Il nuovo concetto di tempo mediatico
L'analisi dei media è sempre stata impostata sulla base di un'idea del sistema mediatico come insieme di strutture integrate verticalmente. Si studiava l'audience della televisione e della radio, la diffusione e la readership dei giornali, l'accesso a Internet e così via. Oggi questo approccio è superato dai fatti.
Perché la gente di fatto accede ai contenuti attraverso diversi media in una prospettiva crossmediale. Sovrappone media diversi, tenendo la tv accesa mentre legge il giornale, oppure sentendo la radio mentre consulta il Web. Oppure accede agli stessi contenuti usando media diversi: e per esempio segue il calcio con il videogoal del telefonino, la radiocronanca, il dibattito in tv, i commenti sui giornali, l'aggiornamento dei risultati e il background sul Web. Questa crossmedialità è sempre più diffusa, ma non viene percepita dai sistemi di rilevazione tradizionale.
In secondo luogo, c'è una differenza che non viene percepita tra coloro che nel pubblico interagiscono con i programmi e coloro che li subiscono senza fiatare. Si interagisce molto con il Web facendo un blog, si interagisce leggermente con la tv mandando un sms a un reality show. Oppure non si interagisce. Ma i dati tradizionali non si accorgono di questo.
In terzo luogo, c'è una differenza tra i media, i contenitori e i contenuti credibili e quelli che sono vissuti come poco credibili. Ogni messaggio cambia di significato nei contesti più o meno credibili.
E' urgente arrivare a una nuova forma di analisi dei media che tenga conto di questi fenomeni. Altrimenti ci troveremo sempre di fronte a una società che non possiamo comprendere. E che ci stupisce, in bene o in male, per i suoi comportamenti e per l'elaborazione delle idee sulle quali si costruisce un consenso diffuso.
11:53:32 AM
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