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Un mondo con i confini aperti non sopporta le menti chiuse. C'e' un percorso comune che sta cambiando, insieme, economia, tecnologia, cultura e societa'? Sono sicuro che non vi aspettate delle risposte da questo blog...



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Sabato, 12 novembre 2005
 

Giornalismo nella sua forma migliore

Sto rileggendo Profondo Italia, di Dario Di Vico e Emiliano Fittipaldi. Oltre che un importante libro sulla società italiana, è una grande prova di giornalismo.

«Se il giornalismo rinuncia anche solo per poco alla sua autoreferenzialità, di cose da raccontare ne trova in abbondanza».

«Molte cose sono da raccontare e da analizzare, specie se si opera nell'Italia del primo lustro del nuovo millennio alle prese con una modernizzazione che per comodità chiameremo "zoppa", con una dimensione sociale nella quale convivono fenomeni di americanizzazione e la riproposizione di formule e ricette del nostro passato prossimo, come gli anni '60 e oltre»

Dario Di Vico - Emiliano Fittipaldi Profondo Italia Il lavoro precario, lo stress da euro, la crisi del ceto medio, lo scontro generazionale, la fatica delle donne. E i nuovi ricchi. Storie, fatti e testimonianze per capire come stiamo cambiando. Rizzoli, 2004, 189 pagine, 8 euro

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1:26:59 PM    comment [];


Benzinai veronesi, profitti e malintesi...

Il Corriere di Verona riporta la notizia secondo la quale una quindicina di benzinai mettevano un prezzo basso del carburante in bella mostra sul ciglio della strada per attirare i clienti e poi praticavano un prezzo più alto alla pompa. E' questo il risultato liberista dello slogan «fantasia al potere»?
1:08:50 PM    comment [];


Farmacie... La Finanziaria non piace agli esercenti

Sacrifici. Come al solito la Finanziaria italiana è fatta di sacrifici. Per la prima volta sono chiamate a partecipare anche le farmacie. Il governo sembra orientato a ripartire una quota dei risparmi sulla spesa sanitaria che ritiene necessari in modo da ridurre le entrate sia dell'industria sia della distribuzione. L'industria pare d'accordo. Le farmacie non vogliono invece accettare alcuna riduzione nella loro parte della spesa che gli italiani sostengono per curarsi.

E' facile prendersela con le farmacie. Sembrano un anello non produttivo della catena dell'industria del farmaco. In fondo, si pensa, è meglio risparmiare meno per la ricerca che per il profitto dei commercianti. Difficile dar torto a questi pregiudizi. Molto difficile.

Come è difficile evitare di prendersela con tutte le categorie apparentemente protette come i notai. Loro, farmacisti, notai, eccetera, si difendono con le unghie e con i denti. Ma forse qualche volta è giusto scontentare anche loro.
1:06:07 PM    comment [];


Ieri a Roma, parlando al Summit della Fondazione Rosselli sui media

Dati importanti. Persone simpatiche. Un amico mi ha detto: «Sono stupito dalla sincerità degli interventi». Certo. L'abitudine è un'altra. Quando si parla di media in Italia, si ha l'impressione che le percezioni siano diverse dalla realtà e che le affermazioni siano diverse dalla verità.

Da parte mia, sono stato una mezzora a parlare. Ho detto che, qualunque sia l'idea che abbiamo della legittimità del sistema dei media, è chiaro che deve cambiare. L'onda di rinnovamento è inarrestabile. Il concetto di tempo mediatico, che ho proposto, ha suscitato qualche interesse: smettiamo di studiare il comportamento del pubblico della televisione come se fosse composto da gente diversa dal pubblico dei giornali o da quello di Internet; si tratta delle stesse persone che dividono il loro tempo mediatico tra i diversi media. Lo share che conta non è all'interno della tv ma tra i diversi contenuti accessibili da tutti i media...

Secondo me è strategico superare l'auditel. L'auditel ha creato una scienza delle percezioni autoreferenziali della tv. A guardarla dall'esterno è sembrata una scienza del comportamento del pubblico, ma in realtà era una scienza del comportamento dei produttori di tv.

Il pubblico vive la sua vita. Dedica il tempo che vuole alla tv come a tutti gli altri media, compresa tutta la bloggeria, e per quanto si attiri la sua attenzione con le più grandi pagliacciate o con le più imponenti operazioni culturali, reagisce secondo le sue tensioni che un auditel non può neppure lontanamente spiegare.

L'auditel è fratello del sistema di pagamento dei centri media, veri padroni della pubblicità italiana. Quindi serve a coprire di obiettività fattuale - non del tutto veritiera, appunto - il governo del sistema delle risorse per l'informazione e lo spettacolo.

Bisogna studiare il pubblico con un nuovo strumento. Credo che il punto di riferimento, anche statistico, possa diventare il tempo mediatico a fronte del quale si svilupperanno logiche editoriali crossmediali. Favorendo una redistribuzione delle risorse piuttosto importante.
9:42:30 AM    comment [];



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