Ieri a Roma, parlando al Summit della Fondazione Rosselli sui media
Dati importanti. Persone simpatiche. Un amico mi ha detto: «Sono stupito dalla sincerità degli interventi». Certo. L'abitudine è un'altra. Quando si parla di media in Italia, si ha l'impressione che le percezioni siano diverse dalla realtà e che le affermazioni siano diverse dalla verità.
Da parte mia, sono stato una mezzora a parlare. Ho detto che, qualunque sia l'idea che abbiamo della legittimità del sistema dei media, è chiaro che deve cambiare. L'onda di rinnovamento è inarrestabile. Il concetto di tempo mediatico, che ho proposto, ha suscitato qualche interesse: smettiamo di studiare il comportamento del pubblico della televisione come se fosse composto da gente diversa dal pubblico dei giornali o da quello di Internet; si tratta delle stesse persone che dividono il loro tempo mediatico tra i diversi media. Lo share che conta non è all'interno della tv ma tra i diversi contenuti accessibili da tutti i media...
Secondo me è strategico superare l'auditel. L'auditel ha creato una scienza delle percezioni autoreferenziali della tv. A guardarla dall'esterno è sembrata una scienza del comportamento del pubblico, ma in realtà era una scienza del comportamento dei produttori di tv.
Il pubblico vive la sua vita. Dedica il tempo che vuole alla tv come a tutti gli altri media, compresa tutta la bloggeria, e per quanto si attiri la sua attenzione con le più grandi pagliacciate o con le più imponenti operazioni culturali, reagisce secondo le sue tensioni che un auditel non può neppure lontanamente spiegare.
L'auditel è fratello del sistema di pagamento dei centri media, veri padroni della pubblicità italiana. Quindi serve a coprire di obiettività fattuale - non del tutto veritiera, appunto - il governo del sistema delle risorse per l'informazione e lo spettacolo.
Bisogna studiare il pubblico con un nuovo strumento. Credo che il punto di riferimento, anche statistico, possa diventare il tempo mediatico a fronte del quale si svilupperanno logiche editoriali crossmediali. Favorendo una redistribuzione delle risorse piuttosto importante.
9:42:30 AM
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