Unanimità per l’unità digitale d’Italia. Vittoria costituzionale di Quintarelli e Palmieri

È passato, all’unanimità, un emendamento all’art. 117.r della Costituzione dove si parla della divisione dei poteri tra Stato centrale ed enti locali a proposito del digitale. L’articolo dava competenza esclusiva allo Stato sul “coordinamento informatico dei dati della PA”. Solo dei dati, non dei processi o delle infrastrutture. Il che generava duplicazioni, scarsa interoperabilità e altri errori architetturali.

Stefano Quintarelli e Paolo Coppola hanno presentato un emendamento che semplificava la questione attribuendo allo Stato “il coordinamento informatico della PA”.

Era un emendamento destinato a soffocare nella macchina di approvazione di altre riforme costituzionali. Per la fretta di andare avanti, il governo spinge per eliminare ogni discussione non strettamente necessaria. Coppola deve obbedire. E si giunge alla discussione in aula. Il racconto di Quintarelli è emozionante. Annuncia il ritiro dell’emendamento motivandolo con il suo primo discorso alla Camera. Antonio Palmieri prende la parola e fa suo l’emendamento spiegandone le ragioni e dimostrando che riguarda una modifica davvero essenziale della distribuzione dei poteri. Gli altri gruppi parlamentari lo sostengono. Anche M5S. Addirittura la Lega. Alla fine anche il governo deve dedicare un momento di attenzione alla sostanza dell’emendamento e si accorge che non può non approvarlo. E l’emendamento passa all’unanimità.

Quintarelli ha visto la storia passare davanti ai suoi occhi e ne ha scritto una pagina. Gli altri deputati l’hanno letta al volo e uno dopo l’altro hanno firmato il loro contributo. Il Parlamento ha dimostrato il ruolo che merita. Il governo ha dimostrato che può anche cambiare idea quando è bene che lo faccia. La Costituzione migliora. E l’agenda digitale degli italiani si fa più unitaria. Da leggere il verbale della seduta. In attesa del racconto di Quintarelli cui va un grandissimo applauso!

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