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Un mondo con i confini aperti non sopporta le menti chiuse. C'e' un percorso comune che sta cambiando, insieme, economia, tecnologia, cultura e societa'? Sono sicuro che non vi aspettate delle risposte da questo blog...






























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Mercoledì, 30 marzo 2005
 

Sottile battaglia in vista tra Telecom e Mediaset

Una storia di tivvù digitale terrestre e carte prepagate tutta da seguire...
10:36:12 PM    comment [];


Economia della fiducia nell'informazione

La comunicazione non è l'informazione. La comunicazione ha bisogno dell'informazione come generatore di credibilità. Ma ogni cedimento dell'informazione alla comunicazione è una picconata alla sua credibilità e dunque rende anche meno forte la comunicazione.

C'è un'economia della fiducia. Quella fiducia è un bene pubblico. Il mercato lo consuma. L'espansione del mercato corrisponde alla crescita del Pil. Che sostituisce beni pubblici con beni motetari. Ma quando quei beni pubblici sono la fiducia nell'informazione, il fenomeno non aumenta certamente la ricchezza di un popolo.

La presse, écrite et audiovisuelle, n'est pas une industrie comme les autres, un journal ne se fabrique pas comme une paire de chaussures. Nous pensons que le but principal d'un journal n'est pas l'enrichissement de son propriétaire ou des fonds d'investissement, ni que le rôle d'une chaîne de télévision se résume à vendre du temps de cerveau humain à un fabricant de soda. En son temps, le rapporteur de la loi à l'Assemblée, M. Brachard, l'a dit avant nous à la tribune du Palais-Bourbon : "Un journal n'est pas une denrée assimilable à toutes les autres denrées. L'industrie de la presse, c'est autre chose que des cylindres qui tournent et des bobines de papier qui s'impriment."
Le Monde

Insomma, il mercato dei beni monetari non spiega tutto. Anzi...
10:16:02 PM    comment [];


Quanto vale un bene culturale?

Il mercato è una macchina infernale. Sulla scorta della "Milano da mangiare" (remake 1994-2005 della "Milano da bere" anni Ottanta) i semplicisti liberisti si moltiplicano: pensano che il mercato sia il giudice di ogni valore e che la moneta sia la misura di ogni cosa.

Ma non è vero. Un esempio? Quanto vale un'amicizia? E quanto la fiducia nelle istituzioni? Di certo una persona e un paese sono più ricchi se godono di questi beni. E quanto valgono i beni culturali? Il prezzo che si paga per comprarli? O molto di più? Un di più di intangibile, fatto di simboli, creatività, significati...

Certo, sui beni culturali può nascere (e nasce) un'economia importante. Ma non la si comprende e non le si dà un futuro se non si studiano i beni culturali per quello che veramente sono e non per quello che valgono solo in termini monetari.

Dovrebbe esistere un'economia adatta a studiare anche i beni culturali. Ma ci vuole un'economia diversa da quella tradizionale. David Throsby è un pioniere dell'economia della cultura, della creatività e di tutto quello di cui un paese come l'Italia dovrebbe essere più cosciente...

David Throsby, Economia e cultura, Il Mulino 2005, 268 pagine, 22,00 euro InternetBookshop
4:30:15 PM    comment [];



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