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Sabato, 3 giugno 2006
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Speculazione finanziaria e grattacieli
Una tabella sull'ultimo Economist descrive l'altezza dei grattacieli costruiti a New York ogni anno. Gli anni di picco sono: 1931, 1972, 1987, 2001. Sono tutti anni vicini alle più grandi crisi di Wall Street. Dopo quegli anni, la costruzione dei grattacieli crolla. Quindi i grattacieli a New York non sono speculazione edilizia: sono speculazione finanziaria.
3:26:56 PM
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Tavaroli, Repubblica e Grande Fratello
Lo scoop di Repubblica e la campagna che ha portato il giornale romano a scoprire il sistema di intelligence parallelo di Tavaroli, capo della sicurezza di Telecom Italia, è destinato a diventare la storia più grossa e controversa degli ultimi tempi. Anche se farà meno clamore di quelle di Ricucci, Moggi e company.
Sappiamo che Tavaroli usava un investigatore privato amico per raccogliere dati su - dicono - centomila personaggi della classe dirigente italiana. E che all'investigatore privato chiedeva risultati senza badare a spese e senza chiedergli di restare sempre e soltanto nelle regole previste dalla legge.
Ma se andava fuori legge il suo investigatore privato, nulla impedisce di ipotizzare che anche lui, Tavaroli, con tutte quelle informazioni che possedeva in casa, con i tabulati della Telecom, non facesse qualcosa di meno che legale. E infatti i magistrati che indagano lo ipotizzano, evidentemente.
La Telecom Italia non può permettersi una storia del genere. E infatti sta reagendo: non commenta all'esterno e tenta di rimettere un po' di ordine all'interno.
Sta di fatto che tutta questa faccenda ha portato la partita della sicurezza e della privacy in un nuovo livello.
Un livello molto più difficile. Perché anche i "buoni" possono trasformarsi in "cattivi". E ogni dato affidato a un'organizzazione che correttamente promette di trattarlo bene, può finire in cattive mani perché qualcuno in quell'organizzazione non agisce secondo le regole.
Ma in questo nuovo livello della partita, come dice Gigi Tagliapietra, sicurezza e privacy non sono più obiettivi contrastanti. Questo potrebbe essere un risultato positivo inatteso di tutta la vicenda.
Tavaroli Telecom Tagliapietra
11:28:06 AM
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Domani al Festival dell'Economia
Quali sono le domande che davvero è importante porsi sull''economia dei cellulari? (Sempre che ce ne siano). Non voglio far perdere tempo a nessuno, domani.
Qualunque cosa che riguardi la riforma di fatto del sistema dei media è importante. Probabilmente. E del resto i fenomeni che stanno riformando i media, di fatto, anche in Italia, sono molti. Riguardano tutto: tivu, radio, news, documentazione... Fenomeni connessi con la digitalizzazione. Sembrano al contempo liberati da internet e popolarizzati dal cellulare. Sembrano.
Certo, molti di questi fenomeni sono effettivamente attratti dal telefonino come da un buco nero: voce, comunicazione testuale, foto, video, musica, tivu, news... Comunicazione tra pari, oggetti digitali di uso personale, broadcast...
E allora?
1. C'è un dato comune a tutto quello che avviene sul cell. Lo strumento è personale. E quello che ci si fa lo si mostra agli altri. Come un blog che si tiene in mano. 2. Tutto quello che ci si fa col cellulare può essere visto come consumismo. 3. Ma ci sono le cose che si pagano con il terminale e quelle che si pagano con il servizio. E i due mercati vivono una strutturale concorrenza. Nella quale però gli operatori fanno le regole perché hanno la cassa più grossa.
Il potenziale innovativo di questo mondo cellulare è costantemente sollecitato dai ragazzi che, ispirandosi tra loro, utilizzano il terminale in modi sempre più creativi, pur di pagare poco o nulla all'operatore. Ma è frenato dal tentativo costante di monetizzare questi utilizzi creativi da parte dei grandi gruppi che instistono su questo mercato.
Problemi?
1. Il valore aggiunto è molto concentrato negli operatori (mol del 50%) 2. Le funzioni proposte dai produttori di terminali sono troppe e non sempre ben realizzate o comunicate (il prodotto deve parlare, ma alcune funzioni nuove parlano poco di se) 3. Il consumismo ha dei limiti (la soddisfazione di cambiare il cellulare ogni 12 mesi e di comprare suonerie non è infinita)
Forse al fondo della questione c'è il fatto che gli operatori - per un motivo o per l'altro - sono nelle mani della finanza che vuole solo margini alti. E quindi devono costantemente rilanciare senza mai trovare un equilibrio di mercato. L'innovazione è positiva: ma la condanna all'innovazione come fine in se non è necessariamente positiva. E l'innovazione che deve produrre margini del 50% in poco tempo, si trasforma facilmente in manipolazione.
E un medium che parla può manipolare. Generando bisogni che non esistono...
Ma se innesca dinamiche di comunicazione informale, rafforzando i nuovi media digitali nel complesso potrebbe essere un innesco di qualcosa di più grosso. La teoria del caos, in questo, rende ottimisti...
Spero di essere meno confuso, domani.
Ero già stato a parlare a Trento. Proprio in preparazione di questo Festival dell'economia. Riuscitissimo. Il tema di quest'anno è superinteressante per i giovani. Ricchezza e povertà. Il sindaco ha detto che entro la fine di questo festival sarà annunciato il tema dell'anno prossimo: un bell'azzardo... Io credo che suggerirei di stare nei dintorni dell'"economia della felicità"...
cellulare economia Trento
11:09:39 AM
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