Jobs e la Disney
Dal punto di vista economico, la Disney ha comprato la Pixar, la casa di produzione di film di animazione fondata da Steve Jobs.
Dal punto di vista culturale la Pixar ha comprato la Disney, la major un tempo famosa per i suoi film di animazione e oggi diventata una conglomerata dei media superattenta ai diritti d'autore e alla logistica dei parchi dei divertimenti. Molto meno alla creatività.
La creatività viene da fuori, nelle grandi aziende. Le imprese gigantesche, quotate in borsa e guidate da ceo che guadagnano in funzione della quotazione di borsa, sembrano decidere in base a quello che pensano gli analisti finanziari. Tutto quello che devono fare è gestire un enorme flusso di azioni vagamente ripetitive, ordinate, muscolari.
Il primo problema dei manager che dirigono queste aziende giganti è quello di evitare gli errori. Starei per dire - se non fosse una volgarità - che si tratta che si tratta di un sistema caratterizzato dal "paraculismo al potere".
L'azienda irresponsabile è anche questo.
Il creativo, come l'innovatore, ha bisogno di realizzare le sue idee. Quindi deve accettare di prendersi dei rischi. Non è il rischio il fine e neppure la fonte della gioia dell'innovatore: è un passaggio obbligato per esprimersi.
Gli uffici del personale che capiranno questa faccenda faranno le loro aziende molto più ricche. E divertenti.
Pixar goes to Hollywood. special coverage Disney's buyout of Pixar marks a new era of digital animation--and gives Steve Jobs new heft in Hollywood.
Steve Jobs' rise to movie mogul Images: Pixar's progress [CNET News.com]
7:43:10 PM
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