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Come va la vita?

L’Ocse ha chiesto ai cittadini di mezzo mondo: «Come va la vita?»

E ha raccolto i dati nel rapporto How’s life? I dati riguardano la percentuale di persone che hanno dichiarato di avere emozioni più positive che negative in un giorno medio del 2010. Per Norvegia e Islanda i dati sono del 2008. Per Estonia, Israele, Svizzera e Sudafrica i dati sono del 2009.

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Le domande riguardavano 11 argomenti che definiscono la qualità della vita, dal reddito al lavoro, dalla casa alla salute, dall’educazione all’ambiente, dalle relazioni sociali all’impegno civile, dalla sicurezza personale alla qualità dell’amministrazione pubblica e al benessere soggettivo.

Gli italiani hanno risposto “bene, grazie” quasi nel 70% dei casi. Non sarebbe un brutto dato se non fosse che gli abitanti di quasi tutte le altre nazioni si sentivano percentualmente meglio. Persino i greci si sentivano meglio, l’anno scorso.

C’è da domandarsi: se gli italiani emigrassero in Danimarca starebbero meglio o abbasserebbero la percentuale danese?

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  • Gli italiani sono dei piagnoni.
    Il danese medio lavora come uno zombie (non parlano di calcio, figa, macchine o politica nemmeno in pausa pranzo), la sera va a sbronzarsi al pub, per recuperare, e se non ha una famiglia attorno si suicida, perchè per strada non cammina letteralmente un cane, e se vivi in un paesello capisci il significato della parola solitudine.
    Ergo nessun italiano sano di mente farebbe cambio con un danese.
    Ma siamo o non siamo la nazione del piagnisteo???

  • Si’, siamo piagnoni e’ vero, e trasferirci in massa in Danimarca servirebbe solo ad abbassare la percentuale danese. Ma continuare a sorprenderci che in un paese come la Danimarca la gente possa essere felice equivale a perpetrare dei luoghi comuni dello stesso livello di “i neri hanno il ritmo nel sangue”.
    Inoltre, il rapporto OECD contiene 11 categorie di indicatori, quasi tutti non basati su interviste. In categorie come l’educazione, il lavoro, il bilancio lavoro-vita personale, non siamo messi affatto bene. E dite che i danesi non hanno ragione di essere felici?

  • Vogliamo parlare di lavoro? Benissimo!
    In Danimarca lo stato ti aiuta a pagare l’affitto, ma appena i figli diventano maggiorenni e magari laureati, l’affitto ti si alza così i figlioli piuttosto si trovano un lavoro (qualunque) e vanno fuori dalle scatole.
    Se perdi il lavoro, prima lo perdi e basta (altro che decenni di cassa integrazione) e poi prendi il sussidio, ma se si libera un posto da riesumatore di cadaveri, e non lo accetti, ciao sussidio.
    Vaglielo a dire ai nostri professionisti del piagnisteo che hanno una laurea in lettere cartaginesi, o trofeologia (questa esiste davvero), e pretendono un posto (non un lavoro, che presuppone il lavorare) da dirigente, se no stanno a casa e vanno in piazza a rognare contro il governo perchè il lavoro QUALIFICATO non gli cade dal cielo…

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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