I brevetti nel software funzionano per le grandi aziende come attacco e difesa. Ma non aiutano molto i piccoli innovatori veri.
Se ne era parlato pochi giorni fa.
Ed erano arrivati due contributi:
Ciao,
il prossimo Minisymposium organizzato dalla EMBL-EBI Science and society verterà su questo.
Si terrà a Cambridge il 19th Marzo, ma sarà anche possibile seguirlo in streaming qui:
http://www.ebi.ac.uk/Information/events/whoownsscience/index.html
Un caso innovativo, tutto italiano, è la GUNA. Società leader nei farmaci omeopatici. Ha scelto un modello di ricerca e sviluppo "No Patent - open source". Ha cioè eliminato tutte le procedure di protezione brevettuale di prodotti e processi industriali, mettendo a disposizione del mercato le proprie ricerche "copyleft" (circolazione gratuita e senza necessità di preventiva autorizzazione, purché con citazione della fonte).
Come cita la lettera del Presidente di GUNA "...Noi interpretiamo la logica brevettuale come una pesante zavorra, che blocca il naturale impulso dinamico allo sviluppo delle nuove conoscenze. Il terzo millennio ci pone dinnanzi nuove ambiziose sfide: sarà possibile sperare di vincerle solo basando la propria attività su valori differenti, primo tra tutti la condivisione del sapere a tutti i livelli."
http://www.guna.it/news.php?id=124