori moderni, l&apos;idea di felicit&amp;agrave; ha legami pi&amp;ugrave; forti con concetti come&amp;nbsp; diritto naturale, etica, saggezza... E&apos; curioso verificare anche questi legami su Google Trends. Si scopre che non ci sono legami apparenti nelle ricerche delle persone, mentre ci sono abbastanza nel numero di citazioni dei giornali. (Niente di tutto questo ha la pretesa di essere statisticamente rilevante, naturalmente: si tratta soltanto di impressioni).&lt;br&gt;&lt;br&gt;Il diritto alla ricerca della felicit&amp;agrave; che matura nel corso dell&apos;epoca moderna &amp;egrave; un concetto che resta tutto da esplorare. Di certo, la ricerca della parola felicit&amp;agrave; &amp;egrave; in aumento (in blu nel grafico in basso).&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;img src=&quot;http://blogs.it/0100844/immagini/happiness.gif&quot;&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;b&gt;Tag:&lt;/b&gt;  &lt;a href=&quot;http://technorati.com/tag/happiness&quot; rel=&quot;tag&quot;&gt;happiness&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://technorati.com/tag/growth&quot; rel=&quot;tag&quot;&gt;growth&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://technorati.com/tag/antonio+trampus&quot; rel=&quot;tag&quot;&gt;Antonio Trampus&lt;/a&gt; &lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;a href=&quot;http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=5000930&quot;&gt;Economia della felicit&amp;agrave;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;!-- AddThis Button BEGIN --&gt;&lt;a href=&quot;http://www.addthis.com/bookmark.php&quot; onclick=&quot;window.open(&apos;http://www.addthis.com/bookmark.php?wt=nw&amp;pub=lucadebiase&amp;url=&apos;+encodeURIComponent(location.href)+&apos;&amp;title=&apos;+encodeURIComponent(document.title), &apos;addthis&apos;, &apos;scrollbars=yes,menubar=no,width=620,height=520,resizable=yes,toolbar=no,location=no,status=no,screenX=200,screenY=100,left=200,top=100&apos;); return false;&quot; title=&quot;Bookmark and Share&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://s9.addthis.com/button1-share.gif&quot; alt=&quot;Bookmark and Share&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;16&quot; width=&quot;125&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;!-- AddThis Button END --&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/08/06.html#a1961</guid>			<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 09:33:04 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=1961&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F08%2F06.html%23a1961</comments>			</item>		<item>			<title>Tutti si preoccupano per Twitter</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/08/05.html#a1960</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Tutti si preoccupano per Twitter&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Twitter &amp;egrave; forse uno dei pi&amp;ugrave; simpatici sistemi di comunicazione 2.0. E&apos; essenziale. Non coinvolge cose complicate come accettare o rifiutare gente che vuole connettersi. E&apos; veloce. Molto, molto utile. E persino divertente. Non &amp;egrave; condotto dalla smania di fare soldi: anzi, per la verit&amp;agrave; non ne fa per niente di soldi. E quindi tutti si preoccupano per Twitter. Vedi &lt;a href=&quot;http://www.wired.com/techbiz/people/news/2008/08/portfolio_0804&quot;&gt;Wired&lt;/a&gt;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Vabb&amp;egrave;. Adesso Twitter ottiene altri finanziamenti. E in un modo o nell&apos;altro li dovr&amp;agrave; restituire. La pi&amp;ugrave; probabile via d&apos;uscita, mi pare, &amp;egrave; la vendita in blocco del sistema a Google o Yahoo! o, ehm, Microsoft (dico ehm perch&amp;eacute; Microsoft ha gi&amp;agrave; il fantastico successo di Messenger e non so se Twitter potrebbe integrarsi bene). &lt;br&gt;&lt;br&gt;Altre vie sono l&apos;inserimento di pubblicit&amp;agrave; (piccoli link sponsorizzati contestualizzati, tipo Google). La pubblicit&amp;agrave; nei luoghi di socializzazione non piace molto: deve essere la meno invasiva possibile. Facebook ci ha gi&amp;agrave; rimesso la faccia. Oppure Twitter pu&amp;ograve; pensare alla vendita della piattaforma a grandi aziende che vogliano dotare i loro dipendenti di un&apos;utile sistema di comunicazione. Il lato debole: un altro sistema di comunicazione? oltre al Blackberry, all&apos;outlook, al voip, agli sms, alle agende condivise, alle intranet e soprattutto alle riunioni? Insomma, vedremo. Per ora &amp;egrave; bello vedere che Twitter si sviluppa per il suo valore d&apos;uso e che sono gli utenti a indirizzare l&apos;innovazione. Il resto lo scopriremo solo vivendo.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/08/05.html#a1960</guid>			<pubDate>Tue, 05 Aug 2008 09:08:03 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=1960&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F08%2F05.html%23a1960</comments>			</item>		<item>			<title>Saggezza di Morgan</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/08/05.html#a1959</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Saggezza di Morgan&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Morgan Freeman ha avuto un &lt;a href=&quot;http://www.cnn.com/2008/SHOWBIZ/Movies/08/04/morgan.freeman.accident/index.html&quot;&gt;incidente&lt;/a&gt;. Pare che fosse sobrio. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Il suo personaggio, in Batman, &amp;egrave; l&apos;incarnazione della saggezza e della competenza tecnica. Quando Bruce Waine sviluppa un&apos;idea di Morgan e mette insieme un sistema per controllare tutti i cellulari di Gotham City, Morgan protesta: &amp;#171;E&apos; un potere troppo grande per un solo uomo&amp;#187;. Ma Bruce &amp;egrave; d&apos;accordo. Tanto che ha previsto l&apos;autodistruzione del megasistema di intercettazioni che entra in azione a missione compiuta...&lt;br&gt;&lt;br&gt;Fiction per fiction. Andiamo avanti con la fiction: e se anche l&apos;autodistruzione del sistema Tavaroli fosse stata prevista? La mossa avrebbe evitato che quel potere immenso potesse andare nelle mani di qualche persona poco affidabile...