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“Tanti auguri a te”: la liberazione

L’editore di musica Warner/Chappell aveva per tanto tempo fatto pagare le royalty a chi cantava in pubblico “happy birthday”. Ora deve restituire 14 milioni. Quel copyright non vale (anche se la vicenda legale non è del tutto terminata). La canzone è di pubblico dominio (ArsTechnica). Per una volta, in questa materia, la ragionevolezza prevale.

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Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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