È evidente che al momento in alcuni settori ci sono più probabilità per la nascita di imprese. L'energia è forse uno di questi. La ricerca scientifica è certamente un buon generatore di idee di impresa. L'edilizia lo è sempre, a modo suo. Ma forse la dimensione economica che più probabilmente produce nuove imprese è il digitale: in ogni caso, è piuttosto provato che internet e la digitalizzazione dei settori tradizionali siano occasioni per innovazione anche radicale e dunque per opportunità di far partire nuove aziende.
Se nella roadmap per i prossimi anni non c'è spazio per un'agenda digitale, si tralasciano le migliori occasioni per la creazione di nuova occupazione.
Vedi anche:
Dov'è l'agenda digitale del governo?
I cinque capitalismi e la sfida italiana
Luca, qui dovremmo mettere i numeri nella prospettiva del totale dei nuovi posti di lavoro creati in USA.
Da un interessantissimo studio del premio Nobel Michael Spence (http://i.cfr.org/content/publications/attachments/CGS_WorkingPaper13_USEconomy.pdf) si evince che: "Over the period 1990-2008, 98% of the jobs created in the US were in the nontradable sector, with only 2% in the tradable sector."
(In sintesi per chi non conoscesse la distinzione, il nontradable sectors sono per esempio il settore difesa e sanità, il tradable il manufacturing e i servizi in generale.)
Ora, senza ridurre l'importanza delle startup nell'economia digitale, la nuova occupazione è purtroppo quasi tutta nei settori non esposti a concorrenza. Quindi forse il rapporto Kauffman si riferisce più a quel 2% rimanente che al resto.
Ciao.