Il saluto di Pistorio: capitano sensibile, capitalista illuminato
Ho appena rivisto per l'ennesima volta Pasquale Pistorio. Il capo della Stm è un mito del management. Il calore, la convinzione e la semplicità con la quale spiega le sue idee ne fanno un leader carismatico.
Ora lascia l'azienda che ha portato da 3.500 a 50.000 dipendenti e che ha trasformato in un grande protagonista dell'industria dei semiconduttori globale, che cresce in Francia, Italia, America e Asia, presente con attività di qualità in moltissimi luoghi comprese Catania, Singapore, Malaysia, India, riuscendo nello stesso tempo ad abbassare costantemente il consumo energetico e le emissioni nette connesse alla produzione.
Un analista della Merrill Lynch qui a Parigi, dove sono stati presentati i risultati finanziari dell'ultimo trimestre, ha detto: "Ci mancherà".
Forse però lo sentiremo ancora parlare. Va in pensione ma si occuperà di Confindustria, Fiat e diverse attività legate all'ambiente, allo high tech e allo sviluppo.
Tra le mille cose che vorrei riportare di oggi eccone alcune:
"Le aziende sane dal punto di vista ambientale fanno più profitti delle altre".
"La Fiat? Lo stato deve occuparsi di creare le condizioni per la competitività. Poi devono essere le aziende a saper superare le sfide".
"Chi è già nel nucleare ne trae vantaggio in questo momento. Ma secondo me per l'Italia è troppo tardi per entrare nel nucleare. E' troppo costoso. Soprattutto per la gestione delle scorie".
3:30:46 PM
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