&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/08/05.html#a1959</guid>			<pubDate>Tue, 05 Aug 2008 08:56:34 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=1959&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F08%2F05.html%23a1959</comments>			</item>		<item>			<title>Etica al Social media club</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/08/05.html#a1958</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Etica al Social media club&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Una &lt;a href=&quot;http://www.socialmediaclub.org/2008/07/31/recap-what-is-the-biggest-ethical-issue-we-face-in-social-media-today/&quot;&gt;discussione&lt;/a&gt; sulle principali questioni etiche che interessano i social media. Ho l&apos;impressione che molte questioni siano legate ai diritti e all&apos;etica in generale, alcune siano relative alla tentazione di trattare i social media come i media tradizionali e poche siano specifiche dei social media. Il che &amp;egrave; perfettamente normale. Non mi pare che esista un&apos;etica dei social media diversa dall&apos;eventuale etica alla quale ispirarsi per vivere nella societ&amp;agrave;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Casomai, qualcosa di specifico si trova nel fatto che in questa piccola societ&amp;agrave; digitale, qualcuno si pone ancora l&apos;obiettivo di fondare un sistema di regole sociali, etiche e pratiche, per favorire lo sviluppo di una convivenza civile.&lt;br&gt;&lt;br&gt;E&apos; un nuovo mondo. Che genera molte speranze. E attira molti nemici.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Al di l&amp;agrave; di una discussione sulle priorit&amp;agrave; etiche, necessariamente un po&apos; relativistica, quello che interessa &amp;egrave; identificare le dinamiche di sistema. L&apos;innovazione e la speranza di migliorare il mondo sono connesse all&apos;apertura e alla neturalit&amp;agrave; della rete, alla fluidit&amp;agrave; e alla diffusione dell&apos;accesso, alla semplicit&amp;agrave; dell&apos;utilizzo. Questo moltiplica l&apos;infodiversit&amp;agrave; e alimenta l&apos;economia della conoscenza. Indubbiamente consente anche attivit&amp;agrave; illegali e poco intelligenti. Il tema &amp;egrave; non consentire ai nemici di internet di convincere le persone che la rete &amp;egrave; il luogo delle attivit&amp;agrave; illegali e poco intelligenti.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Ci provano. I bar hanno paura di mettere il wi-fi perch&amp;eacute; hanno paura di essere coinvolti con le eventuali attivit&amp;agrave; illegali che gli avventori potrebbero svolgere. Persino l&apos;Autogrill ci pensa e ci ripensa a progetto di consentire le connessioni nei suoi punti vendita. I governi che si succedono non favoriscono la diffusione dell&apos;accesso se non per qualche esperimento qui e l&amp;agrave;. Le scelte autoritarie o unilaterali si moltiplicano: la Cina &amp;egrave; quello che &amp;egrave;, gli Stati Uniti permettono alle forze dell&apos;ordine di sequestrare i pc della gente (del resto consentono anche l&apos;arresto degli stranieri senza troppi ostacoli legali), l&apos;Europa si dibatte per gestire le lobby di tutti i colori che popolano Strasburgo e Bruxelles... Leggo che anche la Apple fa mosse strane, per esempio &lt;a href=&quot;http://mashable.com/2008/08/04/apple-and-facebook-need-to-leave-apps-alone/&quot;&gt;togliendo&lt;/a&gt; di mezzo NetShare (chiss&amp;agrave; perch&amp;eacute;...). I fautori della creativit&amp;agrave; internettiana sono assediati dai generatori di paure... &lt;br&gt;&lt;br&gt;Si torner&amp;agrave; a produrre software liberatorio per chi lo sa usare. Un po&apos; hacker e un po&apos; rapper. Un po&apos; diritti civili e un po&apos; non-violenza... In attesa di una consapevolezza maggiore e di una minore propensione all&apos;allarme. Imho.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/08/05.html#a1958</guid>			<pubDate>Tue, 05 Aug 2008 08:43:46 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=1958&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F08%2F05.html%23a1958</comments>			</item>		<item>			<title>Economia dei commons</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/08/04.html#a1957</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Economia dei commons&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;L&apos;&lt;a href=&quot;http://www.economist.com/finance/displaystory.cfm?story_id=11848182&quot;&gt;Economist&lt;/a&gt; dedica una pagina all&apos;economia dei commons. Giusto sul finire del summit di Sapporo sui creative commons (vedi &lt;a href=&quot;http://demartin.polito.it/&quot;&gt;Jc&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;http://creativecommons.org/weblog/entry/8651&quot;&gt;cc.org&lt;/a&gt;). &lt;br&gt;&lt;br&gt;Il tema &amp;egrave; lanciato dal vecchio studio di Garrett Hardin che nel 1968 ha scritto &amp;#171;The Tragedy of the Commons&amp;#187; per dimostrare che se gli utilizzatori di un bene comune sono razionali tendono a consumarlo perch&amp;eacute; se ne avvantaggiano in modo diretto e immediato mentre il costo dell&apos;aumentato sfruttamento &amp;egrave; spalmato su tutta la collettivit&amp;agrave;. I fatti per&amp;ograve; non hanno storicamente dato ragione a Hardin (i commons che funzionano bene abbondano, dai pascoli alpini della Svizzera ai sistemi di irrigazione della Spagna e delle Filippine). Tanto che Hardin stesso, prima di morire, ha ammesso che il suo saggio avrebbe dovuto chiamarsi &amp;#171;The Tragedy of Unmanaged Commons&amp;#187;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Elinor Ostrom, nel 1990, ha scritto &amp;#171;Governing the Commons&amp;#187; per descrivere le regole che garantiscono a un bene comune di funzionare nel tempo senza finire nella spirale dell&apos;ipersfruttamento: quanto un partecipante prende deve essere proporzionale a quanto d&amp;agrave;; l&apos;utilizzo deve essere compatibile con il funzionamento strutturale del bene comune; tutti possono influire sulle decisioni che riguardano il bene comune; si d&amp;agrave; maggiore importanza alla prevenzione degli abusi che alla punizione per l&apos;irragionevole sfruttamento. Tutte regole che in effetti tendono a finire oggi nelle concezioni riguardanti il pi&amp;ugrave; ampio concetto di sostenibilit&amp;agrave;. Che non a caso riguarda innanzitutto l&apos;ambiente, il grande bene comune dell&apos;umanit&amp;agrave;, ma anche i beni culturali e i beni relazionali, cio&amp;egrave; la qualit&amp;agrave; delle relazioni sociali.&lt;br&gt;&lt;br&gt;L&apos;argomento peraltro si fa pi&amp;ugrave; complesso nel caso dei commons di tipo culturale. Un pascolo &amp;egrave; comunque un bene comune preciso e non replicabile. Ma nell&apos;economia della conoscenza, la registrazione di alcuni beni ne consente la replicazione a basso costo e senza apparente perdita di valore. (Se io ho un&apos;idea, la posso dare a un&apos;altro senza privarmene...). Il contesto culturale ricco di idee disponibili come beni comuni &amp;egrave; chiaramente pi&amp;ugrave; produttivo nell&apos;economia della conoscenza (non si producono nuove idee senza abbeverarsi a quelle che sono gi&amp;agrave; state prodotte in passato). E&apos; vero nella scienza e nell&apos;arte, ma lo &amp;egrave; ancora di pi&amp;ugrave; nell&apos;imprenditoria.