Kevin Kelly fa un post sulla possibilità che prima o poi (magari entro quest’anno, tipo in novembre) il Kindle venga dato da Amazon gratuitamente. In cambio dell’acquisto di un certo numero di libri, o per l’abbonamento al sistema di delivery privilegiato chiamato Prime, o con un altro bundle. Poco importa l’estrapolazione statistica (che comunque è suggestiva), da tempo il costo del Kindle scende. Interessante è pensare che scenda del tutto. A quel punto sarà solo questione di produrne e distribuirne, per creare un parco installato sul quale sviluppare un nuovo business gigantesco per libri elettronici. E altro…
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March 20, 2013 Publishing is a sort of dating platformJanuary 20, 2013 The fascinating history of OlivettiJanuary 13, 2013 Imagination and innovation. Edge and EconomistJanuary 8, 2013 Twitter and the Italian political élite -
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La métaphore et le numerique
Dans son article de 1948, Claude Shannon, théoricien du “bit”, établit une distinction entre l’”information” et le “sens”: la notion de “bit” ne s’applique pas au domaine du sens. continua...
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Territorio come piattaforma di sviluppo
Il territorio è come una rete e una piattaforma sulla quale si sviluppano attività, iniziative, startup. E come ogni piattaforma può essere aperto o chiuso, può avere un effetto frenante o può accelerare lo sviluppo, può essere dominato da pochi grandi poteri o essere competivo e creativo. E così via. Può anche essere modificato, pur con la lentezza che lo contraddistingue, anche in modo radicale. continua...
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Non tutti sono futuri imprenditori, ma…
Ci vuole equilibrio. Il terribile 36% di disoccupazione giovanile non si risolve con una ricetta facile. Chi la propone è un apprendista stregone. O un vero e proprio imbroglione. Ma è chiaro che il tema si affronta cercando di capire, a fronte delle strade che si chiudono, quali sono le strade che si aprono. Sicché molti pensano alla soluzione più radicale e promettente: se la grande impresa non assume, se lo stato non assume, i giovani si dovranno mettere in proprio. Già. Ma… continua...
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Editoria: una storia da scrivere
La trama si infittisce. Nella città dei libri la tensione è alle stelle. I protagonisti leggono con attenzione le notizie. L’Antitrust americana ha preso di mira un accordo tra Apple e quattro editori che si sarebbero accordati per alzare il prezzo dei libri elettronici e quindi altri editori si stanno accordando con Amazon per abbassare di nuovo i prezzi dei libri per il Kindle (BusinessWeek). Ma le autorità... continua...
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L'intelligenza delle smart city
“We shape our buildings; thereafter they shape us”. Queste citazioni che si trovano decontestualizzate su internet non sono una sicurezza dal punto di vista filologico. Ma questa citazione di Winston Churchill vale la pena di essere ripetuta. Perché introduce il tema delle smart city nel modo più ambizioso: siamo noi che diamo la forma ai nostri edifici, ma sono gli edifici che poi modellano la nostra vita e la nostra cultura. continua...
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The case for an Italian rebellion
The case for an Italian rebellion is not insane. I had the chance to speak with many foreign observers, recently, and I found that an Italian rebellion is considered a real option.An Italian rebellion? Other Mediterranean countries have done just so, lately. Tunisia and Egypt, for example, have chosen to rebel against their dictators and the world has appreciated. Considering the Italian political situation as a sort of authoritarian regime and thinking that it is not reformable through the normal democratic process, one is lead to think that the rebellion is the only possible solution. In that mindset, if Italians rebel, they demonstrate their democratic will and maturity. If they don't rebel, they show they are anything between accomplices and weak victims of the head of their government and his power system. If Italians will rebel, they will free themselves from the shame of accepting a very doubtful sort of democratic government, the consequences of which are dangerous for themselves and the world. That's the option. But it is not happening.
