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Day April 2, 2012

Riassumendo sull’Edicola Italiana

Non è che si sappia moltissimo dell’Edicola Italiana, la piattaforma che Sole 24 Ore (l’editore per il quale lavoro), Mondadori, Espresso, Rcs, hanno deciso di creare per vendere i giornali ai lettori italiani, indipendentemente dal device che usano e dai negozi americani che attualmente vanno per la maggiore nella distribuzione digitale (Apple, Google, Amazon, ecc). Ecco Repubblica, Punto Informatico e se ne parlava anche qui.

Strutturalmente si può immaginare che sarà organizzata in modo da abilitare chi usi iPhone, iPad, Kindle, Android, Microsoft/Nokia e altro a comprare i giornali. In questo senso è una novità positiva perché offre la possibilità di creare un’alternativa alle piattaforme integrate verticalmente delle compagnie americane. Non è chiarissimo come funzionerà dal punto di vista del prezzo che dovranno pagare i lettori anche se si può immaginare che sarà un po’ come la app del Kindle su iPhone e iPad: si compra e si paga via web e si usa via app… O webapp. Il prezzo sarà lo stesso o più basso? Per gli editori che non fanno parte della cordata la quota da pagare sarà il 30% di più o di meno? Ci saranno sfogliatori o anche giornali più evoluti sul piano della tecnologia (html5, ecc.)?

E’ chiaro che l’Edicola Italiana non vincerà, se vincerà, soltanto perché è italiana. Piuttosto, dovrebbe essere più completa, più comoda, più conveniente per lettori ed editori, di quanto non siano i vari AppStore attuali. E poi sarebbe un vantaggio se fosse orientata a favorire servizi integrati di archiviazione personalizzata, magari di condivisione, di flessibilità tecnologica… Un po’ di cloud, tanto per farsi delle idee immaginifiche. Un aggregatore per temi alla Flipboard sarebbe interessante, per combattere le rassegne stampa che non pagano quello che gli editori ritengono giusto, magari a un prezzo sensato per gli utenti… Insomma, di servizi in più se ne potrebbero inventare. Ma per ora, appunto, non si sa molto.

Comunque, le discussioni non mancano:
sul blog di Quintarelli
su Editoria Crossmediale
su iPadDevice
su Coltivatorediretto
Un post preventivo era qui.

Agcom – non passa giorno che non ci sia una richiesta di attenzione

Grande articolo di Giovanni Valentini sulla vicenda delle nomine Rai, Garante dati personali, Agcom (che oggi non trovo sulla versione online). La richiesta di trasparenza è sentita e giusta, dice Valentini. Non è antipolitica. Casomai è politica.

Una raccolta di firme è uscita su Firmiamo.it. I link alle altre prese di posizione in materia sono qui e qui.

La richiesta di consultazioni allargate per la prossima Agcom era anche qui.

Intanto, all’Agcom qualcuno si agita per far passare subito il nuovo regolamento sul copyright. Che cos’è: un modo per posizionarsi e acquistare meriti da parte di qualcuno? Oppure il segno della fretta di evitare il rischio che la composizione della prossima Agcom non sia tanto facile da gestire? (Stampa). Si segnala una posizione di Assoprovider.

Il colletto blu di Tim Cook

Tim Cook pensa diverso sulla qualità dell’organizzazione del lavoro nelle fabbriche Foxconn in Cina. Dopo mesi di polemiche, con veri e falsi allarmi, il nuovo capo della Apple visita le fabbriche e promette impegno per migliorare le condizioni di lavoro. Ricordando di essere stato un operaio in una cartiera e in una fabbrica di alluminio (NyTimes). Foxconn a sua volta si è impegnata nella stessa direzione (NyTimes). Nata da una campagna piuttosto controversa, la questione potrebbe portare a qualche novità significativa. La Apple è diventata la prima azienda tecnologica ad aver deciso di far parte della Fair Labor Association.