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Cambiamento climatico, tra cibo ed energia

Due comunicati, da Barilla ed Edison, parlano di cambiamento climatico.

 

1. Cibo. Fondazione Barilla:

Nel 2050, 25 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni saranno malnutriti a causa degli effetti del cambiamento climatico:  l’equivalente del numero di tutti bambini della stessa età di Stati Uniti e Canada. E in Occidente il consumo di alimenti provoca circa il 30% delle emissioni di gas serra, dovuto alla carne  per il 12% , ai prodotti lattiero caseari per il 5%, a quelli ortofrutticoli per il 2% e a cerali e derivati per l’1% delle emissioni complessive.

Per questo la filiera agroalimentare è stata coinvolta nelle politiche per la lotta al cambiamento climatico. Una scelta quanto mai significativa nell’anno di Expo Milano 2015 e del COP21 di Parigi, eventi da cui usciranno indicazioni fondamentali per un futuro sostenibile.

In occasione del World Population Day che ricorre domani, 11 luglio, la Fondazione BCFN presenta i nuovi dati che confermano la validità della Doppia Piramide nutrizionale e ambientale, il modello che mette a confronto la salubrità e la sostenibilità dei diversi alimenti.  Lo studio completo è disponibile al questo link.

“Oggi sappiamo che il comparto agroalimentare è uno tra quelli con l’impatto ambientale più rilevante – afferma Guido Barilla, Presidente della Fondazione Barilla BCFN – Inoltre, secondo il modello della Doppia Piramide alimentare e ambientale del BCFN, siamo consapevoli che gli alimenti dei quali i nutrizionisti consigliano un consumo più frequente sono proprio quelli che determinano meno emissioni di CO2, consumo di acqua e impronta ecologica. ll messaggio della Doppia Piramide vuole favorire una consapevolezza diffusa che il cibo rappresenta uno dei fattori rilevanti della sostenibilità globale: migliorare l’impatto che ha sull’ambiente e sulla salute deve essere una priorità per tutti gli attori della filiera agroalimentare. Dai governi, cui spetta il compito di proporre e attuare misure adeguate per garantire che tutti abbiano accesso a diete più sane e sostenibili; alle persone, che auspico siano sempre più attenti e sensibili e soprattutto messe nella condizione di poter scegliere in modo responsabile come mangiare”.

Ma mangiare sostenibile costa di più? In un momento di crisi è ancora più importante che un modello di alimentazione sostenibile sia anche alla portata di tutti. I dati dimostrano che mangiare meglio non significa spendere di più, soprattutto in Italia e nei paesi di area mediterranea.
La Fondazione BCFN ha analizzato i prezzi degli alimenti in differenti periodi dell’anno e su diverse città. Ecco i risultati delle rilevazioni fatte a Milano e Napoli (rispettivamente le due più grandi del Nord e del Sud), usando i prezzi medi del mese di aprile 2015. Il confronto è stato fatto fra 4 menu settimanali, tutti nutrizionalmente bilanciati, ma con diversa presenza di proteine di origine animale.

Tipo di dieta (calcolo su una settimana di alimentazione) Costo a Milano Costo a Napoli
Menu con presenza prevalente di proteine animali € 43 € 34
Menu sostenibile, che comprende una quantità equilibrata di proteine animali (modello suggerito da BCFN) € 40 € 32
Menu vegetariano € 35 € 28
Menu vegano € 33 € 26

 

2. Energia. Edison:

A Palazzo Edison rappresentanti delle Istituzioni, dell’Unesco, del mondo della ricerca e delle associazioni ambientaliste e del settore industriale si confrontano sull’uso razionale ed efficiente dell’acqua.
Edison è parte attiva nel sostenere il dibattito e le riflessioni sul clima, soprattutto quest’anno in cui 196 Paesi si incontreranno a Parigi nell’ambito della 21^ Conferenza delle Parti sui cambiamenti climatici.

La tabella di marcia adottata dall’Unione Europea, la cosiddetta Roadmap Europea 2050, si prefigge di ridurre le emissioni di gas a effetto serra dell’80% e sviluppare un settore energetico sicuro, competitivo e a basse emissioni di carbonio.

Milano, 10 luglio 2015 – Edison ospita “La risorsa idrica e i cambiamenti climatici – impatti diretti e indiretti e le misure di adattamento”, il primo di un ciclo di tre seminari preparatori alla COP21, la Conferenza delle Parti sui cambiamenti climatici che si terrà dal 30 novembre all’11 dicembre a Parigi, con l’obiettivo di siglare un nuovo accordo, in sostituzione di quello di Kyoto del ‘97, sulle misure da adottare per ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera e contenere l’aumento della temperatura terrestre entro i due 2°C.

