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Day July 18, 2012

Se non ce n’eravamo accorti… Apple v. Ibm

Se non ce n’eravamo accorti, vale la pena di notarlo: Fortune 500 mostra che la Apple è diventata più grande dell’Ibm anche in termini di fatturato. Sono passati 28 anni dal fatidico 1984. Oggi la Apple fattura 108 miliardi contro i 107 dell’Ibm.

La banda larga è quasi il doppio più mobile che fissa nell’Ocse

L’Ocse ha rilasciato i suoi dati sul numero di abbonamenti all’internet in banda larga nei paesi aderenti: 314 milioni sul fisso e 667 milioni sul mobile. Sul fisso è in testa la Svizzera. Sul mobile la Corea. (Broadband Oecd)

Un’inchiesta mondiale sul traffico di tessuti umani

Il traffico illegale di cadaveri e tessuti umani per trapianti, operazioni di chiurgia plastica, interventi dentistici e altro. I tessuti e gli organi donati dai parenti delle persone defunte vengono venduti per accumulare profitti illeciti e profondamente ingiusti.

Un gruppo di giornalisti ha lavorato per otto mesi in undici paesi e ha scoperto che ci sono aziende, anche quotate in borsa, europee, canadesi, cinesi, indiane, brasiliane e di altri paesi, che trattano i tessuti ottenuti dai cadaveri in un network multinazionale.

I primi risultati dell’inchiesta sono su Icij: Skin and bone.

L’enorme inchiesta è stata presentata ieri a Google Ideas Info, l’iniziativa pensata per contrastare le attività di rete illegali, il cui fatturato è gigantesco e la cui immoralità dimostra come la diffusione di una cultura completamente concentrata sulla finanza e sul denaro, aiutata dalle reti, abbia conseguenze enormi.

Scienza aperta in Europa

La Commissione europea ha deciso una serie di misure per aumentare l’apertura dell’accesso alle ricerche scientifiche finanziate con denaro pubblico in Europa. A partire dalle ricerche finanziate dalla Commissione stessa. (vedi il comunicato)

Tutto questo nel quadro dell’assurdo sistema attuale per cui il denaro pubblico finanzia molta parte della ricerca che poi viene pubblicata su giornali privati e molto costosi per accedere ai quali le biblioteche (spesso pubbliche) e i laboratori (spesso pubblici) devono spendere altro denaro.

La ricerca genera conoscenza il cui valore è proprio nella possibilità di ricombinarla con altra conoscenza. Le barriere frenano la ricerca e l’innovazione. In questo caso in modo sempre meno comprensibile. La Commissione è entrata dunque in gioco. Con buone ragioni.

Ecco quello che aveva detto in proposito Philip Campbell, direttore di Nature, su questo blog, qualche settimana fa. Vedi anche un articolo dell’Economist sull’argomento.