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Il problema &amp;egrave; che, sulla scorta dell&apos;esperienza inglese delle recinzioni che ridussero lo spazio dei commons in campagna privatizzandone lo sfruttamento e lanciando un processo di intensificazione dello sfruttamento del suolo che port&amp;ograve; alla rivoluzione agricola, da molti ritenuta preludio della rivoluzione industriale, l&apos;industria culturale cerca il pi&amp;ugrave; possibile di aumentare lo spazio recintato dei beni comuni culturali (copyright ecc ecc). &lt;br&gt;&lt;br&gt;In apparenza, lo sfruttamento privatistico dei beni culturali consente modelli di business scalabili che quindi generano ricchezze molto concentrate e molto ampie. Mentre i commons introducono regole orientate pi&amp;ugrave; alla sostenibilit&amp;agrave; che alla scalabilit&amp;agrave;, generando ricchezza diffusa ma non necessariamente in crescita veloce e concentrata. Dunque apparentemente sembrano una soluzione poco adatta all&apos;economia abituata a ragionare in termini finanziari. Evidentemente, internet ha contribuito a rafforzare l&apos;interesse verso i commons, anche perch&amp;eacute; ha ridotto la difendibilit&amp;agrave; delle concezioni privatistiche dei beni culturali registrati. Ma ha consentito anche di introdurre una pi&amp;ugrave; profonda riflessione sul tema del giusto equilibrio tra la parte comune e quella privata dei beni culturali. La privatizzazione dei beni culturali non &amp;egrave; la soluzione migliore per garantire lo sviluppo di lungo termine nell&apos;economia della conoscenza. Ma &amp;egrave; chiaro che mentre i vantaggi della privatizzazione si vedono e generano lobby molto attive e concentrate, i vantaggi dei commons sono diffusi e vengono difesi solo dalla lungimiranza di gruppi culturalmente attivi e governi consapevoli.&lt;br&gt;&lt;br&gt;L&apos;Europa &amp;egrave; un territorio piuttosto avanzato da questo punto di vista. L&apos;esperienza europea del valore dei commons non va dimenticata. Da segnalare che &lt;a href=&quot;http://fausto.eco.unibs.it/%7Egbravo/&quot;&gt;Giangiacomo Bravo&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;http://www.clio-infra.eu/index.php/Tine_de_Moor&quot;&gt;Tine De Moor&lt;/a&gt; hanno scritto uno &lt;a href=&quot;http://www.thecommonsjournal.org/index.php/ijc/article/view/98/40&quot;&gt;studio&lt;/a&gt; sulle ricerche relative ai commons in Europa.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Nel frattempo, per&amp;ograve;, si &lt;a href=&quot;http://wiki.creativecommons.org/Metrics&quot;&gt;osserva&lt;/a&gt; come la quantit&amp;agrave; di lavori culturali prodotti con licenza creative commons &amp;egrave; tale da aver creato un ambiente pi&amp;ugrave; ricco per tutto il sistema che avanza nell&apos;economia della conoscenza. Non &amp;egrave; necessariamente con lo scontro diretto che si ottengono risultati importanti nella strategia di riequilibrio tra beni culturali comuni e beni culturali privatizzati. Strategicamente, in realt&amp;agrave;, &amp;egrave; probabile che il riequilibrio avvenga proprio attraverso una sana e ricca produzione di nuovi beni comuni culturali.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;b&gt;Tag:&lt;/b&gt;&amp;nbsp; &lt;a href=&quot;http://technorati.com/tag/creative+commons&quot; rel=&quot;tag&quot;&gt;Creative Commons&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://technorati.com/tag/sapporo&quot; rel=&quot;tag&quot;&gt;Sapporo&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://technorati.com/tag/beni+comuni&quot; rel=&quot;tag&quot;&gt;beni comuni&lt;/a&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/08/04.html#a1957</guid>			<pubDate>Mon, 04 Aug 2008 06:22:49 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=1957&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F08%2F04.html%23a1957</comments>			</item>		<item>			<title>Scelte, scelte, scelte</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/08/02.html#a1956</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Scelte, scelte, scelte&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Le scelte si moltiplicano. Al supermercato. Al lavoro. All&apos;ospedale. La libert&amp;agrave; di scelta &amp;egrave; un desiderio quando ce n&apos;&amp;egrave; poca e un&apos;angoscia quando ce n&apos;&amp;egrave; troppa. Barry Schwartz(&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;The paradox of choiceWhy more is less&lt;/span&gt;, 2004) osserva che quell&apos;angoscia deriva dalla nostra sensazione di essere incompetenti per prendere decisioni su ogni argomento: dalla scelta pi&amp;ugrave; conveniente per quanto riguarda l&apos;operatore telefonico alla scelta pi&amp;ugrave; giusta per quanto riguarda l&apos;accanimento terapeutico... &lt;br&gt;&lt;br&gt;E&apos; gi&amp;agrave; tutto tremendamente difficile quando le decisioni riguardano noi stessi. Ma molto, molto spesso le decisioni che ci riguardano hanno anche conseguenze sugli altri. Tanto che in quei casi cerchiamo spesso il consiglio di un esperto (se non lo facciamo, viviamo pi&amp;ugrave; liberi ma anche pi&amp;ugrave; angosciati). A quel punto c&apos;&amp;egrave; un altro bivio: considerare l&apos;esperto come una fonte di elementi in base ai quali decidere o come una voce alla quale affidare la scelta (se prendiamo la prima strada siamo pi&amp;ugrave; responsabili e meno schiavi, se prendiamo la seconda strada siamo pi&amp;ugrave; convenzionali e meno preoccupati).&lt;br&gt;&lt;br&gt;Il problema &amp;egrave; che sulle questioni che riguardano la vita di un&apos;altra persona, siamo tentati di affidarci non agli esperti ma ai rappresentanti delle visioni del mondo che offrono risposte facili basate su principi stabili. Non a caso il pensiero religioso semplificato in forma di slogan (non quello sofisticato che si elabora tra gli studiosi, quello che si sente in tv e nei mass media...) si fa strada nella nostra epoca, nella quale possiamo scegliere tutto della vita. E sempre di pi&amp;ugrave; potremo scegliere. Quando nascere, quando morire, quale patrimonio genetico favorire... In un mondo destinato a ospitare 9 miliardi di persone, dotate di mezzi scientifici tali da poter modificare il dna, in qualche parte del mondo si parler&amp;agrave; non di eutanasia, ma di eugenetica, per chi se la potr&amp;agrave; permettere... E anzi, al limite, i genitori ricchi del pianeta forse si sentiranno in colpa se non faranno tutto il possibile per garantire ai figli il miglior dna possibile... Ingegneria genetica, paura... Un aspetto del futuro del quale dobbiamo assumere consapevolezza...&lt;br&gt;&lt;br&gt;Siamo chiamati a scegliere sempre pi&amp;ugrave; profondamente della nostra vita. E della vita degli altri. Di quelli che ci sono e di quelli che non ci sono ancora.