Editoria scolastica, avanti senza fretta

E dunque, grazie a Mante, si nota una mancata novità nell’editoria scolastica. Come richiesto con energia dall’Aie, non senza motivi rispettabili, ci sarà ancora tempo per riformare i testi scolastici. La rivoluzioncina italiana non parte nel settembre 2013. È rimandata. Inutile domandarsi se la prudenza governativa sia una scelta o un obbligo durante una campagna elettorale.

Il punto è che la scuola fatica a rinnovarsi. Senza una sorta di roadmap forte e chiara, con tappe precise e incisive, le forze della conservazione continueranno la strategia del muro di gomma. Ne conseguirà che la parte innovativa della scuola continuerà ad avanzare con pochi mezzi e tanta capacità, mentre la parte che tira a campare e a salvaguardare le posizioni di rendita non avrà motivo di preoccuparsi: i ragazzi che avranno la fortuna di partecipare a scuole innovative andranno molto più avanti dei loro coetanei meno fortunati. Aumenterà il learning divide.

Se non sarà il 2013, che sia il 2014. Ma mentre il mondo va avanti e una parte importante d’Italia langue, i docenti e gli studenti che innovano costruiscono esempi e soluzioni che faranno sempre più concorrenza allo strumentario tradizionale della didattica. L’editoria scolastica non si salverà solo ritardando le riforme.

Vedi anche
L’ampiezza del tema della scuola digitale
Scuola, generatore di futuro. Conversazioni
Scuola, la grande trasformazione. Mimi Ito e il learning divide

Articoli Correlati

  • 13/02/2013 Istruzione: uno strano italico particolare della ricerca Talis sulle opinioni degli insegnanti L'Ocse porta avanti una survey sulla qualità dell'insegnamento e le sue conseguenze sullo sviluppo (Talis Oecd). Nella pubblicazione Education Today 2013, nella quale sono riportati anche alcuni ri...
  • 15/11/2012 Dalla scuola autoreferenziale all’educazione visionaria Antoine Compagnon, storico della letteratura al Collège de France, ha dedicato uno dei suoi corsi all’anno 1966 (da ascoltare il podcast). E ha magistralmente mostrato come le riforme della scuola ...
  • 08/05/2014 Chiose alla frontiera dell’istruzione informale Un precedente post dedicato alla progettazione dell'istruzione informale è stato commentato in modo profondamente istruttivo: grazie a Marco, Maurizio, Piero, Annamaria, Paolo, Alessandro. Ci torni...
  • 12/05/2014 Memo scuola Una serie di slide che riassume i temi della ricerca sulla scuola del futuro. Dalla preparazione a un futuro imprevedibile alla riconfigurazione del sistema educativo. Con una convinzione: prima la...
  • 11/04/2014 Educatori chiedono di essere educati Ricevo questo comunicato e lo condivido: Comunicato Stampa Scuola digitale, gli insegnanti chiedono più formazione Più formazione per l’uso delle ICT nel mondo della scuola. È la richiesta dei...
  • 22/08/2013 Facebook mobile e la scuola in Italia Secondo i dati di Vincos, 10 milioni di italiani si collegano ogni giorno in mobilità a Facebook. Erano molti meno ad aprile. Più in generale, Vincos osserva una nuova accelerazione di Facebook in ...

6 Commenti su “Editoria scolastica, avanti senza fretta

  1. Secondo me la vera questione non è cartaceo vs. digitale, ma libro di testo si vs. libro di testo no. La mia risposta è LdT no, magari solo “libro” (magari digitale). Il LdT rassicura gli insegnanti e li inchioda ad una didattica per nulla innovativa. Paradossalmente, il digitale (che per me è un dovere, anche a scuola) a volte maschera l’assenza di innovazione didattica autentica. Non basta dire “digitale” o “tecnologie” per avere innovazione a scuola. Qui una riflessione un po’ più ampia http://www.giannimarconato.it/2013/01/i-libri-di-testo-servono/

  2. Io credo che l’adozione e l’introduzione dei tablet come strumento didattico poss favorire una rivoluzione dell’impianto formativo molto di più che la semplice “conversione” dei libri di testo in ebook. L’utilizzo dei social media, degli enhanced ebook, text ebook, le app possono innovare seriamente il modo in cui il sapere viene creato oltre che condiviso.
    Credo che alla scuola italiana serva un progetto ambizioso che possa andare ormai anche oltre l’editoria scolastica digitale, che con tutti questi ritardi rischia persino di sembrare “anacronistica”.

  3. Dal mio punto di vista, ovviamente non imparziale, non credo che il punto della questione dell’editoria scolastica sia digitale vs. cartaceo, e nemmeno libro di testo si’ o no.
    Il punto cruciale, da editore, mi pare sia contenuto chiuso vs. contenuto aperto.
    E’ il passaggio al contenuto aperto che i colleghi editori scolastici dell’AIE non vogliono (Garamond è uscita dall’AIE due anni fa proprio per questa radicale divergenza) e per questo ad esempio non partecipano ai progetti di innovazione recentemente promossi dallo stesso Ministero.
    Non si vuole riconoscere che il digitale e la rete implicano la rinuncia alla qualifica proprietaria del sapere didattico (un vero non-senso, soprattutto quando il contenuto è svincolato dal supporto), e l’avvio di una nuova era del mestiere editoriale, basato sulla conoscenza come bene comune, sulla costruzione collaborativa del sapere e sulla valorizzazione dei beni realmente scarsi online: l’attenzione, la reputazione e la capaità di generare e gestire comunità di pratica e di apprendimento.

  4. I sondaggi commissionati dai politici e dai loro lacche’ puzzano di broglio lontano un chilometro, siccome vengono utilizzati a fini propagandistici, noi, in linea con l’idea che la rete non mente e che difficilmente può essere imbavagliata o condizionata, abbiamo pensato di partire con l’esperimento dei sondaggi online, scegliendo il metodo del voto-unico associato all’account facebook che per molti motivi che non voglio discutere in questo commento rende molto difficile i voti multipli che falsano gli altri sondaggi on-line.In italia gli utenti FB sono 20 mil. su 57 in continuo aumento e rappresentano 1/3 della popolazione e rappresentano bene o male tutta la società.Se questo esperimento funzionerà (lo sapremo a febbraio) avremo un’altro strumento utile e libero che non potra altro che far bene alla democrazia. L’importante ora non sono i like che date alla pagina, ma il numero di votanti, quindi vi chiediamo di aiutarci e condividere con gli amici, grazie a tutti. http://www.nalsystem.com/stats/?p=25

Add Comment Register



Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>