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Il nostro Pil cresce. Un messaggio dalla Cina di Stefano Pierucci

Per la serie “Il nostro Pil è in crescita” ricevo e rilancio un pezzo dalla Cina di Stefano Pierucci, di Daxue Consulting.

Perchè è importante conoscere l’economia Cinese

All’interno del mercato mondiale, l’economia cinese riveste un ruolo in crescente evoluzione. Il volume degli investimenti cinesi all’estero sta rapidamente eguagliando l’impiego di capitali all’interno del paese ed entro i prossimi due anni lo stesso diventerà il più importante investitore nel mercato globale.

Le aziende pubbliche cinesi (国有企业, 国营企业), oggi in ascesa, da sempre rappresentano la principale finestra finanziaria sull’estero, aperta ai paesi in via di sviluppo con maggiore disponibilità di risorse naturali. Tali risorse, che costituiscono in parte ancora un’importante quota di portafoglio per le aziende cinesi, cedono tuttavia progressivamente il passo ad economie più sviluppate, su cui si concentrano più di due terzi degli investitori cinesi all’estero, i quali costruiscono attorno a tale obiettivo la propria business strategy.

Questo cambiamento si giustifica considerando il profilo storico dell’economia cinese. Per decenni la Cina è rimasta uno dei principali centri manifatturieri a basso costo, il cui monopolio è stato ultimamente minacciato dall’ingresso di altri paesi in via di sviluppo nello stesso mercato. Tale fenomeno ha reso necessario un rinnovamento dell’industria locale, convertita perciò al terziario ed all’Information Technology.

L’interesse cinese nel mercato estero si spiega inoltre alla luce del crescente accumularsi, in passato, di riserve monetarie, il quale ha attivato pressioni internazionali finalizzate a rendere il renminbi più flessibile e convertibile rispetto ad altre valute.

Attraverso decisivi processi di acquisizioni societarie all’estero e Joint Ventures per conto delle aziende statali, la Cina ha impiegato le riserve utili ad accrescere la propria conoscenza e presenza all’interno del mercato globale.

Le privatizzazioni su larga scala, realizzate dal Governo Centrale a partire dal 1992 e accresciute attraverso una stock therapy che ha permesso minori vincoli politici, sociali e strategici, hanno creato un ambiente favorevole anche per le aziende private ((私营企业, 民办企业), le quali possono operare ora in un mercato più competitivo.

Nel Marzo 2014, le aziende private hanno infatti rivelato una più alta profittabilità, con un incremento nel loro valore aggiunto dell’11.7%, contro il 4.5% di quelle pubbliche.

Quello a cui si assiste in Cina è una crescita senza precedenti, sostenuta da un tasso annuo controllato del 7.5% che garantisce i migliori standard di sviluppo per le nuove energie, le biotecnologie, l’IT e l’High-End Equipment Manufacturing.

Alcune illustri letterature hanno brillantemente decostruito il falso mito che riveste le economie in tardo sviluppo come la Cina, secondo cui tale ritardo rispetto alle controparti occidentali, che occupano lo stesso mercato da tempi considerevolmente superiori, definirebbe un grave svantaggio per lo sviluppo internazionale dell’imprenditoria locale.

Ai sensi di tale corrente di pensiero, i primi paesi ad essersi industrializzati sono invece coloro che più frequentemente incorrono in numerosi ostacoli, inevitabili per chi entra nel mercato per primo, mentre coloro che fanno il loro ingresso in un secondo momento, possono conseguire un successo economico notevole, come è avvenuto al Giappone ed alla Germania che, assorbendo e sfruttando sapientemente le ultime innovazioni tecnologiche, sono emerse libere dal c.d. bagaglio istituzionale accumulatosi negli anni.

Parlando di bagaglio istituzionale, il Governo Centrale cinese è stato in grado di ridurre il rapporto tra debito e Pil durante l’ultimo Piano Quinquennale (2011-2015) dal 33% nel 2011 fino al 22.4% nel 2014 con un tasso medio di circa -13% annuo.

Non vi è dubbio che sia necessaria una maggiore apertura ai mercati internazionali da parte dell’Europa.

Sotto il profilo del commercio estero, ciò è testimoniato dall’aumento significativo della domanda cinese di risorse e servizi all’estero che ha fatto crescere complessivamente il valore delle esportazioni europee in Cina del +15.8% dal 2009, in linea con il coinvolgimento del Paese nel mercato globale.

La Cina rappresenta quindi un’opportunità responsabile per la ripresa economica del mercato globale. Con un graduale ma persistente avvicinamento ad essa ed alla sua cultura millenaria, sarà possibile maturare una migliore consapevolezza esterna e aprirci allo scambio globale rendendo gli investimenti italiani all’estero più efficaci e sicuri.

Stefano Pierucci
Chinese Institutions and Business Development Consultant
Daxue Consulting

chinaCC

Foto di yezi9713 su Flickr in CC

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Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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