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Chi si pone come generatore di principi deve essere coerente. Non pu&amp;ograve; parlare come se la vita fosse sacra quando riguarda la famiglia ma poi ammettere che esistono guerre meno ingiuste di altre. Per chi si pone come generatore di principi, essere coerenti &amp;egrave; molto difficile. Affidarsi coerentemente ai principi definiti da qualcuno che appare incoerente, poi, &amp;egrave; ancora pi&amp;ugrave; difficile. E poich&amp;eacute;, indubbiamente, le visioni del mondo che definiscono principi sono tante e in competizione tra loro, non &amp;egrave; possibile se non per atto di fede affidarsi a una di esse. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Ma uno stato pu&amp;ograve; fare un atto di fede? E un rappresentante dello stato?&lt;br&gt;&lt;br&gt;Le leggi, in una democrazia anche difettosa, aiutano le persone a decidere, eliminando almeno in parte le scelte che fanno troppo male alla societ&amp;agrave;. Non ci sono stati democratici che si organizzino definitivamente e stabilmente soltanto in base ai principi di una chiesa o di una idelogia: perch&amp;eacute; giustamente i principi sostenuti dalle chiese e dalle ideologie sono definite da teologi e filosofi che affermano le loro visioni del mondo e negano - con maggiore o minore violenza - le altre. E per questo le leggi sono laiche rispetto alle chiese. Per questo si vota e poi si decide. Per questo chiunque abbia dei principi li deve poter esprimere e deve poter cercare di convincere gli altri. Ma per questo chi rappresenta lo stato, cio&amp;egrave; un sistema di leggi laiche e di per se indipendenti dalle chiese, non dovrebbe concedere a una chiesa una lealt&amp;agrave; superiore a quella che concede allo stato laico. Imho. Imveryho...&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=&quot;1&quot;&gt;Penso alla questione di Eluana (&lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/eluana-eutanasia-2/camera-ok-conflitto/camera-ok-conflitto.html&quot;&gt;Repubblica&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/07/31/e-ufficiale-il-pd-non-esiste/&quot;&gt;Gilioli&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/08_luglio_31/eluana_camera_175baf58-5f01-11dd-89c2-00144f02aabc.shtml&quot;&gt;Corriere&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/eluana-eutanasia-2/fuga-pd/fuga-pd.html&quot;&gt;Repubblica&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.mantellini.it/2008_07_01_archive.html#1284948723289846468&quot;&gt;Mante&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.gennarocarotenuto.it/2832-ma-il-partito-democratico-esiste&quot;&gt;Gennaro&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.marcellosaponaro.it/blog/2008/08/02/maggioritari-non-bulgari-anche-su-eluana-litalia-ha-diritto-ad-un-voto/&quot;&gt;Marcello&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://villag.blogspot.com/2008/07/alla-camera-va-in-scena-il-pd-di-ponzio.html&quot;&gt;Village&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://inyqua.iobloggo.com/archive.php?eid=447&quot;&gt;Inyqua&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://antoniovergara.tumblr.com/post/44377297/una-brutta-giornata-per-il-pd-miriam-mafai&quot;&gt;Antonio&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.tomblog.it/?p=641&quot;&gt;Tom&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://xmau.com/notiziole/arch/200808/004620.html&quot;&gt;Mau&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://fiore.iworks.it/blog/2008/08/01/indifferenza-o-pavidita/&quot;&gt;Fiore&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://anggeldust.blogspot.com/2008/07/stato-vegetativo-democratico.html&quot;&gt;Polvere&lt;/a&gt;...). Ma non solo... Penso che dovremmo prenderci il tempo di riflettere molto. E non vivere queste cose come questione di schieramento. E penso che non ci stiamo riuscendo come italiani. E penso che questo rischi di renderci schiavi dell&apos;oscurantismo... E che che parlarne - in ritardo - anche con un post troppo lungo come questo possa essere forse un dovere. Ma purtroppo certamente non un piacere.&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/08/02.html#a1956</guid>			<pubDate>Sat, 02 Aug 2008 14:45:10 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=1956&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F08%2F02.html%23a1956</comments>			</item>		<item>			<title>Fotosintesi sintetica!</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/08/01.html#a1955</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Fotosintesi sintetica!&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Leggo su &lt;a href=&quot;http://www.dailygalaxy.com/my_weblog/2008/08/mit-scientists.html&quot;&gt;DailyGalaxy&lt;/a&gt;, un gruppo di ricerca del Mit ha fatto un passo avanti fondamentale per riprodurre il meccanismo che le piante usano per generare energia con il Sole. In sostanza separa l&apos;idrogeno contenuto nell&apos;acqua sfruttando l&apos;energia solare in modo efficiente e, a quanto pare, poco costoso. &amp;Egrave; la strada pi&amp;ugrave; bella e pulita che si sia pensata finora per produrre energia. E quella davvero strategica: &amp;#171;il Sole manda sulla Terra in un&apos;ora pi&amp;ugrave; energia di quanta ne serva all&apos;intero pianeta in un anno&amp;#187; dice DailyGalaxy. Se la scoperta fatta al Mit sar&amp;agrave; confermata &amp;egrave; una gran bella notizia. Vedi: &lt;a href=&quot;http://www.iht.com/articles/ap/2008/07/31/america/SCI-Solar-Energy.php&quot;&gt;International Herald Tribune&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://blog.wired.com/wiredscience/2008/07/reverse-fuel-ce.html&quot;&gt;Wired&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2008/07/31/AR2008073101717.html&quot;&gt;Washington Post&lt;/a&gt;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/08/01.html#a1955</guid>			<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 09:11:51 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=1955&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F08%2F01.html%23a1955</comments>			</item>		<item>			<title>Race a Racine</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/08/01.html#a1954</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Umore nero&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;a href=&quot;http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2008/07/31/AR2008073102005.html&quot;&gt;John McCain&lt;/a&gt;, candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti, ha rotto gli argini. E ha deciso di accusare Barack Obama, candidato democratico, di usare l&apos;argomento razziale in modo scorretto. Per la verit&amp;agrave;, la questione della razza era rimasta largamente fuori dal discorso di questa campagna. Aprire il tema significa incattivire tutto. Con conseguenze potenzialmente devastanti. