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Day April 15, 2010

Mobile neutralità balcanica

Non c’è net neutrality nelle reti internet mobili. Le compagnie possono fare molto per governare il traffico e sapere ogni cosa dei loro utenti quando navigano in rete con il cellulare intelligente. La polemica su questo è antica e altrettanto sopita. (Per esempio, le autorità e le compagnie americane nel parlavano l’anno scorso).

Questo consente tra l’altro patti particolari tra i venditori di telefonini e le compagnie, che limitano l’utilizzo dei cellulari se le compagnie non sono d’accordo con funzioni come la voip su rete mobile o altro. Di conseguenza, questo consente anche ai produttori di cellulari che hanno un servizio di distribuzione applicazioni di scegliere a loro volta di limitare la libertà di manovra degli utenti in vario modo. Infine, questo garantisce ai detentori industriali di copyright di governare la vendita dei contenuti in modo da distinguere chi può accedere e chi non può.
Molte cose simili si tentano anche sulla rete fissa. Ma è più difficile. Perché le alternative liberatorie ai servizi limitanti non cessano di far sentire la loro capacità competitiva. Mentre nel mobile, le alternative sono molto più difficili, visto che le reti sono molto più controllate.
La Apple è leader nelle tecnologie a disponibilità controllata di funzioni, come si sa. Questo ha una ratio: non complicare la vita degli utenti. Ma naturalmente provoca una crescente repulsione in chi vorrebbe muoversi in modo più autonomo. Ci sono piattaforme alternative e meno limitative, anche se presentano meno attrazione sul mercato. La combinazione di limitazioni trasparenti e qualità eccezionale messa in piedi dalla Apple sta favorendo l’accettazione da parte degli utenti di una balcanizzazione della rete mobile che era già originariamente consentita dalla scarsa neutralità della rete mobile.
Se non cambiano le regole, questo andrà avanti così. Ma almeno bisognerà fare attenzione per non consentire ai servizi di rete fissa di andare nella stessa direzione.

Cinguettando per la storia

La Biblioteca del Congresso prende in carico la conservazione dell’archivio dei messaggi pubblicati su Twitter.

Vale come risposta a uno dei temi della scorsa settimana: su quali documenti ci studieranno gli storici del futuro? E soprattutto quali documenti pensiamo che siano rilevanti per descriverci? Evidentemente i tweet lo sono diventati..