Braudel
Un mondo con i confini aperti non sopporta le menti chiuse. C'e' un percorso comune che sta cambiando, insieme, economia, tecnologia, cultura e societa'? Sono sicuro che non vi aspettate delle risposte da questo blog...

































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Mercoledì, 1 giugno 2005
 

Usigrai... parole sottili...

Dice tra l'altro l'Usigrai, spiegando perché i giornalisti della Rai sono in agitazione, che è colpa del fatto che si è "asservita" la Rai "agli interessi della concorrenza". Come dire: il governo diretto dal proprietario di Mediaset indebolisce l'azienda di stato asservendola agli interessi dell'azienda di famiglia... Mica male come accusa...
11:32:22 PM    comment [];


Referendum, Ratzinger e democrazia...

Non credo che il papa dovrebbe intervenire nei fatti interni della politica italiana. Ma si può difendere sostenendo che questa è una questione etica sulla quale non poteva non dire la sua. Passi. Ma che si schieri anche lui per la strategia dell'astensione lo trovo inaccettabile.

Secondo me devono tutti andare a votare, quelli del sì e quelli del no. Per diversi motivi:

1. Di fatto non votare diventa equivalente a votare no: non è giusto nei confronti di chi si astiene per altri motivi e di chi non può votare

2. Di fatto votare significa votare sì, dunque si perde clamorosamente il segreto del voto

3. Il quorum mancato è uno spreco di risorse, per la campagna elettorale, per le scuole chiuse, per il lavoro inutile della Corte costituzionale...

Se vogliamo riformare l'istituto referendario possiamo aumentare il numero di firme necessarie a indire il referendum. Ma poi dobbiamo fare in modo che sia valido qualunque percentuale di votanti raccolga. Così si eviterebbe l'assurdità antidemocratica di impedire il voto segreto e di accomunare un voto di parte all'astensione volontaria e involontaria.
11:07:24 PM    comment [];


La Cina è nella nostra vita. Facciamocene una ragione. Senza paura

Federico Rampini
Il secolo cinese
Mondadori, 2005, 350 pagine, 15.00 euro
Su InternetBookShop

... Stavamo dicendo...

Hong Kong è come Giano Bifronte. Potrebbe sembrare che una faccia sia l'entrata in Cina per gli occidentali e dall'altra sia l'uscita verso l'occidente per i cinesi. Più ambiguamente: da un lato è il passato, dall'altro il futuro. Ma con il boom economico cinese e il suo perdurante problema politico, non si sa più quale sia il lato che guarda avanti e quello che guarda indietro. Economia e politica si scontrano ancora una volta in Cina: in passato si sono date il cambio per costruire la grandezza di questo popolo antichissimo e che oggi, sbagliando, pensiamo sia giovane.

Zhong-guo! Il nome della Cina, in cinese, è il suo perenne programma globale: significa "centro del mondo".

Non ci sono più solo gli Stati Uniti. La Cina è una superpotenza globale. Armi atomiche, missili, economia possente, riserve monetarie tali da tenere in scacco il governo americano, ambizioni illimitate, pragmatismo, strategia raffinatissima. E un sistema ancora dittatoriale. La sua visione del mondo è necessariamente imperiale: il suo fabbisogno di materie prime necessarie per saziare la fame immensa delle sue attività produttive e dei suoi nuovi consumi è già diventato una questione strategica in tutto simile a quella che vivono gli Stati Uniti; la sua gigantesca forza militare è uno strumento che sta cominciando a usare, non fosse altro che per minacciare Taiwan nel caso si proclamasse indipendente, e che convince il Giappone, storico nemico, a riarmarsi; la sua colonizzazione del mondo è palese, originale e vincente, dall'Indonesia, produttrice di petrolio, a Singapore, potenza finanziaria, da San Francisco capitale della cultura tecnologica, a Prato e a diversi altri distretti industriali incastonati nella vecchia Europa. La società cinese si espande nel mondo con i suoi lavoratori senza diritti e i suoi capitalisti senza remore, capaci di accumulare ricchezze immense e di occupare posizioni strategiche ovunque. Seguiranno le multinazionali cinesi in via di formazione e di consolidamento manageriale.

È soltanto naturale che sia così: la Cina è un'eterna candidata al ruolo di più grande economia del mondo. Si è aperta al mondo conquistando l'oceano Indiano in un soffio nel Quattrocento, si è richiusa inseguendo fantasmi tutti suoi ma senza perdere un millimetro del suo enorme potenziale. Soltanto la rivoluzione industriale e l'epoca del colonialismo l'ha trasformata in una landa impoverita per un paio di secoli. Ma l'intervallo da attore non protagonista è finito.

Prenderne atto per noi è prima di tutto guardarci allo specchio. Anche noi siamo convinti di essere il centro del mondo.

È un pensiero che dobbiamo superare e che dobbiamo indurre i cinesi a superare. Perché sul pianeta non c'è spazio per due centri. E una guerra tra due parti del mondo tanto importanti, interconnesse e potenti, sarebbe una devastazione senza precedenti.

Ce ne lamenteremo, dei cinesi. Ma i cinesi ci tengono bassa l'inflazione e ci sfidano a migliorarci. Ci prendono e ci danno, come noi dobbiamo fare nei loro confronti.

Con una speranza fondamentale che loro non possono coltivare: la loro società sta evolvendo e si sta differenziando, viaggiando e aprendosi al resto del mondo: quindi maturano le condizioni perché quella società chieda e nel tempo ottenga una maggiore libertà di espressione, premessa fondamentale della democrazia. Solo allora si potranno creare condizioni per una pace duratura. Inutile farci dei nemici tra i cinesi: molto meglio farli amici e indurli a sognare la libertà. Sarebbe la nostra - e la loro - vittoria.

E per quello che ho visto, Hong Kong è una città da tenere d'occhio per tutto questo.

Federico Rampini ha scritto un ottimo libro in proposito: quelle che per me sono impressioni, per Rampini sono frutto di una profonda e ampia ricerca. Persona in gamba, Rampini. Anche se lui non si può ricordare di me, l'ho conosciuto quando era il capo della cellula del Pci alla Bocconi. Vestiva alla Gramsci e fumava a catena. Ed era una testa molto fina. È uscito dal mio stesso corso, Discipline Economiche e sociali, e ha lavorato inizialmente a Rinascita, il settimanale del Pci. Poi il Sole 24 ore e Repubblica. La sua carriera di giornalista è un trionfo. E il suo "Secolo cinese" va letto.
7:26:44 PM    comment [];



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