In presa diretta: Di Pietro commenta Forleo per questo blog
Ho incontrato Antonio Di Pietro all'aeroporto di Roma. Superando la mia naturale ritrosia gli ho chiesto quale fosse la sua opinione sulla questione della settimana: la sentenza del gup di Milano, Clementina Forleo, che ha deciso a favore degli imputati accusati di associazione terroristica.
Mi ha guardato con occhi buoni, con l'aria di chi dice, lo so che credi di disturbare uno che se ne sta qua a leggere il giornale mentre aspetta l'aereo. E invece mi fa piacere dirti quello che penso di questa storia.
Antonio Di Pietro dice in sintesi:
- dal punto di vista giuridico la decisione è corretta
- ma nasce da un'interpretazione sbagliata della legge
- io avrei deciso in modo molto diverso
- chi ha torto in maniera completa è il ministro della Giustizia, Roberto Castelli.
Ecco gli argomenti di Di Pietro:
"L'articolo 270 bis del codice penale, che punisce l'associazione terroristica, si presta a diverse interpretazioni. Con quale certezza si può dire che chi fornisce, per esempio, passaporti ai terroristi è anche lui terrorista? Se questo è vero, si può decidere per un'interpretazione o per un'altra. Il che significa che, giuridicamente, la sentenza è corretta."
"Ma è sbagliata secondo me e io non l'avrei emessa in quel modo", prosegue Di Pietro, "perché l'interpretazione deve anche tener conto del momento storico. In questo momento occorre dare un segnale forte contro il terrorismo. Ed è quello che si doveva fare anche in questo caso, scegliendo l'interpretazione più dura contro gli imputati."
"Chi sbaglia del tutto è Castelli. Non si mandano gli ispettori a seguito di una sentenza. Se non si è d'accordo con la sentenza si va in appello e poi in Cassazione. Ma non è il governo che interviene direttamente sulle decisioni di un giudice."
Mi pare un'idea equilibrata. Lo so, non me ne intendo più di tanto di diritto. Ma ho l'impressione di poter credere a Di Pietro in questo caso.
7:36:43 PM
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