Why?
continua... (21 commenti al 9 ottobre)Il seguito in italiano: con molti commenti
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Sul prossimo futuro di Nòva
Ogni cambiamento suscita timori e ravviva speranze. Vale anche per Nòva. I timori sono comprensibili. Ma le speranze non devono essere tradite.Le notizie diffuse oggi dal Post sul cambiamento alla guida di Nòva, riprese da tantissime persone su Twitter e Facebook, sono state interpretate più dal lato dei timori. continua... (46 commenti al 18 giugno)
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Editori, tecnologia e pirati
E dunque sappiamo che l'effetto economico complessivo della pirateria non si riesce a misurare. Esistono migliaia di studi in proposito, ma gli studi davvero indipendenti dalle major e dagli editori non sono molti. Come si diceva il GAO dice che è impossibile sapere qual è la somma algebrica tra i pro e i contro per l'economia. Quello che sappiamo è che la tecnologia ha spiazzato gli editori tradizionali.. continua... (4 commenti al 5 luglio)
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AgCom, anti-piracy, worries... (en)
Italy is again at a crossroads about freedom and quality of its media... continua...
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Strategie della disattenzione
Televisione, radio, giornali. Posta elettronica, social network, blog. Messaggi sonori nelle stazioni, cartelloni pubblicitari nelle vie della città, telecamere per la sicurezza degli uffici. La presenza capillare dell'informazione nella vita quotidiana delle persone nei paesi occidentali è un'esperienza generalizzata. Ciascuno ne fruisce e ne genera in continuazione. La quantità di messaggi cresce inesorabilmente, senza un ordine apparente. Cresce e basta. Il crollo del costo delle comunicazioni è anche l'inflazione dei messaggi. continua...
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Ecologia dell'informazione
I quotidiani cartacei tradizionali sono una tra le numerose specie che vivono nell'ecosistema dell'informazione. Il loro ambiente si è radicalmente trasformato nell'ultima dozzina d'anni. Molte delle risorse sulle quali avevano a lungo prosperato scarseggiano, assorbite dall'espansione di altri media: l'onnivora, insaziabile televisione commerciale, l'innovativa televisione digitale a pagamento, la rivoluzionaria internet a banda larga, gli infinitamente attraenti telefoni cellulari. Milioni di persone, miliardi di euro, trilioni di minuti si sono spostati verso nuove abitudini mediatiche. E nel corso di un terremoto nei mezzi di comunicazione di tale portata è già sorprendente che molti castelli dei giornali di carta stiano ancora in piedi. E se lo sono è perché evidentemente hanno un valore e una resistenza importanti. Ma è tempo di restauri. continua...
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Innovage
Ed ecco dunque l'ennesima nuova parola: "innovage", innovazione e vintage. Non per nulla nascono tante parole nuove, in questo periodo storico che da molti punti di vista - ambientali, sociali, economici, culturali - appare come una grande trasformazione epocale: forse abbiamo l'impressione che, in mezzo a tanta innovazione, stiano effettivamente nascendo angoli di realtà che hanno bisogno di essere nominati; in qualche caso, peraltro, tentiamo di forzare questa impressione, producendo nuove parole prima che esistano le realtà che dovrebbero designare. E dunque, che cos'è l'"innovage": una nuova realtà o semplicemente una nuova parola? E' già un fatto economico o ancora una visione? Avrà successo?
continua...
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Attenti al loop
La conversazione può essere orientata alla collaborazione, può alimentare la convivenza civile e pacifica, ma può anche diventare una sorta di competizione? continua...
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Comunque è bene ‘proiettarsi’ oltre che sul futuro anche sul presente, quel presente di cui raramente si parla, forse anche perché non lo si conosce. Soprattutto a casa nostra.
E allora sarà bene chiarire che:
- kindle è anche un software che può essere liberamente scaricato e usato su pc, smartphone (anche iphone!…per ora) e tablet;
- le più recenti versioni prevedono le possibilità di:
1. riportare annotazioni a margine del testo,
2. attivare con un clic sulla parola la sua definizione (il vocabolario inglese è fornito automaticamente) o la ricerca su google e wikipedia,
3. cosa davvero nuova e interessante, controllare del libro in lettura i passi che i lettori hanno maggiormente sottolineato.