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Peraltro, si tratta della fine di una vera e propria ipocrisia: al di l&amp;agrave; del &amp;#171;politically correct&amp;#187;, senza dirlo, tutti hanno sempre pensato che il colore della pelle di Obama sarebbe stato il primo singolo problema della sua candidatura.&lt;br&gt;&lt;br&gt;McCain ha per&amp;ograve; aperto ufficialmente lo scontro su questa questione accusando Obama di averlo fatto surrettiziamente. Ne possono scaturire reazioni tanto superficiali quanto violente nei quartieri neri e ispanici. Il discorso sulla razza di McCain &amp;egrave; stato pronunciato a Racine, Wisconsin.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/08/01.html#a1954</guid>			<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 09:01:30 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=1954&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F08%2F01.html%23a1954</comments>			</item>		<item>			<title>Delizioso</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/08/01.html#a1953</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Delizioso&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;a href=&quot;http://delicious.com/&quot;&gt;Delicious&lt;/a&gt; &amp;egrave; cambiato (anche nel dominio). Motore pi&amp;ugrave; potente. Grafica pi&amp;ugrave; chiara. Pi&amp;ugrave; social network. Era tempo, perch&amp;eacute; questo servizio era stato uno dei primi dimostratori della forza della condivisione. Ma tecnicamente era un po&apos; stentato. &lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/08/01.html#a1953</guid>			<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 08:47:07 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=1953&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F08%2F01.html%23a1953</comments>			</item>		<item>			<title>Inflazione, mercato italiano: sms, petrolio e... Alitalia</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/08/01.html#a1952</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Mercato italiano: sms, petrolio e... Alitalia&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Come scrive magnificamente &lt;a href=&quot;http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Speciali/2005/Documenti%20economia/mdg_prezzi_consumo_mensile.shtml?uuid=bfc3a0f2-33fc-11da-84d8-00000e25108c&amp;amp;DocRulesView=Libero&quot;&gt;Michele De Gaspari&lt;/a&gt;, l&apos;aumento dell&apos;inflazione in Italia &amp;egrave; sostenuto anche da alcune bizzarrie locali. Il petrolio spinge velocemente in prezzi in alto quando sale, ma quando scende l&apos;effetto non &amp;egrave; altrettanto immediato. I prezzi al consumo salgono nonostante che i consumi diminuiscano. L&apos;euro sale e dunque abbassa il costo delle importazioni ma questo non si avverte sui prezzi all&apos;interno. Ovviamente queste bizzarrie sono dovute al fatto che il mercato in Italia non funziona molto: la legge della domanda e dell&apos;offerta &amp;egrave; meno legge che altrove.&lt;br&gt;&lt;br&gt;L&apos;&lt;a href=&quot;http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/07/antitrust-agcom-sms-mms.shtml?uuid=38164be2-5efa-11dd-bfcc-ff3efaf483bf&amp;amp;DocRulesView=Libero&quot;&gt;indagine&lt;/a&gt; sui prezzi degli sms, peraltro, condotta da Antitrust e Agcom, attacca uno dei temi pi&amp;ugrave; evidenti (da molti anni).&lt;br&gt;&lt;br&gt;Ma &amp;egrave; una questione tra le mille. E in un periodo in cui il funzionamento del mercato non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; considerato un obiettivo politicamente centrale, visto che chi lo sosteneva &amp;egrave; ormai tacciato di &lt;a href=&quot;http://blog.debiase.com/2008/05/24.html&quot;&gt;mercatismo&lt;/a&gt;, ci si pu&amp;ograve; domandare se le altre 999 questioni saranno affrontate.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Per esempio, stupisce che il piano Alitalia preveda, a quanto &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/economia/alitalia-24/scalfari-alitalia/scalfari-alitalia.html&quot;&gt;pare&lt;/a&gt;, un&apos;unificazione di tutte le autorizzazioni di volo (compresa dunque la tratta Roma-Milano) di Alitalia e AirOne senza che venga in mente che in quel caso ci sarebbe qualche considerazione da fare in sede Antitrust.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/08/01.html#a1952</guid>			<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 05:20:25 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=1952&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F08%2F01.html%23a1952</comments>			</item>		<item>			<title>Apocalypse then</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/07/31.html#a1951</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Apocalypse then&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Al Gore su &lt;a href=&quot;http://www.theonion.com/content/news/al_gore_places_infant_son_in&quot;&gt;The Onion&lt;/a&gt;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/07/31.html#a1951</guid>			<pubDate>Thu, 31 Jul 2008 06:54:38 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=1951&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F07%2F31.html%23a1951</comments>			</item>		<item>			<title>Teorema Mediaset</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/07/31.html#a1950</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Teorema&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Mediaset fa i conti con YouTube. E calcola un danno emergente da 500 milioni di euro sulla base dell&apos;idea che se non ci fossero stati quegli spezzoni dei suoi programmi online avrebbe avuto 315.672 giornate di visione in pi&amp;ugrave; da parte dei telespettatori: come dire che se non si fossero potuti vedere online la gente li avrebbe visti in tv. &lt;br&gt;&lt;br&gt;E&apos; un teorema. Tutto da dimostrare mi pare: chi vede i pezzi di tv su YouTube non lo fa di solito alla stessa ora in cui va in onda il programma. Il calo degli spettatori c&apos;&amp;egrave;, naturalmente, ma non &amp;egrave; dovuto solo alla presenza di materiale Mediaset su YouTube: &amp;egrave; dovuto al fatto, eventualmente, che ci sono molte cose interessanti su YouTube che spostano l&apos;attenzione e le abitudini delle persone dalla tv al web. