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Day June 19, 2012

Renzi, rete digitale, attivismo e dissidenza

Come si accennava, ieri alla Fondazione Robert Kennedy, Matteo Renzi ha spiegato l’idea di destinare un ampio spazio delle Murate, ristrutturate e riaperte, agli attivisti e ai dissidenti che combattono per la libertà e la democrazia in tutti i paesi del mondo. La rete ha abilitato e accelerato le attività di informazione, organizzazione, protesta, rivolta, attivismo a sostegno di campagne di ogni genere. Ma di certo non basta. La politica è questione molto più complessa e le iniziative di liberazione sono diverse nei diversi territori, alla luce delle diverse storie. I dissidenti e gli attivisti possono aver bisogno di sostegno, networking, luoghi di discussione e persino istruzioni per l’utilizzo sicuro della rete. Ma la soluzione non può essere uguale per tutti. E così si sta strutturando il lavoro alle Murate.

Ogni caso va studiato. Giustamente al workshop di questi giorni, la Fondazione ha invitato Ushahidi, un’esperienza che ha dimostrato come si possa facilitare uno scambio capillare di informazioni tra le persone che vivono in un territorio e hanno la possibilità di comunicare anche solo con un sms. Naturalmente, non mancavano i testimoni delle vicende della primavera araba in Tunisia e l’Egitto: casi di organizzazione della protesta e della ribellione contro un regime autoritario, ma dove il risultato del processo di democratizzazione è tutt’altro che acquisito. Bisogna poi tener presente che la dissidenza è un enorme rischio personale per chi vive in molti paesi autoritari, dall’Iran al Sudan, dalla Georgia alla Bielorussia e ovviamente, anche se in modo diverso, in Cina: in quei paesi, le difficoltà degli attivisti sono spesso quelle dei dissidenti clandestini che si nascondono dalla politica repressiva del governo e che con coraggio incredibile usano ogni mezzo per diffondere idee e informazioni di libertà.

È assolutamente necessario che non si lancino iniziative che, nell’intento di aiutare i dissidenti, di fatto aumentino i loro rischi: ne sono consapevoli alla Fondazione e alle Murate. L’elaborazione delle attività che si svolgeranno alle Murate è in corso, con grande consapevolezza intorno alla delicatezza del lavoro che si deve fare per non lasciare soli coloro che combattono per la libertà e l’informazione nel mondo. Tutti i suggerimenti saranno benvenuti.

Vendola, banda larga e politica territoriale

Niki Vendola spiega alla task force sulle startup i risultati della sua politica pugliese. Banda larga ovunque. Innovazione nella gestione della giustizia a base digitale. Rete sanitaria sofisticata: adottato il metodo del precommercial procurement per fare una connettività dedicata alla sanità pugliese costruita non sulla base del prodotto preconfezionato dalle grandi aziende fornitrici con risparmi di un ordine di grandezza. E sviluppo fondato sulla logica del distretto di filiera, con meccanica e meccatronica, per esempio, nanotecnologie, energia e fonti rinnovabili, high tech nell’agroalimentare. Attirando anche multinazionali straniere («compresa la Fiat»). Siamo a una crescita dell’export a due cifre. Politiche culturali e giovanili immaginate come riqualificazione di luoghi, contenitori, snodi della città che diventano propulsori di attività e sviluppo. Film, musica, spettacolo, non con una logica di localismo, ma con una logica di professionalizzazione e cosmopolitismo. Attività come quella di Bollenti Spiriti ispirati a un modello completamente contrario di quello che vediamo tutti i giorni in televisione.

Tutto si può discutere. E una politica è tema da discutere per definizione. Ma una visione di politica territoriale coerente e comprensibile, spiegata in dieci minuti con passione e chiarezza, porta la discussione a un livello più avanzato.