Braudel
Un mondo con i confini aperti non sopporta le menti chiuse. C'e' un percorso comune che sta cambiando, insieme, economia, tecnologia, cultura e societa'? Sono sicuro che non vi aspettate delle risposte da questo blog...

































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Venerdì, 3 giugno 2005
 

Referendum e democrazia...

Bell'intervento di Gaspar Torriero sui referendum in Svizzera: verso la democrazia diretta e il rispetto dell'intelligenza dei cittadini. Barbara Martini, invece, è per la democrazia rappresentativa: meglio che i politici si occupino di fare le leggi senza chiedere ai cittadini di occuparsi di questioni difficili e delicate senza saperne niente...

Ovviamente non stiamo scoprendo ora questo dibattito. Ma il fatto nuovo è che la Rete consente di migliorare l'informazione dei cittadini e di mobilitare le forze di coloro che essendo particolarmente competenti su materie specialistiche e delicate possono mettere in circolazione le idee giuste per prendere le decisioni migliori. Vediamo meglio...

Occorre innanzitutto distinguere tra la discussione e la decisione. La decisione - anche se presa con un voto - senza discussione informata liberamente non è democrazia. Migliorare la discussione è una possibilità con la Rete.

Il governo di Tony Blair ha usato la Rete per raccogliere informazioni tra le donne picchiate dai mariti prima di scrivere una nuova legge in proposito. Le donne, che normalmente non parlano di quel terribile problema, con la Rete si sono espresse e la legge è uscita migliore di quella che i parlamentari avrebbero potuto tirar fuori da soli. Questo è un caso positivo.

Certamente, un caso opposto sarebbe quello di una votazione online tra gli abitanti di un territorio posti di fronte alla scelta di costruire una centrale nucleare o un impianto di smaltimento rifiuti. Verrebbe fuori un dibattito banalissimo tutto teso a far emergere le paure e gli interessi locali e una votazione scontata. In questo caso, la Rete potrebbe portare alla luce le notizie prodotte da specialisti che dimostrano quanto sia necessario ripensare allo smaltimento rifiuti e se sia ormai possibile tornare al nucleare (personalmente ho molti dubbi, ma so che il dibattito è in corso...).

Insomma: la Rete può fare emergere brandelli di dibattito serio per i cittadini che sono coinvolti sui temi specialistici e avere conseguenze anche sugli altri. E' quello che di fatto sta avvenendo, tra l'altro. Che il metodo sia referendario o parlamentare è meno importante di quanto non sia la qualità della discussione nella società e dell'informazione dei cittadini.

Tra metodo referendario e rappresentativo, peraltro, ci deve essere una sana competizione: se i due metodi sono entrambi forti e competono, forse le decisioni sono migliori...
11:30:22 AM    comment [];


Segnalazioni dal mondo della speranza...

Da seguire il lavoro di questi ragazzi...
10:38:26 AM    comment [];


Referendum e democrazia emergente

Un paio di giorni fa avevo proposto l'abolizione del quorum nei referendum. Il magico Pier Luigi Tolardo mi ha risposto così:

Referendum in Italia sono di natura solo abrogativa, da qui la necessità di fissare il quorum del 50+1 dei votanti perché se no una minoranza potrebbe votare leggi approvate dalla maggioranza dei parlamentari, espressione della maggioranza e sarebbe antidemocratico. Ad esempio la legge 40 sulla fecondazione assistita è stata approvata da circa il 65% dei parlamentari: l'hanno votata i gruppi parlamentari di Fi, An, Lega, Udc, che hanno avuto circa il 45% dei consensi ad elezioni politiche con l'80% della partecipazione del corpo elettorale. Ma l'hanno votata anche una parte dei parlamentari dell'opposizione come Udeur, Margherita, Svp. ci sono parlamentari di maggioranza che non l'hanno votata ma deputati dei Ds che lo hanno fatto. Comunque una larga maggioranza che può darsi non abbia però interpretato il parere dei suoi elettori, correttamente, quindi va bene il Referendum ma il quorum va mantenuto. Il problema è che si dà ai referendum abrogativi un valore propositivo che non hanno: per esempio Violante e D'Alema che sono per il Si all'abolizione del divieto dell'eterologa hanno detto che vogliono limitarla ai casi di coppie con problemi di malattie ereditarie mentre i Radicali non la limiterebbero mai, chi vota Si che cosa intende? A chi dà ragione? Lo stesso vale per la sperimentazione sugli embrioni: Violante ha detto che si dovrà vietare la produzione ad hoc per la sperimentazione ma anche questa è una possibile interpretazione, ritenuta accettabile e ragionevole da molti più di un divieto assoluto ma il Referendum è abrogatvo tout-court. Direi che è necessario introdurre il Referendum propositivo perché oggi i Referendum abrogativi sono stati snaturato nella loro funzione ed è èer questo che è ragionevole l'astensione: dopo l'abolizione non ho nessuna garanzia che ci sia una legge migliore a meno che non si pensi che nessuna regola sia la cosa migliore o che sia meglio nessuna regola che regole che ritengo sbagliate.

Grazie a Pier Luigi per l'approfondito contributo. Ma io insisto e rilancio... :-)

Che cosa vogliamo dunque? Sui referendum propositivi, sono d'accordo. Sui referendum abrogativi, invece, ho questa idea: alziamo significativamente il numero di firme necessarie a indire un referendum, mettiamolo al vaglio della corte costituzionale e partiamo con la macchina elettorale sapendo che tutti sono chiamati a votare ma che qualunque sia il numero dei votanti, la decisione sarà valida per tutti. A quel punto se qualcuno non intende farlo è solo perché non intende farlo e non perché vota "no". Chi vuole il no deve andare a votare, come chi vota il sì. Si salvaguarda il segreto del voto e secondo me si salvaguarda la democrazia.

L'obiezione: se una minoranza degli elettori può abrogare la legge votata dalla maggioranza dei parlamentari, il sistema non è democratico. Può essere vero, ma è vero anche che non è democratico neppure abolire la segretezza del voto come si fa nel caso del referendum con il quorum attuale.

In realtà, gli argomenti da referendum possono essere, e spesso sono, piuttosto di nicchia e dunque molto interessanti ma solo per una piccola parte della società. Eliminando il quorum si dà alla maggioranza dei cittadini la possibilità di votare oppure di delegare ai cittadini più interessati all'argomento referendario la possibilità di decidere. Secondo me questo è democratico.

Perché si deve costringere la democrazia solo al voto su questioni generalissime che riguardano e interessano tutti in modo generico, mentre ci sono temi che sono importantissimi per alcuni e completamente ininfluenti per altri?

Sia il referendum propositivo che quello abrogativo senza quorum sono forme di democrazia emergente che rivalutano la società votante a scapito dei rappresentanti parlamentari: dunque a questi ultimi non piacciono per niente.

Ma nell'era dei blog, ci scommetto, la democrazia rappresentativa troverà una concorrenza sempre crescente in forme di democrazia emergente nella società, sia a livello di dibattito che a livello decisionale...

Che ne pensi? Ovviamente, molti di questi concetti partono dallo storico paper di Joi Ito che si trova sul suo sito con il titolo Emergent democracy.
9:28:27 AM    comment [];



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