Dal Patriot Act a Pisanu, passando per fatti e interpretazioni
Negli Stati Uniti si propone la trasformazione del "Patriot Act" da legge temporanea a permanente. In Gran Bretagna niente commissione d'inchiesta ma la richiesta di una maggiore libertà d'azione per chi indaga contro i terroristi. In Italia si propone di reintrodurre misure simili a quelle degli Anni di Piombo.
Subito, immediatamente dopo gli attentati di Londra, molti paesi occidentali sembrano voler cogliere l'occasione per aumentare la sorveglianza, ridurre i diritti civili, lavorare in modo più effficiente contro i terroristi. Agli effetti collaterali - in termini di garanzie democratiche - si penserà dopo: d'altra parte, quando è in gioco la sopravvivenza stessa dei cittadini anche le democrazie vogliono difendersi.
Al di là del fatto che queste misure aumentano le probabilità di arrestare innocenti e tenerli in galera senza avvocato per un tempo tutto da definire, al di là del dibattito sul merito, quello che colpisce è il metodo: sfruttare il fatto di Londra per ottenere consenso su decisioni che in altri momenti potrebbero apparire impopolari.
I fatti in questo modo cambiano di sostanza. Con conseguenze tutte da cogliere.
Nella società della conoscenza, lo sappiamo, il valore è concentrato sull'immateriale. Una maglietta firmata vale per la firma molto più che per il tessuto e la fattura. I prodotti materiali contribuiscono ben poco all'economia: quello che conta è l'immagine che quei prodotti portano con sé.
Qualcosa del genere sta succedendo ai fatti. Anche i fatti più duri e inequivocabili valgono poco: molto di più vale la loro interpretazione. Nel caso della strage di Londra, più dei morti e del dolore, vale l'interpretazione. I governi hanno deciso di imporre un'interpretazione drastica: quei fatti servono a far passare idee e leggi che altrimenti non passerebbero.
Sfugge a tutti la contraddizione: le misure più dure dovrebbero, casomai, essere introdotte prima dei fatti e non dopo, visto che da tempo si sa che viviamo una lotta senza quartiere con il terrorismo. Ma la contraddizione non ha spazio nelle interpretazioni "cotte e mangiate" che servono alla politica del presente. E che contano molto, molto di più dei fatti nudi e crudi.
ps. Gli inglesi hanno già individuato i responsabili degli attentati. O almeno così sospettano. Quindi non hanno avuto bisogno di leggi che consentissero più libertà d'azione alle forze di polizia. Non hanno certo fatto in tempo a usufruirne. C'è da pensarci, no?
9:31:30 PM
|