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Piattaforme italiane

L’innovazione degli italiani non manca, anche se dobbiamo parlarne meglio e di più. Forse è più orientata a realizzare nuovi prodotti e nuovi processi per produrli, risultati scientifici e tecnologie di nicchia, modernizzazione di produzioni tradizionali come alimentare, abbigliamento, arredamento, e poi naturalmente design… Con questa innovazione facciamo alto valore aggiunto con piccoli volumi. Forse però ci sentiamo deboli nell’innovazione strutturale, quella dove conta la capacità di fare rete e di organizzare piattaforme, quelle che fanno basso valore aggiunto ma alti volumi. E non mancano le ragioni per questo senso di inferiorità.

Eppure non c’è nessuna ragione per cui gli italiani non possano realizzare piattaforme in grado di conquistare successo internazionale.

Negli ultimi giorno ho incontrato Erik Lumer che ha realizzato a Milano con Giu D’Antonio e il suo team la piattaforma CircleMe. È un modo per trovarsi – con se stessi e con gli altri – intorno a interessi approfonditi, ispirandosi a libri, film e musica e altro. E c’è una feature che penso sia unica: si possono piantare ricordi documentati nei luoghi della città in modo che chi ci segue possa ritrovarli: TechCrounch, GigaOm, Mashable, TheNextWeb.

Intanto, Stefano Quintarelli sul suo blog ha annunciato la nascita di Edicola Italiana. Una piattaforma per la vendita dei giornali che servirà a tutti gli editori e consentirà al pubblico di comprare e leggere i giornali usando tutti i device. La piattaforma è fatta da un consorzio formato da Espresso, Sole 24 Ore, Mondadori, Rizzoli Corriere della Sera. La piattaforma sarà realizzata da un partner tecnologico indipendente.

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Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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