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Quelli di Google per&amp;ograve; non hanno reagito lamentandosi di un teorema: hanno detto semplicemente che non c&apos;&amp;egrave; bisogno di fare causa in tribunale; per policy sono contro l&apos;uso online di materiale soggetto a copyright e quindi qualcuno protesta tolgono i video contestati. Casomai bisogna sbrigarsi a protestare invece di perdere 315.672 giornate di telespettatori... Vedi &lt;a href=&quot;http://www.mantellini.it/2008_07_01_archive.html#2893512556244120291&quot;&gt;Mante&lt;/a&gt;. &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/economia/08_luglio_30/mediaset_google_youtube_03e96c96-5e32-11dd-9ccd-00144f02aabc.shtml&quot;&gt;Corriere&lt;/a&gt;. &lt;a href=&quot;http://www.hollywoodreporter.com/hr/content_display/technology/news/e3ic83d0e899f94a600f5cbc9ea5b4a7e23&quot;&gt;Hollywood Reporter&lt;/a&gt;. &lt;a href=&quot;http://uk.reuters.com/article/governmentFilingsNews/idUKL04549520080730?pageNumber=1&amp;amp;virtualBrandChannel=0&quot;&gt;Reuters&lt;/a&gt;. &lt;a href=&quot;http://money.cnn.com/news/newsfeeds/articles/djf500/200807301025DOWJONESDJONLINE000654_FORTUNE5.htm&quot;&gt;Cnn&lt;/a&gt;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/07/31.html#a1950</guid>			<pubDate>Thu, 31 Jul 2008 06:46:54 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=1950&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F07%2F31.html%23a1950</comments>			</item>		<item>			<title>Preconcetti e Microsoft</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/07/30.html#a1949</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Preconcetti e Microsoft&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Insomma a quanto pare la Microsoft si sta accorgendo che la gente ha dei preconcetti contro Vista. Lo dimostra l&apos;esperimento &lt;a href=&quot;http://www.mojaveexperiment.com/&quot;&gt;Mojave&lt;/a&gt;. Non ho capito se la Microsoft si &amp;egrave; accorta del perch&amp;eacute; la gente ha dei preconcetti contro Vista...&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/07/30.html#a1949</guid>			<pubDate>Wed, 30 Jul 2008 11:41:54 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=1949&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F07%2F30.html%23a1949</comments>			</item>		<item>			<title>Movimento</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/07/30.html#a1948</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Movimento&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Su Twitter, in California, si parla solo del &lt;a href=&quot;http://latimesblogs.latimes.com/unleashed/2008/07/whole-lotta-sha.html&quot;&gt;terremoto&lt;/a&gt;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/07/30.html#a1948</guid>			<pubDate>Wed, 30 Jul 2008 11:34:07 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=1948&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F07%2F30.html%23a1948</comments>			</item>		<item>			<title>Oh my Godin!</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/07/30.html#a1947</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Oh my Godin!&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;a href=&quot;http://sethgodin.typepad.com/seths_blog/2008/07/are-you-in-the.html&quot;&gt;Seth Godin&lt;/a&gt;, star-marketer, vende il suo libro e apre una &amp;#171;trib&amp;ugrave;&amp;#187; dei suoi lettori. Offre il servizio a chi si interessa di marketing per favorirne l&apos;incontro e per aiutarli a esprimersi. I loro contributi andranno in un prossimo libro. Ma ci sono un paio di cose che non capisco.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Godin crede che il bello di una trib&amp;ugrave; sia poter incontrare &amp;#171;like minded people&amp;#187;. Vero. Anche se per imparare bisogna cercare anche non &amp;#171;like minded people&amp;#187;. Il consenso si crea con la gente che la pensa come te. Ma le idee nuove non nascono dal consenso: nascono altrove e poi casomai cercano il consenso.&lt;br&gt;&lt;br&gt;E poi, Godin dice che un servizio di questo genere deve essere esclusivo. E dunque non possono accedere tutti. Possono accedere solo quelli che ne leggono sul suo blog o ne sentono parlare da amici e comunque quelli che comprano il libro di Godin in anticipo (uscit&amp;agrave; in ottobre) e mandano all&apos;apposito indirizzo la ricevuta. Insomma, non &amp;egrave; un esclusivit&amp;agrave; basata sulle idee ma sull&apos;appartenenza alla trib&amp;ugrave; di Godin. Che per certi versi &amp;egrave; lo stesso. Per certi versi pu&amp;ograve; non esserlo. Visto che si pu&amp;ograve; leggere il blog e comprare il libro ma non pensarla come Godin.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Vabb&amp;egrave;. Un uomo di marketing deve probabilmente tentare diverse strade. E questa &amp;egrave; comunque interessante. Ma non vorrei che la trib&amp;ugrave; godiniana del marketing si rivelasse una riserva.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/07/30.html#a1947</guid>			<pubDate>Wed, 30 Jul 2008 11:26:42 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=1947&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F07%2F30.html%23a1947</comments>			</item>		<item>			<title>Classificazioni &amp;#180;old media&amp;#170;</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/07/29.html#a1946</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Classificazioni &amp;#171;old media&amp;#187;&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Il pezzo di &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/scienza_e_tecnologia/blogmania/villaggio-blog/villaggio-blog.html&quot;&gt;Marino Niola&lt;/a&gt; sulla societ&amp;agrave; e i blog &amp;egrave; nella sezione &amp;#171;tecnologia e scienza&amp;#187; di Repubblica. Niente di strano. Succede spesso. Ma pi&amp;ugrave; passa il tempo, pi&amp;ugrave; questa collocazione appare sbagliata...&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/07/29.html#a1946</guid>			<pubDate>Tue, 29 Jul 2008 07:52:30 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=1946&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F07%2F29.html%23a1946</comments>			</item>		<item>			<title>Chiosa a &amp;#180;siamo ci&amp;#218; che condividiamo&amp;#170;</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/07/29.html#a1945</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Chiosa a &amp;#171;siamo ci&amp;ograve; che condividiamo&amp;#187;&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Quest&apos;idea di Charles Leadbeater secondo la quale &amp;#171;siamo ci&amp;ograve; che condividiamo&amp;#187; indica solo una parte della realt&amp;agrave;. Ma molto significativa. Nella rete ci esprimiamo e ci connettiamo. Condividere viene dopo avere trovato che cosa esprimere e dopo avere trovato la connessione con qualcuno che riconosca come interessante quello che esprimiamo.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&amp;#171;Siamo ci&amp;ograve; che condividiamo&amp;#187; salta un bel po&apos; di passaggi, dunque. