Braudel
Un mondo con i confini aperti non sopporta le menti chiuse. C'e' un percorso comune che sta cambiando, insieme, economia, tecnologia, cultura e societa'? Sono sicuro che non vi aspettate delle risposte da questo blog...



























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Domenica, 20 febbraio 2005
 

Nuovi contributi sul catastrofismo...

Segnalo il contributo di Alessandro Ronchi sul tema della comunicazione dei problemi ambientali:

«Vi consiglio caldamente questo testo di Domenico Coiante, un esperto in materia di fonti di energia rinnovabile: Le nuove fonti di energia rinnovabile. Tecnologie, costi e prospettive. Sono un Consigliere Comunale dei Verdi e credo che tu abbia messo il dito sul punto della situazione: l'allarmismo a volte impedisce di vedere chiaramente il problema. In trent'anni l'uso dei combustibili fossili è aumentato dell'80% e questo è un dato di fatto che non può essere smentito. Queste fonti di energia aumentano il volume dell'anidride carbonica di uno 0.90% all'anno rispetto al totale di quella presente nel mondo. Considerando quindi l'aumento di popolazione che è ancora esponenziale, l'aumento della produzione di anidride carbonica aumenterà ancora nei prossimi decenni. Partendo dalla considerazione che comunque questa produzione ha delle conseguenze forti ed ormai innegabili sul clima del pianeta, bisogna iniziare a pensare a cosa fare per contrastare questa tendenza. Coiante nel suo libro è molto poco allarmista, e scrive nel dettaglio quali sono le scelte economiche, sociali e politiche che dovremmo adottare proprio per questo motivo. Lasciando stare il dubbio che sia immminente o no un disastro climatico, credo che dal punto di vista emotivo si abbiano più chances di cambiare le cose con un atteggiamento meno catastrofista, ma allo stesso tempo fermo sulle azioni da intraprendere. Il catastrofismo spesso allontana le persone, che semplicemente non accettano una posizione così pessimista. Bisogna ricordare che l'uomo vede solo all'oggi, con fatica pensa a cambiare le sue azioni in vista di un domani che viene dipinto in maniera così catastrofica. Questo non significa non prendere in considerazione il problema: semplicemente adottare un metodo diverso dal terrore per diffondere coscienza sul tema. Bisogna iniziare ad internalizzare i costi ambientali, solo pagando di tasca propria i danni che si fanno all'ambiente si riuscirà a far percepire il senso di queste iniziative. Kyoto è un buon inizio, purtroppo tardivo, ora dobbiamo rispettare i vincoli che ci impone, cercare di includere in questo processo tutti i paesi che non hanno aderito, e procedere con nuove azioni politiche ed economiche. Il valore del protocollo di Kyoto per me è ancora maggiore perché finalmente riesce a far entrare una politica ecologica dentro un sistema economico complesso. Io credo che questa, ora, sia l'unica strada per ottenere qualcosa».

Bene.

Se emergono due temi di riflessione:

a. come facciamo dunque a informarci con equilibrio e sostanza sulla questione del global warming?

b. come riusciamo a distinguere la retorica catastrofista dall'informazione giustamente pessimista?

Credo che proporrò una lista delle cinque idee catastrofiste più controproducenti:

1. Catastrofismo ambientale: non succede mai tutto il male annunciato dai retori del disastro e quindi si rischia che la gente diventi scettica e perda attenzione... (a quel punto ci vuole un rilancio ancora più catastrofista).

2. Declinismo: è andato di moda a sinistra negli anni scorsi (serviva a dire che la politica economica del governo di destra non risolveva i problemi, ma esagerando i toni finiva per diventare un boomerang; perché il declino è un fenomeno profondo, che ha effetti di lunga durata e che affonda le sue radici nel passato e nei governi precedenti)

3. Guerra al terrorismo: ok, il terrorismo c'è, ma esagerarne la paura ha consentito di inaugurare una politica di supersorveglianza (inutile, che apre la strada, paradossalmente a distrazioni nei controlli che veramente servono e a guerre che non c'entrano niente)

4. Scarsità di energia: il contrario del catastrofismo ambientale (serve a dire che l'Italia deve tornare al nucleare se non vuole restare senza energia elettrica; un black out ogni tanto non fa male a questo genere di catastrofismo tecnofilo, possibile che non ci siano idee migliori?)

5. Catastrofismo locale: adatto a chi non vuole gli inceneritori nel proprio territorio (e simili)
5:06:15 PM    comment [];


Pecoraro sceglie: si definisce blogger

Arriva anche il blog di Alfonso Pecoraro Scanio.

E con coraggio si definisce blogger, nel suo primo post. Quindi sceglie di stare alle regole della conversazione. Si offre ai commenti classici dei blog, a differenza di Romano Prodi che propone una più tranquilla casella di posta. Ed esordisce pensando a Giuliana Sgrena e Suor Dorothy... La ricerca di eroi positivi è una buona pratica comunicativa. Lo ha insegnato Steve Jobs con il successo della sua campagna di rilancio della Apple. Da che parte stiamo? Ci riconosciamo in queste persone... E' efficace. Purché non diventi retorica...

Pecoraro Scanio si prende dei rischi. Ma probabilmente nella sua posizione ne vale la pena. Vediamo che cosa succede quando comincia a discutere... il Beppe, tra l'altro candidato blogger verde, ha già cominciato a stuzzicare...
9:27:06 AM    comment [];


POST - Experts: Global Warming Is Real. Studies that measure ocean temperature rather than air temperature are more accurate in determining whether the climate is changing, scientists say. And the newest studies conclude that the planet is warming up, and people are to blame for it. [Wired News]
9:10:36 AM    comment [];

POST - Democrazia 3.0.. Mi si è abbioccato il Presidente, ovvero le trappole della Rete per i politici. [Blog Notes (feed rss)]
9:08:15 AM    comment [];


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