Prodi ha sbagliato. Ma non perché non capisce: il suo è un rischio consapevole
Massimo Mantellini torna giustamente sulla frase - sbagliata e infelice - di Romano Prodi. E con la consueta serietà propone le prime righe di un programma di lavoro. Beppe Caravita ci ha messo le sue parole appassionate. Hanno ragione: la questione va ripresa.
Vorrei contribuire con tre punti veloci. Poi magari ci torniamo con più calma.
1. Innanzitutto un dato fondamentale. Quando parla, Prodi si capisce benissimo. Quando si legge una trascrizione di quello che ha detto non ci si capisce niente. Lo so per esperienza: ho scritto un libretto tratto da una serata con Romano Prodi. Mentre parlava ho preso appunti e mi era tutto chiaro. Poi li ho confrontati con la trascrizione. Era incredibile! Nella trascrizione si leggevano cose tipo: "ma insomma... perché il discorso dell'Europa... eh beh!... è un fatto eh?". Incomprensibile. Eppure ascoltandolo dal vivo lo si capisce. Quando parla, Prodi modula le sue parole con una sapiente varietà di toni, le accompagna con occhiate significative, aggiunge pause che consentono ai gesti di insinuare il loro significato...
2. Allora che cosa voleva dire esattamente quando ha accomunato Internet alla finanza e ai servizi e li ha contrapposti all'industria? Non ho ascoltato il professore, me lo posso solo immaginare. Ma se me lo immagino correttamente (visto che l'ho visto parlare un bel po' di volte) credo che la storia sia questa. Lui voleva dire: siamo qui con i Ds, gente che viene dall'industria, roba solida e concreta... per loro la parola industria è un concetto gratificante. E per stressare di più quell'idea di concretezza, Prodi ha pensato di contrapporre l'industria alle attività meno concrete e visibili. Prima di tutto, come ogni economista dopo l'industria ha pensato ai servizi. Poi alla finanza che sicuramente non piace ai ragazzi concreti di sinistra che si ricordano la bolla. Quale bolla? Beh quella di Internet. Tutto lì? Forse: io l'ho visto, Prodi, a Bruxelles, presentare il nuovo portale europeo di Tiscali, con Renato Soru. L'allora presidente della Commissione ha passato due ore con Soru e quattrocento persone a parlare bene di Internet e di quello che può fare di buono per l'informazione e l'economia.
3. Semplice contraddizione? No: probabilmente una scelta consapevole. Prodi sta dicendo che si torna al carbone altrimenti non abbiamo energia. Prodi vuole industria. E felicità. Si direbbe che voglia riportare un clima di sicurezza e calma al posto della frenesia degli ultimi tempi. E con questo approccio potrebbe riuscire a farsi ascoltare dalla parte degli italiani più penalizzati dal passaggio dalla società industriale a quella post-industriale. Ma in questo modo non rischia di perdersi i creativi? Quelli che generano le risorse strategiche del nuovo scenario potrebbero considerare Prodi vecchio e superato e staccare la spina dell'attenzione...
Se tutto questo è vero, Prodi sta rischiando coscientemente. Il professore ci prende, di solito. Ma di fronte questa volta non ha l'avversario bastonato dell'altra volta. Questa volta ha un sistema di potere messo su in fretta ma molto capillare. E ha bisogno di tutti. Sarebbe meglio che avesse anche i creativi con lui.
7:06:35 PM
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