L’obiettivo prioritario dei 196 paesi della COP21 è quello di identificare politiche coerenti e globali per diminuire le emissioni di gas a effetto serra e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici che si ripercuotono anche sulla disponibilità e qualità dell’acqua, alterando le condizioni meteorologiche in termini di temperature, precipitazioni e portata dei fiumi. In quest’ottica saranno significative le misure che i paesi metteranno in campo per adattare i sistemi energetici nazionali e le infrastrutture idriche alle mutazioni climatiche.

Dopo il saluto introduttivo del sottosegretario di Stato Prof. Claudio De Vincenti e di Bruno Lescoeur, Amministratore Delegato di Edison, la giornata di lavori prevede due tavole rotonde. La prima, moderata da Roberto Potì, Executive vice president di Edison, approfondisce il tema dell’acqua nei settori di utilizzo e il modello istituzionale di riferimento; la seconda, moderata da Claude Nahon, Sustainable Development Senior vice president di EDF, evidenzia il contributo del mondo accademico e della ricerca alle innovazioni tecnologiche capaci di alleviare o ridurre gli effetti dei cambiamenti climatici sulla risorsa idrica.

Tra gli ospiti intervengono Guido Bortoni, presidente dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, Stella Bianchi, commissione ambiente della Camera dei Deputati, Mario Nova, direttore generale ambiente, energia e sviluppo sostenibile Regione Lombardia, Lucilla Minelli dell’Unesco, Guglielmo Lanzani, Direttore Center for Nano Science and Technology dell’Istituto Italiano di tecnologia, Federico Testa, commissario Enea, Chicco Testa, presidente di Assoelettrica, Antonio Boselli, presidente Confagricoltura Milano-Lodi, Giovanni Vallotti, presidente Utilitalia, Edoardo Zanchini, vice presidente Legambiente.

“I cambiamenti climatici e la disponibilità delle risorse sono temi intimamente legati al settore dell’energia, e vogliamo pertanto essere in prima fila nel prepararci al futuro in modo sostenibile” – dichiara Bruno Lescoeur, Amministratore Delegato di Edison “L’acqua è una fonte sostenibile a “emissioni zero” e il contributo della produzione idroelettrica è fondamentale nel percorso verso la de-carbonizzazione del settore elettrico ed energetico in generale”.

“L’obiettivo della transizione energetica è prioritario” – continua Lescoeur – “Ed Edison è in grado di offrire un mix di generazione particolarmente sostenibile basato sulle fonti rinnovabili e sul gas naturale, che garantiscono basse emissioni specifiche di CO2.”

Nel breve-medio termine il ruolo dell’idroelettrico è fondamentale nel mix di generazione rinnovabile per raggiungere gli obiettivi europei vincolanti al 2020 e per avviare il percorso verso quelli del 2030 che prevedono una riduzione del 40% delle emissioni di CO2 e un incremento delle fonti rinnovabili del 27% al livello europeo.

In Europa sono circa 90 i miliardi di metri cubi di acqua destinati alla produzione di energia elettrica (circa il 37% del totale disponibile), mentre i settori agricolo e industriale impiegano rispettivamente 74 e 31 miliardi di metri cubi. La restante parte è sfruttata per impieghi urbani (19%).

In Italia vengono impiegati circa 7 miliardi di metri cubi di acqua per la produzione di energia elettrica, che rappresenta il 13% del totale utilizzabile, mentre il settore industriale e quello urbano esprimono un fabbisogno equivalente che si attesta intorno al 18% dell’acqua utilizzabile. Il settore agricolo, invece, è quello che assorbe una maggiore quantità della risorsa idrica con il 46% della disponibilità.

Nel nostro Paese con l’idroelettrico, nel 2014, sono stati prodotti circa 59 TWh di elettricità, pari al 21% della produzione lorda di energia elettrica. L’acqua rappresenta la principale fonte di energia rinnovabile: sempre nel 2014 la sua quota nel mix di fonti rinnovabili è stata del 48% (mentre il fotovoltaico si attesta al 20% e l’eolico al 13%).

La gestione delle infrastrutture idroelettriche richiede una particolare attenzione per l’utilizzo ottimale delle risorse idriche compatibilmente con la biodiversità degli ecosistemi, ma anche in relazione alle misure di controllo e difesa del territorio dai dissesti idrogeologici.

Edison, che ha introdotto da oltre un secolo la produzione idroelettrica in Italia, custodisce una memoria storica senza pari in Europa nella gestione delle centrali idroelettriche ed è da sempre attenta ai temi ambientali e sociali.

Il ciclo di seminari per stimolare il confronto sulla sfida ai cambiamenti climatici anche in vista dell’evoluzione dei “negoziati sul clima” che porteranno alla COP21 di Parigi 2015 rientra nel ricco calendario di eventi “Edison Open 4EXPO”, che la società energetica dedica al Paese in occasione dei sei mesi dell’Esposizione Universale.

Il 2 ottobre si terrà il secondo incontro sulla “Geopolitica dei cambiamenti climatici” e il 15 ottobre il seminario dedicato a “La Regione Mediterranea e la sfida dei cambiamenti climatici”.

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