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Leggendo &lt;a href=&quot;http://blog.debiase.com/2008/07/27.html#a1938&quot;&gt;Taleb&lt;/a&gt;, che a sua volta cita per esempio &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Daniel_Kahneman&quot;&gt;Daniel Kahneman&lt;/a&gt;, ci si accorge che il pensiero convenzionale, quello che condiviso dal gruppo nel cui contesto si vive, &amp;egrave; la principale fonte di errori di valutazione. Si pensa che un&apos;idea abituale sia vera fino a quando si rimane a bocca aperta per una sorpresa. Si pensa che per essere felici si debba consumare come e quanto gli altri. Si valuta in rapporto a ci&amp;ograve; che viene valutato dagli altri.&lt;br&gt;&lt;br&gt;La rete pensata come mera condivisione pu&amp;ograve; condurre a comportamenti convenzionali. La rete pensata invece come &amp;#171;espressione e connessione&amp;#187; impone un esercizio di introspezione e una ricerca di relazione che qualche volta conduce a un reciproco riconoscimento. A quel punto parte anche la condivizione, che per&amp;ograve; non &amp;egrave; necessariamente la costruzione di un pensiero convenzionale. Il rischio di fare branco anche in rete c&apos;&amp;egrave;, eccome. Ma non si affronta correttamente lamentandosene: si affronta acquisendo la consapevolezza della ricchezza delle dimensioni culturali che la rete consente di attivare. A ciascuno poi il compito di cogliere queste opportunit&amp;agrave;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/07/29.html#a1945</guid>			<pubDate>Tue, 29 Jul 2008 07:37:40 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=1945&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F07%2F29.html%23a1945</comments>			</item>		<item>			<title>Cibo di sintesi</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/07/29.html#a1944</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Cibo di sintesi&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Ludwig Feuerbach scriveva &amp;#171;siamo quello che mangiamo&amp;#187;. Charles Leadbeater dice &amp;#171;siamo quello che condividiamo&amp;#187;. Il suo &lt;a href=&quot;http://www.amazon.com/We-think-Power-Creativity-Charles-Leadbeater/dp/1861978928&quot;&gt;libro&lt;/a&gt; racconta il passaggio dalla produzione di massa all&apos;innovazione di massa.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/07/29.html#a1944</guid>			<pubDate>Tue, 29 Jul 2008 05:50:52 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=1944&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F07%2F29.html%23a1944</comments>			</item>		<item>			<title>Troppa violenza</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/07/28.html#a1943</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Troppa violenza&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;a href=&quot;http://www.reuters.com/article/domesticNews/idUSN2735055020080728&quot;&gt;Sparatoria&lt;/a&gt; in chiesa in Tennessee: due morti. Due &lt;a href=&quot;http://edition.cnn.com/2008/WORLD/europe/07/28/turkey.violence/&quot;&gt;bombe&lt;/a&gt; a Istambul fanno 16 morti. Sedici &lt;a href=&quot;http://www.reuters.com/article/worldNews/idUSSP23014220080728?feedType=RSS&amp;amp;feedName=worldNews&quot;&gt;bombe&lt;/a&gt; in India hanno ucciso 40 persone.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/07/28.html#a1943</guid>			<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 06:21:07 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=1943&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F07%2F28.html%23a1943</comments>			</item>		<item>			<title>Ma quale Napoleone</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/07/28.html#a1942</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Macch&amp;eacute; Napoleone&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&amp;#171;Sono Alberto da Giussano&amp;#187;. via &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/08_luglio_27/bossi_giussano_06662b76-5bd5-11dd-b836-00144f02aabc.shtml&quot;&gt;Corriere&lt;/a&gt;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/07/28.html#a1942</guid>			<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 06:04:33 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=1942&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F07%2F28.html%23a1942</comments>			</item>		<item>			<title>Commissari di vigilanza</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/07/28.html#a1941</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Commissari di vigilanza&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;A giudicare dai risultati storici, non si pu&amp;ograve; dire che la Commissione di vigilanza sulla Rai abbia avuto un ruolo decisivo per salvaguardare l&apos;equilibrata gestione politica della tv di stato. Ma qualcuno pu&amp;ograve; comunque pensare &amp;#171;chiss&amp;agrave; che cosa sarebbe successo se non ci fosse stata&amp;#187;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Ebbene, l&apos;esperimento &amp;egrave; in atto. Senza troppo clamore (se non fosse per i radicali non se ne parlerebbe per nulla) il Pdl ha deciso di non fare la Commissione. A meno che l&apos;opposizione, cui spetta la nomina del presidente, non accetti di cedere alla maggioranza anche questo potere. Un riassunto sul &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/08_luglio_27/radicali_vigilanza_5235fc6e-5bd7-11dd-b836-00144f02aabc.shtml&quot;&gt;Corriere&lt;/a&gt;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/07/28.html#a1941</guid>			<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 06:00:55 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=1941&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F07%2F28.html%23a1941</comments>			</item>		<item>			<title>Memento</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/07/27.html#a1940</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Memento&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Strana mattinata. Una &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/interstitial/interstitial1260443.html&quot;&gt;notizia&lt;/a&gt; sul fallimento di un&apos;eutanasia suicida di un signore di 103 anni che si era stufato e la &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/interstitial/interstitial1260178.html&quot;&gt;terribile&lt;/a&gt; riuscita del tentativo analogo di un ragazzo di 16 anni che si scusa. Sul Sole, Giorgio Cosmacini scrive dell&apos;evoluzione dell&apos;idea di buona morte. E intanto &lt;a href=&quot;http://test.blogbabel.com/discussions/discussion/47873/&quot;&gt;alcuni&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;http://www.memesphere.it/&quot;&gt;discutono&lt;/a&gt; di quello che scrive &lt;a href=&quot;http://miic.livejournal.com/158664.html&quot;&gt;Michele&lt;/a&gt; sulla sua tragica giornata al mare.