Apple, la Cina e un’idea per fare finanza orientata al lungo termine

Ieri, mentre le borse crollavano, Tim Cook è intervenuto per dire agli investitori che la Apple continua a crescere in Cina. Questo ha fatto riguadagnare alla capitalizzazione della Apple circa 80 miliardi (Reuters).

Evidentemente la Apple perdeva molto in borsa perché gli investitori non sapevano se la crisi cinese faceva perdere fatturato e utili alla Apple. Una volta informati in materia hanno ripreso a investire su Apple, superando la gabbia del breve termine nella quale si erano chiusi.

Ogni azienda ben gestita sa giorno per giorno come va sul mercato. Eppure offre informazioni circostanziate al mercato finanziario soltanto una volta ogni tre mesi. Questo produce un effetto negativo importante: tutto si gioca in quei tre mesi, tutto il resto del tempo è in mano alla “speculazione”, cioè alla previsione e alla stima di dati che non sono comunicati. Per le aziende significa che si concentrano sulla qualità dei dati da comunicare ogni tre mesi e abbassano il livello di visione strategica. Se quello che conta è quello che racconto tra tre mesi perché dovrei preoccuparmi di quello che succede tra tre anni?

Si è data la colpa della riduzione della visione di lungo termine delle imprese al passaggio dalle comunicazioni annuali a quelle trimestrali. Ma non si torna indietro. Anzi si potrebbe andare avanti: che cosa succederebbe se le aziende dessero informazioni di bilancio complete tutti i giorni? Invece di avere una scadenza ravvicinata, in effetti, non avrebbero nessuna scadenza. Potrebbero tornare a concentrarsi sul lungo termine.

(È solo un’idea… Chissà che cosa ne pensano i commentatori…).

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