|
|
Sabato, 18 febbraio 2006
|
|
| |
Giovani? Giovani! Rutelli e il ricambio generazionale
Via Criativity arrivo al post di Francesco Soro che riassume i dieci
punti del discorso di Francesco Rutelli sui giovani e il necessario ricambio generazionale nella politica e nella società italiana.
Alcune parole chiave del messaggio sono: - Visione - Etica pubblica: meritocrazia, responsabilità, competivitità, qualità... - Cultura politica, leadership
Tutto parte dalla visione. Vedere dove si vuole andare e raccontarlo per aggregare le persone responsabili, quelle che hanno senso del pubblico, senza cercare nicchie protette ma inseguendo una vita migliore e impegnandosi per realizzarla per se e per gli altri.
Perché no? Questo è tutto giusto. Salvo che non è solo per i giovani.
Vediamo. La parola giovani è una categoria demografica sempre, sociologica spesso, economica abbastanza, politica solo in vista delle elezioni, culturale quasi mai.
Ma che cosa sono questi giovani? Qual è esattamente il problema dei giovani? La domanda non va presa sottogamba se si vuole davvero affrontare il tema.
1. I giovani sono quelli che a causa dell'età non hanno i mezzi per realizzare qualcosa che sta loro a cuore? Sono parte degli esclusi? Non c'è dubbio che per i "giovani" la vita sia particolare. Occorre ottenere l'accesso alla società e al sistema che consente di realizzare quello che si vuole. E l'accesso è sempre difficile in una società chiusa, gerontocratica, poco competitiva, vagamente mafiosa. Ma il problema di concentrarsi su questo punto nel definire i giovani è che una volta ottenuto l'obiettivo dell'inclusione, quel punto cessa di essere importante. E la categoria "giovani" in questo senso si suicida nel proprio eventuale successo.
2. I giovani sono quelli che devono essere formati, devono essere facilitati nel percorso di acculturazione, devono essere indirizzati alle scelte migliori per la società? In questo senso, sono soggetti passivi di un sistema formativo. Questo genere di definizione non li qualifica come gruppo sociale o culturale.
3. I giovani sono quelli che assumono il comando dei processi di rinnovamento sociale? Se hanno le caratteristiche riassunte da Rutelli-Soro possono farcela. Ma tutti quelli che lo fanno vanno considerati giovani? Si risponderà: giovani nello spirito. Dunque non giovani, ma innovatori...
Insomma, la categoria dei giovani non è poi molto esplicativa in termini generali. E poi un'identità sociale e culturale ha bisogno di stabilità, mentre i giovani smettono fatalmente di esserlo prima o poi.
La categoria più interessante è proprio quella degli innovatori, che hanno visione, senso del pubblico, talento. Sono coloro che avvertono l'urgente bisogno di nuovo... Aggreghiamo i creativi, gli innovatori, i visionari: questi sono una categoria importante, decisiva, che può coltivare una propria identità sociale e culturale. E della quale c'è bisogno per uscire dal pantano.
Sarà perché anagraficamente non sono sospettabile di sentirmi giovane che dico queste cose? I giovani sentono di esserlo, sentono una propria identità. Ma è di breve periodo e comunque solleticata e coccolata dai politici sono nelle fasi più accese della ricerca del consenso. La società ha bisogno di loro perché sono i più probabili innovatori. Perché hanno meno vincoli e più generosità, perché la loro libertà intellettuale è immensa. I giovani sono importanti perché portano forza al movimento dei creativi, degli innovatori, dei visionari. Perché la società ha bisogno di loro per il ricambio. Ma non facciamo finta di non vedere che i giovani sono importanti nella misura in cui un forte movimento innovativo li valorizza.
12:10:51 PM
|
|
Uomini e democrazia...
Il vicepresidente americano Dick Cheney spara in faccia a un signore prendendolo per una quaglia e non si dimette. Un ministro italiano che pare si chiami Calderoli si mette una maglietta con una caricatura di Maometto il che equivale a un insulto gratuito per un popolo di un miliardo di persone. Un premier si paragona a Gesù Cristo solo per oscurare mediaticamente la presentazione del programma dei suoi avversari politici... Il re dello Swaziland, Mswati III, dopo molte pressioni concede una costituzione: che gli conferisce più poteri di quanti ne avesse prima con il sistema della monarchia assoluta...
Uomini e democrazia. Uno strano rapporto si va sviluppando tra le persone e il sistema politico meno peggiore della storia. Un rapporto di spreco di valori e di comportamenti. La serietà degli argomenti è sacrificata sull'altare dell'apparizione mediatica, al solo scopo di manipolare la gente. La coerenza democratica è sacrificata in nome del potere. La qualità morale e il senso di servizio alla repubblica è abolita in nome della corruzione e del profitto personale.
Ci infiliamo in un vicolo cieco. Occorre raccontarci al più presto un percorso per uscirne... Scusate lo sfogo.
9:07:45 AM
|
|
|
|
© Copyright
2006
Luca De Biase.
Last update:
8-03-2006; 8:39:23.
This theme is based on the SoundWaves
(blue) Manila theme. |
|
LIBRO ONLINE ECONOMIA E BLOG

Politica e blog
Politica e scienza
Retorica catastrofica
Economia nuova
Scienza e paura
Informazione o comunicazione
| Febbraio 2006 |
| Dom |
Lun |
Mar |
Mer |
Gio |
Ven |
Sab |
| |
|
|
1 |
2 |
3 |
4 |
| 5 |
6 |
7 |
8 |
9 |
10 |
11 |
| 12 |
13 |
14 |
15 |
16 |
17 |
18 |
| 19 |
20 |
21 |
22 |
23 |
24 |
25 |
| 26 |
27 |
28 |
|
|
|
|
| Gen Mar |
|