Braudel
Un mondo con i confini aperti non sopporta le menti chiuse. C'e' un percorso comune che sta cambiando, insieme, economia, tecnologia, cultura e societa'? Sono sicuro che non vi aspettate delle risposte da questo blog...




























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Sabato, 5 marzo 2005
 

Importante commento di Gino Tocchetti...
7:04:25 PM    comment [];

Economia nuova / 3 - Deregolamentazione: una cura che fa ammalare

Abbiamo capito che non esiste la nuova economia. Ma sappiamo che è necessaria un'economia nuova.

E così abbiamo inaugurato un filone di ricerca. Complicato. Si fatica a conversarne. Ma proseguiamo. Ho proposto cinque caratteristiche dell'economia nuova. Ho discusso in un post precedente la prima: relativa ai comportamenti emergenti.

Ricordo le cinque caratteristiche dell'economia nuova e discuto la seconda:

1. L'economia nuova è emergente non imposta dall'alto

2. E' fatta di regole, incentivi e consenso: non di deregolamentazione e monetizzazione

3. I beni scarsi sono: attenzione, creatività, eccellenza (oltre alle solite risorse materiali, infrastrutture, abilità e competenze)

4. Lo scambio non è solo compravendita, ma anche dono e condivisione

5. il conflitto avviene sulla proprietà intellettuale e le idee pubbliche, la gerarchia dell'accesso ai media tradizionali e la rete dei nuovi media, la clandestinità e la trasparenza...

Regole. Già. Sono vent'anni che ci ripetono che solo la deregolamentazione può portare il mercato a funzionare al meglio e a raggiungere la perfetta allocazione delle risorse. E sono vent'anni che a forza di deregolamentare non fanno che rafforzare il potere delle oligarchie economiche e finanziarie.

In realtà, come dice Fernand Braudel, il mercato è un sistema di scambi molto regolato. Da norme consuetudinarie o da leggi decise a livello politico. In democrazia, queste leggi sono frutto di un sistema decisionale sul quale ci dovrebbe essere consenso. Se ne può discutere. Ma sta di fatto che il mercato è una piantina delicata: le regole lo salvaguardano dalle mire dei grandi poteri economici. I quali non hanno alcun interesse a competere. Possono ridurre al minimo il rischio, costringendo la competizione agli ambiti nei quali il loro business non è sottoposto a troppe pressioni per mantenere elevati margini di profitto. La competizione abbassa il profitto: il potere economico non vuole che questo avvenga. E si oppone al mercato. Lo diceva lo stesso Adam Smith. Insomma: le regole non vanno abolite, ma scritte in modo giusto. Perché il mercato sia una partita leale.
11:58:15 AM    comment [];



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