La salute segreta di Chirac. E la politica comparata
Il presidente della Repubblica francese, Jacques Chirac, è all'ospedale. Secondo la versione ufficiale ha avuto un "piccolo incidente vascolare che ha provocato problemi alla vista".
A saperlo, nelle prime dodici ore dopo il ricovero, erano solo quattro persone in Francia, due assistenti e due familiari stretti. Non solo i media non ne sapevano niente, ma anche i big del governo, Dominique de Villepin et Nicolas Sarkozy, non sono stati informati. Passato quel tempo, le notizie sono arrivate con il contagocce. Anche se quel poco che si è saputo ha fatto pensare a un guaio al cervello di Chirac.
Perché in Francia la salute del presidente è un argomento da trattare tanto discretamente da rasentare il segreto?
Quando Ronald Reagan si faceva togliere un polipo dal naso i media americani ne potevano scrivere puntualmente e senza reticenze. E probabile che oggi la gigantesca macchina delle pubbliche relazioni del presidente americano sia in grado di governare anche le informazioni sulla salute, ma sta di fatto che gli americani sanno abbastanza bene che cosa succede a George W. e persino che cosa gli è successo in passato.
La salute del papa è invece una faccenda molto più delicata. Le comunicazioni in materia sono discrete ma relativamente trasparenti. Il lungo decorso della malattia di Wojtila è stato raccontato dalla Santa Sede con una certa franchezza. Ma in generale non vale la regola di massimizzare l'interesse vaticano, non quello dei media e dell'opinione pubblica. Tanto che le illazioni sulla fine di papa Luciani non sono mai cessate.
La salute di Breznev era un segreto. I raffreddori del capo dell'Unione Sovietica erano la copertura di ogni sua malattia, compresa quella che lo ha portato alla morte. In Inghilterra, la democrazia vuole la massima trasparenza su tutto. Le ricette sono diverse nei vari sistemi politici.
Insomma, qual è la ricetta giusta sulla salute dei governanti: segreto e privacy o apertura totale?
Il premier italiano Silvio Berlusconi ha una soluzione. Ne fa un argomento da gestire per allungare a piacimento i titoli dei giornali che parlano di lui. Se la sua grave malattia è stata "confessata" con grande enfasi e molto ritardo rispetto ai fatti, le sue cure di bellezza sono invece raccontate con dovizia di particolari anche se con uno stile tale da farle risultare sempre come indiscrezioni, che ne ingigantiscono la portata mediatica. E sapendo bene che faranno discutere, alimentando dunque la presenza del nome del premier nei giornali. Compresi quelli che di solito non si occuperebbero di lui.
Io personalmente penso che le persone pubbliche non abbiano lo stesso diritto alla privacy delle persone che non hanno una funzione di interesse generale. E' un prezzo da pagare alla notorietà e al ruolo che svolgono. Sta allo stile dei giornali trattare con rispetto questi argomenti: ma i fatti devono emergere, per il bene della repubblica. Che è superiore a quello dei suoi governanti.
8:15:43 AM
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