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Un mondo con i confini aperti non sopporta le menti chiuse. C'e' un percorso comune che sta cambiando, insieme, economia, tecnologia, cultura e societa'? Sono sicuro che non vi aspettate delle risposte da questo blog...



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Mercoledì, 14 dicembre 2005
 

Internet come economia del dono

Un vecchio articolo cui regalare ancora una decina di minuti (forse 20)...

Abstract:
Internet gift economies: Voluntary payment schemes as tangible reciprocity by Kylie J. Veale

The Internet today is a mix of the [OE]free and the fee[base '], though it still remains in part a gift economy. Personal and organisational sharing of free information, products and software continues to flourish as a circle of gifts for returned intangible reward. Though a perceived lack of these rewards, due in part to an inability to quantify them, has resulted in givers seeking more for their efforts. What are their revised motivations? What now are their rewards?

Confronted with this development, I suggest their rewards are voluntary payments as forms of tangible reciprocity. This paper therefore outlines the Internet as a gift economy. It suggests a conceptual path through gift economy principles to reveal voluntary payments as tangible reciprocity. It also documents an analysis of voluntary payment schemes as evidence of operationalising tangible reciprocity. I also introduce monetary, content and purpose gifting mechanisms as tangible reciprocity.

Kylie Veale   

1:54:06 AM    comment [];

Non è declino...

Oggi Giuseppe De Rita a un convegno del Sole 24 ore ha spiegato quella sensazione di ottimismo che traspare dall'ultimo rapporto del Censis. Ha parlato di una sorta di restaurazione del tradizionale orientamento degli italiani a cercare soluzioni individualistiche ma imprenditorialmente valide. Ha parlato dei piccoli industriali che si sono trasformati in mercanti che comprano in Cina e vendono in Occidente. Ha parlato di fenomeni che non si leggono nelle statistiche ma che si annusano: c'è chi ci prende, dice, e io cerco di prenderci...

Ma quella sensazione di ottimismo non è soltanto nelle parole di De Rita. È soprattutto nel confronto con il mantra generalizzato di una buona fetta della sinistra che parla di declino italiano.

Non è sbagliato criticare duramente il governo. Se lo merita. Ma la diagnosi del declino è sbagliata. Perché implica un lungo periodo di impoverimento. Implica che i nostri figli staranno peggio di noi. Implica avere una prospettiva senza speranza anche se cambia il governo.

Il declino è una parola sbagliata perché elimina la speranza che cambiando il direttore d'orchestra e la sua squadra si possa interrompere la serie di risultati negativi messi a segno dall'Italia economica e sociale in questi anni.

Il declino è stata una parola di moda. Ma è ora che quella moda finisca. Sta già finendo. Lasciamola scivolare nel passato.

12:14:16 AM    comment [];


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