Braudel
Un mondo con i confini aperti non sopporta le menti chiuse. C'e' un percorso comune che sta cambiando, insieme, economia, tecnologia, cultura e societa'? Sono sicuro che non vi aspettate delle risposte da questo blog...

































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Domenica, 15 maggio 2005
 

Verso Hong Kong

La prima volta che ho visto la gente cinese è stato in un viaggio in Inghilterra con i miei, nel 1968. Mio padre amava molto un ristorante cinese di Oxford. Vedevo per la prima volta quel cibo oggi diffuso anche in Italia, quel modo di mangiarlo con i piatti in mezzo alla tavola da condividere, quei lumini che li tengono al caldo...

Pensavo che fosse un ristorante straniero come un altro. Ma la prospettiva sarebbe cambiata nel tempo. Ho incontrato i cinesi nelle loro mille colonie, poi nella madrepatria: le impressioni sono forti. Come quelle di chi per conoscersi meglio scruta il proprio volto in uno specchio magico.

Noi pensiamo che in fondo il centro del mondo sia in Europa. I cinesi pensano lo stesso della loro patria. Quindi l'America che per noi si apre a New York, per loro si apre a San Francisco.

Nel 1972, a San Francisco, la città cinese mi è sembrata vagamente artificiale come il resto d'America. Lo era insieme molto meno e molto più. Ma la sua popolazione densissima, i cartelloni in cinese, i manifesti in cinese mostravano che quello era un pezzo di Cina trapiantato qui, nella porta d'America.

Quel mio primo ristorante cinese era un nodo di una rete più ampia.

Nelle mie casuali peregrinazioni, l'ho vista in funzione a Singapore e a Vancouver, a Malacca e a Milano, a Taipei e a Prato. Pensavo che finalmente arrivando in madrepatria avrei scoperto differenze clamorose: invece anche a Shanghai, la Cina sembra una colonia di se stessa.

È probabilmente un tratto di civiltà.

I ristoranti, i negozi, le fabbriche: fanno parte di un network organizzato. Tutto gira intorno alla famiglia, ai legami di amicizia e alle solidarietà etniche. La felicità è l'abbondanza. La regola filosofica è il pragmatismo. Le abitudini acquisite in patria vanno riprodotte in ogni luogo nel quale ci si installa, che diventa un'isola in più della vastissima terra cinese.

E ora vado a Hong Kong, forse la porta della Cina, forse una città cosmopolita che ne indica uno dei futuri possibili. La vicina zona industriale dello Shenzhen assorbirà una parte del viaggio. Il resto sarà dedicato alla città leggendaria, dove un tempo governavano gli inglesi e oggi più si manifesta la concorrenza della nuova Cina.

Dimenticavo... Sorvolerò Nassiria...

Non si può non ricordare il grande lavoro di Beppe Caravita sulla storia degli italiani a Nassiria per il petrolio. Riconosciuto a sei mesi di distanza dalla stampa nazionale. Proprio mentre il vecchio capo dell'Eni se ne va e il nuovo, Paolo Scaroni, arriva...


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