&lt;br&gt;&lt;br&gt;E&apos; il contesto nel quale ci si pu&amp;ograve; imbattere nel pezzo di &lt;a href=&quot;http://www.nytimes.com/2008/07/26/business/26nocera.html?pagewanted=1&amp;amp;_r=1&amp;amp;ei=5040&amp;amp;partner=MOREOVERNEWS&quot;&gt;Joe Nocera&lt;/a&gt; sulla salute di Steve Jobs, definito il pi&amp;ugrave; indispensabile ceo del mondo, sulla cui salute discutono con empatia umana i molti ammiratori e con cinismo finanziario gli investitori che si domandano quale possa essere il futuro della Apple nel caso che Jobs non stia bene. Molti si erano preoccupati nel vederlo tanto magro durante la sua pi&amp;ugrave; recente apparizione pubblica. Joe &amp;egrave; riuscito a parlare con Jobs. E assicura che non ha nulla di grave.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/07/27.html#a1940</guid>			<pubDate>Sun, 27 Jul 2008 08:52:18 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=1940&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F07%2F27.html%23a1940</comments>			</item>		<item>			<title>Ideologie edeologiche</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/07/27.html#a1939</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Ideologie edeologiche&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Edelogia, critica del fondamentalismo digitale&lt;/span&gt; era un &lt;a href=&quot;http://www.ibs.it/code/9788842070429/de-biase-luca/edeologia-critica-del.html&quot;&gt;libro&lt;/a&gt; che parlava di come, per motivi speculativi, l&apos;utopia internettara originale sia stata strumentalizzata e resa ideologia. E&apos; stato quindi molto interessante consultare la mappa delle ideologie internettiane pubblicata ieri su &lt;a href=&quot;http://abbonati.ilmanifesto.it/&quot;&gt;Alias&lt;/a&gt;, il bellissimo supplemento del &lt;a href=&quot;http://www.ilmanifesto.it/&quot;&gt;Manifesto&lt;/a&gt;. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Per chi non l&apos;abbia visto, le posizioni erano classificate su due assi: dono/mercato e fiducia/scetticismo. C&apos;erano gli hacker, i cybersoviet, i web tribali, i panglossiani, i lisergici, i neo.com (carina questa), i post-virtuali e i tecno-retro. Al centro i fondativi, miti come McLuhan, Lessig, Barab&amp;agrave;si, Castells, Benkler e Rodot&amp;agrave;. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Quanto ai panlossiani (tra i quali &amp;egrave; stata immeritatamente classificata anche l&apos;idea del &lt;a href=&quot;http://www.ibs.it/code/9788807171420/de-biase-luca/economia-della-felicita.html&quot;&gt;libro&lt;/a&gt; &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Economia della felicit&amp;agrave;&lt;/span&gt;), per quanto mi riguarda, &lt;a href=&quot;http://blog.debiase.com/2008/07/24.html#a1931&quot;&gt;ripeto&lt;/a&gt; il commento: se &lt;a href=&quot;http://doc.studenti.it/riassunto/filosofia/14/candido-voltaire.html&quot;&gt;Pangloss&lt;/a&gt; dicesse che &amp;#171;internet &amp;egrave; il migliore dei mondipossibile&amp;#187;, commenterei che &amp;#171;internet &amp;egrave; il possibile di un mondomigliore&amp;#187;. Grazie per lo spunto a &lt;a href=&quot;http://mastroblog.wordpress.com/&quot;&gt;Mastroblog&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;http://visionpost.it/&quot;&gt;Visionpost.it&lt;/a&gt;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;ps. &lt;a href=&quot;http://www.visionpost.it/media/ideologie-nella-rete-una-mappa-ragionata.htm&quot;&gt;Ecco&lt;/a&gt; la mappa e un pezzo a corredo...&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/07/27.html#a1939</guid>			<pubDate>Sun, 27 Jul 2008 08:40:21 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=1939&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F07%2F27.html%23a1939</comments>			</item>		<item>			<title>Sistemi improbabili</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/07/27.html#a1938</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Dialogo sotto i minimi sistemi&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;&lt;br&gt;&amp;#171;Stai attento. Sai, non si sa mai gli imprevisti...&amp;#187;&lt;br&gt;&amp;#171;Gli imprevisti non si sa mai, di sicuro&amp;#187;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;a href=&quot;http://www.anobii.com/books/01b5e2e491ba970f14/&quot; title=&quot;Per saperne di pi&amp;ugrave; su Il cigno nero&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=1&amp;amp;item_id=01b5e2e491ba970f14&amp;amp;time=1209019335&quot; title=&quot;Per saperne di pi&amp;ugrave; su Il cigno nero&quot; alt=&quot;Immagine di Il cigno nero&quot; style=&quot;padding: 5px;&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;/a&gt; Non passa inosservato un dialogo come questo, per chi sta leggendo il &lt;a href=&quot;http://www.ibs.it/code/9788842814788/taleb-nassim-n/cigno-nero-come.html&quot;&gt;libro&lt;/a&gt; di Nassim Nicholas Taleb: &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Il Cigno Nero, come l&apos;improbabile governa la nostra vita&lt;/span&gt;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=&quot;1&quot;&gt;Il &lt;a href=&quot;http://blog.debiase.com/categories/cultureSplash/2008/07/15.html#a1909&quot;&gt;filo&lt;/a&gt; dei libri su questo blog. &lt;/font&gt;&lt;font size=&quot;1&quot;&gt;Link all&apos;ultimo &lt;a href=&quot;http://blog.debiase.com/categories/cultureSplash/2008/05/28.html&quot;&gt;bookblogging&lt;/a&gt;. &lt;a href=&quot;http://www.anobii.com/people/lucadebiase/&quot;&gt;Anobii&lt;/a&gt;.&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/07/27.html#a1938</guid>			<pubDate>Sun, 27 Jul 2008 08:18:17 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=1938&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F07%2F27.html%23a1938</comments>			</item>		<item>			<title>Pat Martino</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/07/26.html#a1937</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Pat Martino&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Parlando della sua terribile malattia, &lt;a href=&quot;http://www.patmartino.com/&quot;&gt;Pat Martino&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Pat_Martino&quot;&gt;chitarrista&lt;/a&gt; jazz, dice che la medicina offre ai malati una guarigione pensata come un ritorno alla condizione di sanit&amp;agrave;. Lui pensa che dovrebbe essere pensata come una strada che porta in avanti non indietro. In effetti, vive la sua nuova vita con una felicit&amp;agrave; straordinaria. Una felicit&amp;agrave; contagiosa.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/braudel/2008/07/26.html#a1937</guid>			<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 11:16:15 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=1937&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F07%2F26.html%23a1937</comments>			</item>		</channel>	</rss>