Patria, nazione e... repubblica
Un uomo di spettacolo che conosco (non faccio il nome perché quello che sto per dire è il suo pensiero di un momento ma non necessariamente il suo pensiero pubblico) è tornato da un lungo viaggio in Cina, India, Iran, Russia e Giappone, con in tasca un'idea per l'Italia.
Dice che quei grandi paesi pensano in modo tale da mettere al primo posto i loro interessi. Pensano come entità che si pongono in competizione con le altre entità nazionali e vogliono prevalere. Soprattutto, si è accorto che le persone di quei posti possono anche criticare alcuni aspetti del loro paese ma non si sognerebbero mai di criticare il loro paese in modo da lederne gli interessi, la forza e la credibilità internazionale.
Ne deduce che l'Italia si deve dare una regolata. E che gli italiani devono smetterla di ricorrere agli stranieri per governare il loro paese. Che devono smettere di essere distruttivi nei confronti dell'italia. Quindi propone il ritorno a concetti come "nazione" e "patria"... Vuole addirittura scrivere un libro in questo senso...
Secondo me dicendo "nazione" e "patria", in Italia, quell'uomo di spettacolo perderebbe il suo pubblico. E si prenderebbe qualche pernacchia. Ma perché?
Non ha tutti i torti con il suo discorso del tipico comportamento degli italiani poco orientati a fare gli interessi dell'Italia. Ma la sua ricetta non è credibile. "Patria"? Macché: la patria casomai è la terra dove sono nati i padri e i nonni: la città di origine, la regione di provenienza... certo non l'Italia... E "nazione"? L'unico momento in cui questa parola ha senso è quando gioca la "nazionale"...
C'è però un concetto che potremmo rispolverare e meditare più a fondo: "repubblica", la cosa pubblica, quello che abbiamo tutti insieme... La repubblica è un bel concetto e credo che potrebbe essere ulteriormente rivalutato per andare nella globalizzazione con una mente cosmopolita e senza perdere di vista chi siamo, da dove veniamo e quali sono i nostri interessi...
8:29:15 AM
|