Crescita zero in Cina...
La faccia nascosta del Pil
Federico Rampini
Il secolo cinese
Mondadori, 2005, 350 pagine, 15.00 euro
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E' noto che la crescita del Pil è misurata in termini di valore aggiunto prodotto in termini monetari senza tener conto del valore dei beni relazionali, culturali e ambientali che si disperdono parallelamente alla crescita stessa.
Per esempio: se perdo fiducia nel mio socio e mi rivolgo all'avvocato per ogni operazione, pago di più l'avvocato, aumento il Pil, ma ciò avviene parallelamente a una forte perdita di beni relazionali (la fiducia nel mio socio). Se industrializzo un paese a scapito della sanità dell'ambiente, aumento il Pil ma distruggo patrimonio ecologico.
Secondo le stime riportate da Federico Rampini, il patrimonio ambientale cinese si sta rapidamente consumando. Piogge acide, desertificazione, inquinamento dell'aria e dell'acqua, consumo di risorse non rinnovabili, danni alla salute dei cittadini, ammontano a una perdita pari a 170 miliardi di dollari l'anno: il 12 per cento del Pil cinese.
Ebbene: la forte crescita del Pil cinese, circa il 9 per cento, avviene in parallelo alla distruzione del patrimonio ambientale per un ammontare analogo o superiore. Come dire: la faccia nascosta della crescita del Pil è una crescita reale della ricchezza cinese pari a zero, o inferiore...
Si sa: sull'altare della crescita del Pil si è disposti a sacrificare qualunque cosa.
Ma questo è un tabù in via di estinzione. Anche perché ormai la crescita non appartiene più a noi, ma a quegli inquinatori di cinesi e indiani, insensibili alle istanze ecologiche che noi europei abbiamo finalmente compreso dopo due secoli di devastazioni...
Qui il resto delle mie reazioni al libro di Rampini.
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