Nel Veneto che innova: l’ipotesi della produttività inclusiva dell’Ocse

Nel Veneto che innova: l’ipotesi della produttività inclusiva dell’Ocse

Un passaggio a Nord-Est può dare energia. Il Veneto innova. I suoi imprenditori sviluppano una loro cultura dell’innovazione. Diversa da quella degli americani, dei tedeschi, capace di generare valore e risultati. Con aziende piccole sulla scala globale, ma grandi sulla scala della qualità. Una ricerca dell’Ocse può servire alla consapevolezza dell’ecosistema dell’innovazione veneto e, generalizzando, italiano.

L’Ocse ha proposto uno studio empiricamente robusto sulla relazione tra politiche di inclusione e miglioramento della produttività (The Productivity-Inclusiveness Nexus).

In pratica contesta l’approccio concentrato sui poli dell’innovazione come separati dal resto del mondo. Propone che l’innovazione può generare davvero un miglioramento della produttività solo in presenza di politiche orientate all’inclusione anche di territori e strati sociali meno naturalmente attivi e protagonisti dell’innovazione.

Tra l’altro, la connessione tra chi vince con la trasformazione e chi può essere incluso nel miglioramento è in effetti l’unica strada per evitare che la somma dei perdenti superi quella dei vincenti: e di conseguenza per evitare che l’alleanza dei perdenti (ex privilegiati ed esclusi tradizionali) diventi maggioritaria per interdire ai vincenti la traiettoria che li stacca sempre di più dal resto della società.

In questo senso, una buona maturazione meritocratica del sistema va insieme con una consapevole politica inclusiva. Libertà, uguaglianza e fratellanza, in fondo, da molto tempo sono connesse.

Il Veneto, queste cose, le sa. A modo suo.

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