La globalizzazione buona...

La globalizzazione è un concetto occidentale.
Questo l'ha resa, strutturalmente, un paradosso. Perché ha sottolineato un fenomeno che coinvolgeva tutti ma che, nello stesso tempo, era pensata solo con gli occhi di una parte.
Fino a che l'Occidente ne traeva il massimo beneficio è stata apprezzata dai protagonisti forti dell'economia e avversata da chi ne vedeva le conseguenze negative sui deboli. Gli occidentali se la cantavano e se la dicevano...
Quando però una parte dei deboli l'ha trasformata nella leva di una storica rivincita, la visione occidentale della globalizzazione ha cominciato a vacillare. La Cina e l'India, giganti sociali che stanno diventano, nell'epoca della globalizzazione, anche giganti economici, mettono in crisi sia i pro-global sia i no-global.
I protagonisti forti dell'economia occidentale cominciano a domandarsi se non valga la pena di introdurre nuovi dazi per difendere il loro giardinetto locale. E certamente hanno avuto una parte nella decisione di tornare alla guerra come mezzo per difendere la preminenza dell'economia occidentale. I critici si trovano a non poter spiegare come l'avversata globalizzazione stia redimendo dalla povertà la metà della popolazione del pianeta.
Il libro di Jagdish Bhagwati va letto. L'economista indiano che insegna alla Columbia University di New York ha un approccio liberista moderno. E per biografia cerca di proporre un'interpretazione equilibrata del fenomeno.
Jagdish Bhagwati, Elogio della globalizzazione, Laterza, 2005, 404 pagine, 19.00 euro. Scheda su InternetBookshop
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