Google Glass. L’occhialeria italiana ci pensa?

Google Glass avanza. Il progetto si pone grandi problemi di design del software e prova soluzioni a getto continuo (Verge). Ma ci sono anche temi di design dello hardware. E poiché tra i più bravi costruttori di occhiali ci sono anche gli italiani, sorge spontanea una domanda: ci stanno pensando?

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7 Commenti su “Google Glass. L’occhialeria italiana ci pensa?

  1. Dal punto di vista industriale sembra un’opportunità da cogliere.
    Mi auguro solo che questo dispositivo – in un utilizzo continuativo – venga analizzato anche sotto il profilo della salute dell’utente: a prima vista (gioco di parole quasi involontario) mi sembra che imponga all’occhio continui cambi di messa a fuoco e distorsioni conseguenti.

  2. Si, saremo anche bravi a costruire gli occhiali, ma abbiamo qualche lacuna in quanto all’hardware. Aggiungerei inoltre che l’occhialeria italiana ha tanto successo perchè vengono acquistate e gestite con successo le licenze dei brand del lusso con tutto i loro set di valori intangibili. Se non erro sul mercato delle lenti a contatto, in qualche modo più “tecnologico” del classico occhiale, la posizione delle imprese italiane non è così dominante.

  3. In teoria dal 2007 Luxottica controlla Oakley, che avrebbe depositato molti brevetti relativi a occhiali per realtà aumentata e commercializza occhiali speciali http://www.oakley.com/airwave con head up display. Ne parlavano già nel 2011: http://www.luxottica.com/export/sites/default/it/media/media_coverage/media_coverage/2011_01_08_colin_baden_corriere.pdf .
    Ricordo che lo IED aveva avuto studenti con idee innovative molto interessanti su occhiali che sfruttino le possibilità della tecnologia come:
    http://vimeo.com/14968223 (occhiali sportivi con realtà aumentata)
    http://www.creazina.it/primo-piano/color-id-locchiale-del-futuro

    Ma non so rispondere alla ovvia domanda che ne consegue:
    in Italia come trovare spazio per chi immagina scenari di questo tipo?
    I video di EXPO 2015 come Smart City propongono da tempo l’uso di occhiali in realtà aumentata (nel 2009 senza immaginare gli occhiali avevo già suggerito di usare la realtà aumentata, per arricchire la visita degli orti planetari di informazioni ed immagini, ad esempio di altre fasi delle coltivazioni, come alcune app anche italiane realizzavano per il foro romano ed altri scenari turistici) speriamo che le tecnologie HW e SW utilizzate abbiano anche un contributo italiano…

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