La lunga coda e l'economia nuova
The Long Tail è un articolo che ha definito una moda intellettuale a San Francisco e dintorni. L'Autore, Chris Anderson, ex giornalista dell'Economist e ora direttore di Wired, ne sta tirando fuori un libro.
Dice Anderson cose che chi lavora su Internet sa da tempo. Ma che dette bene assumono un significato più profondo.
Il grafico di ogni fenomeno "coda lunga" è schiacciato sugli assi in una drammatica discesa verticale vicina alle ordinate che però, giunta in prossimità delle ascisse, quasi si appiattisce per seguire molto a lungo in leggerissima discesa la linea orizzontale. Il grafico vale per le vendite di libri e musica, per i successi nel software e persino per i blog.
I media tradizionali - dai negozi alla tv - hanno privilegiato solo la testa del grafico. Perché non avevano spazio per occuparsi del resto. Internet invece valorizza anche la coda. Per iTunes è quasi indifferente vendere un brano che sta tra i primi in classifica oppure un pezzo conosciuto solo in una ristretta cerchia di amici: vale sempre 99 centesimi e aiuta sempre a vendere iPod. La curva delle vendite di libri su Amazon è molto più piatta di quella delle vendite delle librerie offline. Meno picchi di vendite, meno punte di guadagno, meno potere per le classifiche, meno manipolazione, più spazio per le nicchie di interessi, più attenzione alla qualità del prodotto, più artisti e autori che guadagnano il giusto. Almeno in teoria.
Il tema è citatissimo. The Long Tail, uscito nell'ottobre scorso, ha riconosciuto e dato un nome a un frame giornalistico e interpretativo fondamentale. The Economist ne ha parlato questa settimana. Kim Polese non fa che citarlo nei suoi discorsi. Il libro uscirà prossimamente. Non è un eccesso speculativo (speriamo). E' un segno dell'economia nuova.
9:04:34 AM
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