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Un mondo con i confini aperti non sopporta le menti chiuse. C'e' un percorso comune che sta cambiando, insieme, economia, tecnologia, cultura e societa'? Sono sicuro che non vi aspettate delle risposte da questo blog...



























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Sabato, 19 febbraio 2005
 

Su EquiLiber: la scienza delle conseguenze

Nuovo articolo di Mimmo Cosenza nella sezione "diritto d'autore" del sito dell'associazione non profit EquiLiber.

Cosenza è uno dei più preparati e appassionati operatori italiani dell'open source e decide di contestare le tesi proposte dalla nuova campagna di Microsoft contro il Free/Open Source Software (FOSS).

Scrive Cosenza: "Steve Ballmer, non molto tempo fa paragonò GNU/Linux e la GPL a un cancro. Bill Gates ha invece recentemente associato il FOSS e i Creative Commons al comunismo, articolando una teoria, per la verità piuttosto ingenua, del modello capitalistico di incentivazione all'innovazione."

In particolare, Cosenza contesta l'idea secondo la quale alla fine le soluzioni FOSS costano più delle soluzioni che si basano sulla piattaforma Microsoft.

E' un articolo esemplare: perché pur proponendo con forza la sua tesi, basa i suoi argomenti su fatti verificabili.

ps. E' un esempio di passione che non si traduce in retorica o, peggio, in catastrofismo...
7:53:20 PM    comment [];


Scienza e politica / 2

E' assolutamente necessaria una precisazione riguardo alla politicizzazione delle analisi sul global warming.

Avevo scritto, con evidente superficialità, che esiste una "scienza catastrofista: quella che annuncia un'apocalisse ambientale imminente estrapolando da pochi e incerti dati per arrivare a previsioni plurisecolari (da Malthus al global warming)".

Luca Conti mi scrive con ragione: "Caro Luca, perche' con due secche parole associ il global warming alla scienza catastrofista? Se il 99% degli scienziati dell'IPCC - l'organismo che raccoglie gli scienziati di tutto il mondo, sotto le Nazioni Unite, che studiano il clima - sostiene che il riscaldamento globale è una realtà, è possibile sostenere che sono palesemente politicizzati? A mio avviso hai ingiustamente fatto del qualunquismo facile facile. Il riscaldamento globale è tutt'altro che una favola. Vorrei che portassi argomenti a sostegno della tua affermazione, per cortesia. Possibilmente evitando di citare "L'ambientalista scettico" e "Le bugie degli ambientalisti" che di scientifico hanno ben poco. Con stima. Luca Conti"

Ho risposto: "Hai ragione: la banalizzazione non va mai bene... Le mie posizioni verdi sono provate storicamente (a partire dal servizio civile per un'associazione ecologica fino all'integralismo verde di mia figlia). Sto però cercando di capirci di più con l'aiuto di esperti veri... In particolare, un amico specialista mi ha proposto una serie di letture che mostrano essenzialmente come le statistiche sul global warming siano molto dubbie. Non si sa se il mare si sta alzando, se i gas serra dipendono dall'industria, se gli obiettivi di Kyoto sono significativi. Il che è normale dal punto di vista scientifico. si lavora per ipotesi, si cercano dati, si provano soluzioni. Non si arriva a certezze se non raramente. Ma mi pare che il dubbio non passi dal punto di vista mediatico. E dunque le ipotesi preliminari di una parte degli scienziati diventano catastrofismo ideologico. Accetto dunque la critica alla formulazione del mio post. E me ne scuso sinceramente. Spero di avere chiarito con questa risposta."

Vorrei aggiungere qui alcune considerazioni.

Malthus e il Club di Roma hanno avuto un'importanza significativa nella creazione di una consapevolezza sulla limitatezza delle risorse naturali e il suo effetto sulla riduzione della crescita demografica ed economica di lungo termine.

Il global warming è una delle molte diramazioni di questo pensiero.

Se questo genere di argomenti sono trattati con attenzione dal punto di vista della ricerca, il loro apporto costruttivo è significativo e creativo. Ma si prestano a strumentalizzazioni (come le altre forme di scienza politicizzata di cui ho parlato nel post precedente).

Proprio perché inducono a ritenere che una catastrofe sia imminente, riescono a dare un senso di profonda inquietudine nella popolazione che si traduce in consenso attorno a decisioni politiche importanti. Ma il catastrofismo tende a generare anche scetticismo: molti pensano che, poiché alla fine le catastrofi annunciate non si verificano, tutto il discorso sia poco credibile.

Preferisco le analisi che portano a consapevolezza delle conseguenze ambientali dello sviluppo, dettato dal mercato selvaggio o dal tecnodeterminismo. Queste tendono a generare una mentalità innovativa senza effetti collaterali: cioè senza alimentare nel contempo lo scetticismo.

Non voglio aggiungere una grande quantità di citazioni. Solo un paio.

Hadley Centre

Emmanuel Le Roy Ladurie, "Tempo di festa, tempo di carestia. Storia del clima dall'anno mille", Einaudi, Torino, 1982.

Grazie a Luca Conti per l'attenzione e la critica costruttiva.
1:19:07 PM    comment [];


Scienza politicizzata

State of Fear. Michael Crichton. Può piacere o meno, l'Autore di Congo, Jurassik Park, Timeline e molto altro... Ma riesce a costruire romanzi con un'idea che resta.

In State of Fear l'idea è: nella società dell'informazione, la scienza è politicizzata e strumentalizzata. E questo produce catastrofi.

Quali sono le scienze palesemente politicizzate? Ecco la mia lista di cinque:

1. L'economia iper-liberista: fatta solo di deregolamentazione, privatizzazioni e condoni (da Walras a Tremonti).

2. La scienza catastrofista: quella che annuncia un'apocalisse ambientale imminente estrapolando da pochi e incerti dati per arrivare a previsioni plurisecolari (da Malthus al global warming).

3. La scienza salutista: quella che studia come imporre comportamenti spiacevoli di ogni genere alla popolazione urbana ormai priva di una cultura della vita quotidiana che non sia artificialmente indotta dai media (oggi, riaggiornata, controlla la situazione imponendo comportamenti abbastanza piacevoli).

4. Tecnocentrismo: più che una scienza è una proiezione delle ultime novità tecnologiche fatta in modo da far credere che la tecnologia determini il futuro (ne abbiamo viste tante in proposito...).

5. L'economia della crescita: quella che dice che se il Pil aumenta tutto si aggiusta (intanto gli operai della Fiat si preoccupano, i ragazzi con il contratto precario non possono prendere un mutuo, i pensionati si angosciano e chi lavora sul serio rinuncia al tempo da dedicare a qualunque cosa non sia il lavoro)

Ovviamente, la seconda esiste perché esiste la prima. Malthus e i suoi seguaci reagiscono al mostro liberista scatenato. La prima è più grave della seconda. Ma la seconda è più sorprendente...
9:18:18 AM    comment [];



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