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Agenda digitale – 4 e rotti centesimi per abitante per megahertz

Nei paesi che hanno messo all’asta le frequenze per raccogliere il dividendo digitale il costo è stato ovunque di 4 virgola qualcosa centesimi di euro per abitante per megahertz. Lo ricorda Roberto Viola, segretario generale dell’Agcom al convegno di Business International sullo stato delle telecomunicazioni e i media digitali in Europa.

L’Italia è forte nella connessione mobile e debolissima nelle connessioni fisse, dice sempre Viola.

Il peggio: il 41% degli italiani non ha mai usato internet, contro il 26% della media europea.

Quanti italiani generano contenuti su internet? Il 22% in europa, il 18,7% in Italia. Uno dei dati più alti. L’Italia è il secondo paese per uso di Facebook al mondo in rapporto alla popolazione.

Gli italiani sono i più alti al mondo per numero di imprese che usano la rete per mandare e ricevere fatture.

Agenda digitale per l’Italia (Viola):
aumentare le famiglie connesse del 20%
aumentare del 50% la velocità di connessione
aumentare del 30% gli utenti internet
aumentare del 15% il fatturato dell’ecommerce
aumentare del 30% l’ebusiness
aumentare del 10% l’epayment
ridurre del 20% l’analfabetismo digitale
diminuire del 5% la bolletta elettrica
diminuire del 3% i costi sanità
diminuire del 2% i costi della pubblica amministrazione
diminuire del 3% i costi della scuola
diminuire del 2% i costi della giustizia

Significherebbe aumentare al 5% del pil il contributo dell’economia che gira intorno a internet entro il 2015. Attualmente è al 2,5%: significa che internet può generare crescita significativa.

Anche grazie al fatto che partiamo da un punto tanto arretrato.

Gentiloni è un po’ deluso dell’attenzione dedicata dal governo all’agenda digitale. C’è qualcosa per il sud, ma non abbastanza. Ma è anche una responsabilità del parlamento portare più avanti l’agenda digitale. Che cosa si può fare, dice Gentiloni (riassumo al volo sperando di non sbagliare): aumentare le attività della pubblica amministrazione che funzionano solo con internet, semplificare le regole per gli investimenti in telecomunicazioni, stabilire tavoli di standardizzazione per le attività bancarie e per altri servizi privati, abbassare l’iva sull’ecommerce (abbiamo l’iva al 4% sugli oggetti allegati alle riviste di carta…). Non è un’agenda digitale, ma un insieme di misure che si possono portare avanti in questo periodo di maggioranza allargata e con questo strano governo.

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  • E’ evidente che in Italia chi ha la possibilità di accedere a internet lo usa e anche tanto. Siamo sorprendentemente avanti come cultura digitale e utilizzo dei social network ma purtroppo i soliti limiti strutturali impediscono al 41% di accedere a una connessione quantomeno decente.
    Non sono pero d’accordo sul fatto che l’Italia sia il secondo paese per penetrazione relativa di Facebook. Esistono paesi come l’Indonesia dove la penetrazione si aggira al 99%!!

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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