Oliver Sacks: la scienza vi farà liberi
Daniela Minerva intervista su l'Espresso il neuroscienziato Oliver Sacks. Gli chiede se il pensiero scientifico e quello religioso siano compatibili. E Sacks risponde di no. «La visione del cosmo espressa dalla scienza non è in alcun modo compatibile con quella espressa dalle religioni».
In questa risposta sincera, sofferta e intelligente, di uno scienziato che si definisce ebreo ateo, c'è evidentemente la radice della competizione tra scienza e religione che si sta riacutizzando in questo periodo.
La scienza accusa l'oscurantismo della religione. L'incredibile capacità della religione di entrare in territori nei quali ha poco da dire, la sua critica del darwinismo basata soltanto su un utilizzo letterale della Bibbia (creazionismo) oppure su un ragionamento piuttosto tautologico come quello che porta all'idea di "disegno intelligente".
La scienza però non si limita a difendersi. Invade territori che la religione considera suoi: tende a ridefinire il concetto di vita, attacca la morale tradizionale affidando a spiegazioni genetiche alcuni comportamenti tradizionalmente giudicati sbagliati, si intromette nella gestione della famiglia e della discendenza.
E' banalizzante dirlo, ma se scienza e religione competono per le stesse risorse economiche e culturali con "visioni del cosmo" alternative e incompatibili, la discussione tra loro sarà sempre accesa.
Io penso si debba combattere ogni fondamentalismo e il suo brodo di cottura: l'ignoranza. Il fatto che il 70 per cento degli americani creda agli extraterrestri e l'80 per cento creda agli angeli non può non indurre a meditare.
E sottolineo le parole con le quali Sacks conclude la sua intervista. Perché quelle parole che fanno bene a tutti. Perché sono storicamente molto vere: «Il metodo scientifico ha generato il nostro modo di vivere, che ci piace e di sembra migliore di quelli generati dagli oscurantismi».
8:46:41 AM
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