Quanto vale un bene culturale?
Il mercato è una macchina infernale. Sulla scorta della "Milano da mangiare" (remake 1994-2005 della "Milano da bere" anni Ottanta) i semplicisti liberisti si moltiplicano: pensano che il mercato sia il giudice di ogni valore e che la moneta sia la misura di ogni cosa.
Ma non è vero. Un esempio? Quanto vale un'amicizia? E quanto la fiducia nelle istituzioni? Di certo una persona e un paese sono più ricchi se godono di questi beni. E quanto valgono i beni culturali? Il prezzo che si paga per comprarli? O molto di più? Un di più di intangibile, fatto di simboli, creatività, significati...
Certo, sui beni culturali può nascere (e nasce) un'economia importante. Ma non la si comprende e non le si dà un futuro se non si studiano i beni culturali per quello che veramente sono e non per quello che valgono solo in termini monetari.
Dovrebbe esistere un'economia adatta a studiare anche i beni culturali. Ma ci vuole un'economia diversa da quella tradizionale. David Throsby è un pioniere dell'economia della cultura, della creatività e di tutto quello di cui un paese come l'Italia dovrebbe essere più cosciente...
David Throsby, Economia e cultura, Il Mulino 2005, 268 pagine, 22,00 euro
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