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Mare nero

Si segue con angoscia la storia del petrolio che esce dalla piattaforma affondata nel Golfo del Messico. E l’angoscia è ovviamente per le persone, gli animali, le piante del Golfo. Ma c’è una preoccupazione enorme che sgorga dal fondo del mare…

Perché quello che è emerso è che non c’era un piano per questo genere di situazioni. Neppure l’ombra di un piano. Nessuno sembra aver pensato in anticipo a che cosa si deve fare nel caso che la trivellazione si trasformi in un simile disastro.
E la preoccupazione è che tutto quello che si fa per sfruttare le risorse e sviluppare l’economia a breve termine sia condotto con la stessa noncuranza per le conseguenze a lungo termine. Sembra impossibile che non ci fosse un’idea di come reagire a questo genere di eventualità. Eppure non è impossibile: è la logica conclusione che deriva da un sistema che privilegia l’immediatezza dei guadagni al loro senso per l’umanità e il pianeta. 
E’ così per le nuove trivellazioni approvate e ora in fretta e furia interrotte dagli americani? E’ così per le innovazioni cinesi, canadesi, brasiliane, russe… per le centrali nucleari italiane? 
Non ci si può fermare sempre in attesa di aver pensato tutto. Ma quando si impara una cosa bisogna prenderne atto. E agire di conseguenza. E invece, una volta passata l’attenzione mediatica, i furbi e i praticoni riprendono la loro attività. Mentre i preoccupati continuano a preoccuparsi. Questa volta, in quest’occasione così palesemente grave, l’umanità deve imparare, e imparare a non dimenticare più.

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  • Giusto, ottima osservazione, parole sante, come si fa a non condividerle? solo che oggi sulla prima pagina della Stampa mi sono ritrovata a leggere un titolo del seguente tenore: “Ora il nucleare farà meno paura”, come se la catastrofe di chernobyl (altro cataclisma terribile provocato dall’uomo) fosse già passata nel dimenticatoio e i suoi effetti nefasti cessati.
    Ci si rifiuta proprio di imparare dall’esperienza 🙁

  • Non dimenticare. E agire. Se è l’interesse economico quello che muove, per non dimenticare, e NON FAR dimenticare, bisogna agire. Chi può scegliere, scelga di non comprare più BP. Chi può scegliere, scelga di comprare solo energia rinnovabile, quindi lontana dal nucleare. Utopia, forse. Ma è un principio che ognuno di noi può tenere presente tutti i giorni quando sceglie a chi dare i propri soldi. Tanti piccoli gesti fanno una marea.

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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