Allora:
1 si può fare anche sul libro fisico, 2 pure ma con molta fatica e comunque allontanandosene, 3 no.
Dunque potrebbe essere l’inizio di un nuovo mondo e un nuovo modo librario, destinati l’uno e l’altro, io credo, a crescere.
Ottima prospettiva. Nel settore di cui ci occupiamo noi di Garamond, l’editoria scolastica, si potrebbe ammortizzare il costo di un Kindle già con la metà della spesa per libri di testo su carta di un solo anno. Ci pensiamo, potremmo regalare il lettore per l’abbonamento ai nostri servizi didattici. Ne riparliamo a Rimini, a Ebook Lab Italia, nel Workshop con Maragliano e Rotta.
il mondo dell’informazione grazie ad internet tende per forza vero il gratuito o quasi, per il semplice motivo che si avvicina ad un mercato di concorrenza perfetta: se lo fai pagare e se cè sotto un’ampia richiesta, cè sempre (o spesso) qualcuno che lo fa ad un costo minore del tuo..legge della domanda e dell’offerta. easy no?
Sicuramente è una possibile strada, dato che il vero business è il “software”, in questo caso i libri. Per quanto riguarda i giornali, in questi giorni sto provando il servizio di Amazon in collaborazione con La Stampa, che fornisce il giornale ogni mattina sul Kindle, tramite WiFi. Devo dire che è un modo eccezionale di avere immediatamente, già mentre si fa colazione le notizie del quotidiano. Solo che l’abbonamento che costa 19,90 al mese è davvero esagerato.
Sarebbe fantastico non vedere più bambini andare in giro con quegli enormi zaini pieni di libri, ma con un leggero Kindle e tutta la didattica di un anno in pochi centimetri. Anche i quaderni potrebbero essere sostituiti, o se non altro le prove scritte.
lei ha ragione; ma la spzoagiiene e8 molto facile: loro chiedono soldi per la diffusione dell’immagine della Madonna, e per l’evangelizzazione, non parla di missioni o opere concrete rivolte a gente bisognosa, vi sembra un buon motivo? Gie0 in questo sta la frode. Poi se fosse un ente benefico avrebbe la sigla ONLUS (propria delle associazioni non a fini di lucro)oppure chiedere le offerte come dottrina religiosa ma spiegandone l’uso effettivo, come ad esempio fa la CARITAS di cui tutti conosciamo le mense per gli indigenti, ma il signor Don Beccamorto cosa ne fa dei soldi? Chi gli de0 il diritto di inondare l’Italia intera di bollettini postali? E’ proprio una questione di proporzioni e di opportunite0 che, senza andare a consultare il codice penale, fa gie0 capire la malafede di questa mega operazione di raccolta di soldi, camuffata dal dolce velo della fede religiosa. Per quanto riguarda il penale, poi, non essendo io un giurista, non escludo che ci siano pure degli illeciti in tutto questo. E comunque a volte ci sono cose che , pur non contravvenendo la Legge, sono scorrette di per loro; faccio un esempio: se io scrivessi migliaia di lettere spedendole a vari cittadini a caso, in tutto il paese, dicendo loro che ho avuto una visione della Madonna, che devo raccogliere fondi per salvare le anime degli uomini facendo un lungo viaggio in terra santa e percif2 mi faccio spedire versamenti da un sacco di gente, forse non commetto un reato, perche8 chi puf2 dire che io non ho avuto una visione? la gente, i soldi, li manderebbe liberamente, nessuno li obbliga, e io confermo che credo fermamente in cif2 che dico …. ecco basterebbe tutto questo per lasciarmi arricchire indisturbato alle spalle dei creduloni? la risposta e8 no, anche se non mi denunciassero mai, la gente dovrebbe convintamente evitare di darmi soldi capendo loro stessi l’infondatezza della richiesta di denaro.