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Domenica, 27 maggio 2007
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Bookblogging Mutazioni nella lettura Rubrica settimanale casuale ma non troppo sui libri che prendo in mano
Settimana conclusa il 27 maggio 2007
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Libri comprati:
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| Michel Onfray La scultura di sé Fazi
Gustavo Ghidini Intellectual property and competition law Edward Elgar
Nadio Delai (a cura di) Le tensioni al cambiamento nella forma distretto Unicredit Banca & Territorio
| Chiara Tonelli Umberto Veronesi Che cosa sono gli organismi geneticamente modificati Sperling & Kupfer
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Paura. Allarme. Repulsione. Oppure: appovazione acritica, laissez faire, sperimentazione sociale. Sembra che pochi leggano in modo pacato e sereno ciò che avviene nella scienza che sviluppa organismi geneticamente modificati. E' il tentativo di questo libro di Chiara Tonelli e Umberto Veronesi. La tesi: «Solo la scienza può riparare gli errori commessi dall'uomo».
La popolazione mondiale cresce più della produzione alimentare se non si migliorano le coltivazioni. L'inquinamento, gli squilibri climatici, i dissesti idrogeologici, sono conseguenze dell'euforia per il progresso e lo sviluppo economico. La risposta non è certo fermare la scienza. Al contrario, dicono gli Autori. Occorre vedere che gli organismi geneticamente modificati possono aumentare la produttività, ridurre l'uso di prodotti chimici in agricoltura, consentire produzioni più nutrienti, sostenere la redditività delle attività non alimentari dell'agricoltura (dalla produzione per l'abbigliamento a quella per l'energia) e dunque motivare la riduzione dei sussidi all'agricoltura che hanno in passato - e tutt'ora - distorto notevolmente il mercato mondiale.
Chiaramente, un giudizio aprioristicamente sfavorevole agli ogm e favorevole ai prodotti "naturali" sarebbe contrario a ogni logica: tutto ciò che coltiviamo è frutto di una lunga modificazione genetica realizzata per via umana o naturale. Casomai quella modificazione è avvenuta in tanto tempo e con modi tali che le conseguenze sono state assorbite dall'equilibrio ambientale o dimenticate da tempo.
Perché è proprio questo il punto. Il sistema nel quale inseriamo queste modifiche è caotico. Ogni elemento coevolve con gli altri. Se si modifica una parte si può essere certi che le conseguenze saranno molte e impreviste. Il che non significa che dobbiamo fermarci: significa che dobbiamo sapere che una tecnologia che risolve un pezzetto di problema, influisce su molti altri temi e argomenti. Quindi si innesca un fenomeno complesso. Non stiamo parlando di rivoluzione, dicono infatti gli Autori. Ma di evoluzione. Commento possibile: stiamo facendo in breve tempo e per via scientifica qualcosa che avviene in tempi lunghi nel corso dell'evoluzione naturale. La velocità conta nella capacità di un ecosistema di difendersi e adattarsi. Dunque dobbiamo pensare anche le conseguenze di tutto questo e far evolvere soluzioni diverse, con prudenza e intelligenza.
Eventualmente il pericolo è la finanza che vuole sempre di più dai profitti delle aziende che producono questi organismi geneticamente modificati. Il mercato globale è dominato dalle cosiddette sette sorelle degli Ogm: Syngenta (Svizzera), Aventis (Francia), Monsanto (Usa), Dow (Usa), DuPont (Usa), Basf (Germania), Bayer (Germania). Queste devono essere condotte con la mente aperta degli scienziati come gli autori di questo libro almeno tanto quanto sono condotte con il pensiero rivolto alle reazioni degli analisti finanziari. La leadership di queste aziende e delle altre che si occupano di questi argomenti può essere più o meno illuminata. Come spingerla nella direzione giusta?
Secondo me è per questo che il dibattito sugli ogm non deve essere facile per le imprese che li producono: devono sviluppare la consapevolezza del fatto che la sostenibilità culturale e sociale è importante quanto quella ambientale e devono agire di conseguenza. Perché sebbene come giustamente dicono gli Autori di questo libro gli ogm e le tecnologie che derivano dalla scienza più avanzata siano l'unica speranza per l'umanità di evitare una dura punizione naturale che ne freni la crescita demografica e industriale, è anche vero che il pensiero scientifico e il metodo scientifico non decidono le scelte dei colossi che si occupano di diffondere e sfruttare le scoperte scientifiche.
Quindi la contrapposizione che mi sembra di intuire non è tanto tra natura e cultura, tra artificiale e naturale. Mi pare di vedere piuttosto una contrapposizione tra le forze della crescita infinita e quelle della conservazione dell'equilibrio. Nessuna delle due genera felicità. E da questa contrapposizione si esce solo con un'intelligenza superiore a quella che abbiamo dimostrato finora. Il caos ecologico chiede tempi relativamente lunghi. Il caos finanziario gioca proprio sui tempi brevissimi. La leadership di cui l'umanità ha bisogno deve sviluppare una visione superiore.
Le puntate precedenti di questa specie di "rubrica"... Leggere nel futuro della città (20 maggio 2007) Leggere il segreto di un inventore (13 maggio 2007) L'organizzazione da leggere (6 maggio 2007) La felicità di leggere (29 aprile 2007) La scommessa di leggere (22 aprile 2007) Leggere nel pensiero (15 aprile 2007) Leggere nella mente digitale (8 aprile 2007) Leggere nella rete (1 aprile 2007) Leggere gli effetti dell'autobiografia (25 marzo 2007) Leggere memi (18 marzo 2007) Leggere l'identità del reporter (11 marzo 2007) Leggere gli scenari (4 marzo 2007) Leggere di quelli che lavorano (25 febbraio 2007) Leggere dentro e fuori (18 febbraio 2007) Leggere parole chiave (11 febbraio 2007) Leggere appunti su ciò che non può essere scritto (4 febbraio 2007) Rileggere quello che va riletto (28 gennaio 2007) Leggere quello che gli amici hanno scritto (21 gennaio 2007) Leggere quello che gli altri leggono (14 gennaio 2007) Leggere per viaggiare (7 gennaio 2007) Leggere per meditare (31 dicembre 2006) Leggere per citare (24 dicembre 2006) Gli occhiali per leggere (17 dicembre 2006) Leggere, leggerezza, legge (10 dicembre 2006) Leggere o non leggere (3 dicembre 2006) Leggere per lavorare o lavorare per leggere? (26 novembre 2006)
Tag: letture, libri, Umberto Veronesi, Chiara Tonelli
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