Tv e web: esperienza filter bubble

Esperienza filter bubble ieri al convegno sui rapporti tra tv e internet con i rappresentanti dei broadcaster italiani. Linguaggi e interessi diversi. La convergenza sarà forse tecnologica ma non è ancora culturale. Le preoccupazioni della Rai erano relative all’organizzazione interna, anche se Antonio Marano ha parlato a lungo delle iniziative della sua azienda nel mondo della rete. Gina Nieri di Mediaset ha fatto notare che i minuti passati alla tv sono ancora di un ordine di grandezza superiori ai minuti passati sui social network. E che il tema è avere una rete che rispetti il diritto d’autore. Laura Cioli di Sky ha dimostrato di comprendere il ruolo che la sua azienda può giocare per fertilizzare il mercato delle piccole e grandi aziende creative italiane. E Gianni Stella de la7 si è palesemente frenato dicendo che la sua azienda è concentrata sul risanamento del bilancio, quasi ultimato. Ha peraltro sottolineato l’inadeguatezza dell’auditel. 

Sono mancati accenni visionari e ce ne sarebbe stato forse il motivo vista la grande trasformazione attraversata dal sistema dei media. Ma forse è dipeso dall’intervistatore, che probabilmente vive in una diversa filter bubble. Imperdonabile.

Comments

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  1. Nel termine “ancora” (per poco?) e nella preoccupazione monodirezionale per i diritto d’autore mi sembra che ci siano buona parte dei motivi per cui la tv tradizionale sta perdendo audience e attenzione

  2. Concordo! Anche se i motivi del calo della TV italiana sono diversi, e non solo riguardano la tecnologia, che senz’altro è uno degli aspetti rilevanti…
    Thomas

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