Hong Kong: futuro o passato?
Venendo a Hong Kong da Shenzen ci si chiede se questo sia il futuro o il passato. Il Grande Fratello al governo ha preso il possesso dell'isola che era degli inglesi e della penisola dei nove dragoni.
Il giornale South China Morning Post racconta delle proteste delle colf filippine che definiscono un insulto l'aumento che hanno appena ottenuto nello stipendio minimo: uno 1,5 per cento che non fa variare di molto i loro 300 dollari di salario mensile. E poi non mancano le notizie su un intervento governativo che ha bloccato la circolazione di un libro che parla dei problemi ambientali della costa di Hong Kong e che doveva essere distribuito nelle scuole. Il funzionario governativo dice che quel libro insegna "brutte cose". Le scuole, per non discutere, non distribuiscono il libro.
Forse è questa la parte più temibile: il governo non ha bisogno di azioni eclatanti per asservire chi deve far circolare l'informazione. Bastano il timore e il conformismo per attivare il meccanismo dell'autocensura, anche qui a Hong Kong. Ma il giornale ne parla...
C'è una vaga sofferenza a Hong Kong. Una sorta di pena per la libertà perduta e nello stesso tempo la mancanza dei segni di una dittatura appena arrivata. La gente dice che questa gentilezza di approccio è dedicata a Taiwan: per convincere l'isola a ritornare con la Cina. Ma di certo non è solo questo: i governanti cinesi sono attenti a tutto, vogliono crescere, vogliono che i capitalisti di Hong Kong contagino il resto della Cina. E si limitano a tenere d'occhio il flusso di denaro da essi generato, dal quale talvolta qualche briciola si ferma nelle loro tasche.
La libertà serve a tutti. Ma una libertà non superiore al controllo. Il futuro è questa contraddizione che potrebbe portare avanti tutto il resto del gigante cinese. Forse per questo Hong Kong è ancora il futuro...
10:43:47 PM
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