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Domenica, 18 giugno 2006
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Dibattito altissimo...
Questa settimana hanno scritto del rapporto tra blog e media tradizionali Gianni Riotta e Beppe Severgnini. Io nel frattempo sono andato a parlare del rapporto tra video partecipati e tv tradizionale con Giovanni Minoli. Un vicedirettore del Corriere della Sera. Una firma italiana tra le più ascoltate. Uno dei pionieri dell'innovazione della televisione tradizionale. L'occasione per verificare quello che crediamo di aver capito.
Secondo me (mi perdonino tutti per le semplificazioni) i punti chiave di quello che è venuto fuori sono:
1. Per Gianni Riotta non ha senso la contrapposizione tra blog e giornali perché non è la tecnologia ma il contenuto a fare avanzare il pensiero.
2. Per Beppe Severgnini: primo, i ragazzi vogliono "giornali rompiscatole e non giornali maggiordomo"; secondo, la rete e la carta possono convivere e aiutarsi a vicenda; terzo, i mass media stanno diventando "partecipatory media". Il problema è scoprirne il modello di business.
3. Per Giovanni Minoli, la dimensione pubblica è stata messa in crisi dalla tv concepita come una macchina per trasformare i cittadini in consumatori e i consumatori in elettori. Ma la società avverte il bisogno di una dimensione pubblica e lo soddisfa in molti modi. Anche con i media partecipati. Il video partecipato, in particolare, può cambiare profondamente lo stato delle cose se unito a tutti i modi emergenti (come i blog) per rafforzare il passaparola, il medium orizzontale per eccellenza.
Semplificazioni a parte, è chiaro che una fase di contrapposizione tra un medium nuovo e quelli vecchi è fisiologica. Ma pensare che la contrapposizione sia strutturale è come pensare che la maggioranza della popolazione sia rivoluzionaria. Non è mai così. In realtà, prima o poi si cerca un'armonia. Del resto, ogni modello di business deve cercare di andare d'accordo con l'insieme della società nella quale si propone e non soltanto con una parte.
Sicché questi interventi dei tre grandi dei media tradizionali sono benvenuti. Sono il segno che dalla parte dei media tradizionali è stato riconosciuto il valore dei media orizzontali e che siamo arrivati già al momento in cui si tenta un'armonizzazione. Certo, Riotta, Severgnini e Minoli, sono innovatori e poco importa che si siano trovati a esprimersi sui media tradizionali: lo hanno sempre fatto cercando il nuovo. E dimostrano di saper riconoscere il nuovo che emerge anche al di fuori del loro mondo di riferimento.
Il che dimostra certo che è l'idea che conta e non il mezzo con il quale l'idea si trasmette. Anche se il mezzo tradizionale tende a stabilizzarsi e una botta che viene da una nuova tecnologia è salutare perché lo costringe a cercare di capire da dove è venuta quella botta e a migliorarsi. Vedremo se andrà davvero così...
Riotta Severgnini Minoli
11:58:01 AM
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1-07-2006; 15:44:15.
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