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Turismo: viaggiatori, lavoro, innovazione

Roberta Milano ha ragione a sottolineare la necessità di una maggiore attenzione al turismo nella progettazione della nuova Italia economica, sperando che qualcosa del genere sia nei progetti di qualcuno. I viaggiatori sono ricchezza culturale per i loro luoghi di origine e per i territori che li accolgono. Sono lavoro per un sacco di gente. E, oggi, sono un motivo di innovazione straordinario.

Usciamo da un’epoca in cui il turismo era spostarsi da un posto all’altro per consumare servizi di svago. Il viaggio è molto di più. È esperienza culturale, esistenziale. E ha ricadute molto più ampie di quelle dirette. Compreso il fatto che alimenta l’energia delle persone che non cessano di pensare a come potrebbero innovare la tecnologia e la pratica di ciò che a loro interessa.

Lookals è un’idea in progress con un concetto apparentemente molto sensato, pensato per servire allo scambio culturale – e di conseguenza economico – tra i viaggiatori e chi li accoglie. Ne accenna oggi Marco Vismara il fondatore, che ha deciso di lavorare da Berlino. E rilancia il suo partner Meedori che lavora da Catania. Ovviamente, queste indiscrezioni sulle startup in preparazione sono molte. Speriamo che la realtà funzionante sia all’altezza delle aspettative.

Ma il punto è che l’Italia non ha solo una vocazione turistica. Ha una grande vitalità di iniziative culturali, è popolata di persone che nonostante tutto innovano, ha bisogno di riqualificarsi. Il turismo non è solo un settore economico. È una dimensione dell’economia della conoscenza nella quale gli italiani potrebbero giocare per la leadership. Ma per cogliere questa opportunità occorre prima di tutto vederla.

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Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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